Recensione di Alessandra Isabella Spanò
TRAMA
Rampollo di una famiglia facoltosa, amante degli abiti di sartoria e delle scarpe inglesi fatte a mano, assiduo frequentatore delle app di incontri, Windsor Horne Lockwood III – per gli amici Win – non sopporta le ingiustizie nei confronti dei più deboli, di cui prende spesso le difese. E lo fa con qualunque mezzo lecito… o illecito.
Quando in un attico di Manhattan viene ucciso un uomo che nasconde una sua vecchia valigia e un quadro di inestimabile valore rubato vent’anni prima a suo padre, Win rivive una pagina tragica del proprio passato. Perché il dipinto e soprattutto la valigia lo riconducono al giorno lontano in cui nella villa di famiglia fu ucciso suo zio e rapita la cugina diciottenne, tenuta prigioniera e seviziata per mesi.
In più di vent’anni, nessuno ha mai scoperto da chi e perché. Win ignora il legame fra i due oggetti e l’uomo assassinato. Ma molto più dell’FBI è determinato a scoprirlo. Inizia così un lungo viaggio nel passato che lo porterà sulle tracce di un gruppo di giovani eversivi, tra pub sotterranei dell’Upper West Side, college più o meno esclusivi e case fatiscenti dell’America rurale.
Nulla può fermarlo. Perché Win possiede tre cose che l’FBI non ha: un legame affettivo con il caso, montagne di soldi e uno spiccato ma del tutto personale senso della giustizia. Sarà proprio quest’ultimo che lo spingerà a non fermarsi davanti a nulla pur di punire chi si illudeva di essere sfuggito alla legge.
Harlan Coben, maestro del thriller contemporaneo, ha consolidato il suo successo attraverso un sapiente uso della suspense, intrecci narrativi complessi e personaggi dalla psicologia stratificata.
Win, rappresenta una deviazione dalla serie di Myron Bolitar, ponendo al centro della narrazione Windsor Horne Lockwood III, un personaggio che nei romanzi precedenti aveva svolto il ruolo di spalla carismatica.
Si inserisce all’interno del filone del thriller investigativo, arricchendolo con elementi di mystery psicologico e una sottile critica sociale.
Win si colloca nel sottogenere del thriller investigativo con sfumature di hard-boiled moderno.
Sebbene l’elemento giallo sia preponderante, la narrazione si distingue per l’attenzione alla psicologia del protagonista, che funge da filtro interpretativo della storia. La componente action è bilanciata da una riflessione sull’eredità familiare, sul privilegio e sul senso di giustizia personale, rendendo il romanzo un esempio di crime fiction che non si limita alla ricerca della verità, ma esplora anche la moralità di chi la persegue.
L’ambientazione di Win è fortemente radicata in un’America élitaria, fatta di club esclusivi, attici lussuosi e università della Ivy League.

Harlan Coben
Harlan Coben è uno degli autori più importanti nel panorama del thriller internazionale.
I suoi romanzi, tradotti in 45 lingue, sono tutti best seller negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Francia, e sono sempre in vetta alle classifiche del New York Times.
Ha vinto prestigiosi premi fra cui l’Edgar Award. Molti dei suoi romanzi sono diventati serie tv Netflix, come The Stranger (Longanesi 2022) e Un inganno di troppo (Longanesi 2023).
Gli altri suoi titoli pubblicati in questa collana sono Fuga (2021) e Ovunque tu sia (2024).
Coben tratteggia un mondo di privilegio, corruzione e ipocrisia, mostrandolo attraverso gli occhi di un protagonista che ne è parte integrante, ma che al contempo lo giudica con distacco.
La New York di Win è un luogo di potere, dove il denaro garantisce accesso e protezione, ma non immunità dalle ombre del passato. Le descrizioni sono funzionali alla costruzione di un’atmosfera ambigua, in cui la sicurezza apparente nasconde costantemente il pericolo.
Win è un protagonista atipico nel panorama del thriller. Cinico, brillante e privo di remore morali nel perseguire i suoi obiettivi, incarna un’idea di giustizia personale che lo avvicina più agli anti-eroi della letteratura noir che agli investigatori tradizionali. La sua ricchezza gli conferisce un senso di onnipotenza che si riflette nelle sue decisioni e nel suo atteggiamento sprezzante. Gli altri personaggi, sebbene meno sviluppati rispetto al protagonista, servono a evidenziarne aspetti diversi: dai familiari ai collaboratori, ognuno rappresenta un tassello nel puzzle del suo passato e del suo presente.
Win affronta il tema del privilegio e delle sue implicazioni morali. Win è consapevole dei vantaggi che la sua posizione sociale gli offre e ne fa un uso pragmatico, senza ipocrisie. Un altro tema centrale è la giustizia personale contrapposta alla giustizia istituzionale: il protagonista non si affida alla legge, ma alla propria capacità di manipolare situazioni e persone per ottenere la verità.
Infine, la famiglia e il peso dell’eredità sono elementi ricorrenti, che si manifestano nel confronto tra passato e presente e nella riflessione sull’influenza delle origini sul destino individuale.
La scrittura di Coben è asciutta, diretta e funzionale alla costruzione della tensione. L’uso della prima persona contribuisce a creare un senso di immersione totale nella prospettiva di Win, enfatizzandone il carattere e le idiosincrasie.
Il dialogo è serrato e realistico, spesso carico di ironia tagliente.
L’autore sfrutta abilmente la gestione dell’informazione, rivelando dettagli chiave nel momento opportuno per mantenere alto il coinvolgimento del lettore.
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