Recensione di Katya Fortunato
TRAMA
Milano, estate 2024. Un’indagine complessa per il capitano dei Carabinieri Marco Fontana: due vecchi malavitosi sono stati uccisi da un killer professionista e si sono perse le tracce di un funzionario dei Servizi Segreti, tutti coinvolti a vario titolo nella strage di via Palestro del 1993.
Fontana è così costretto a addentrarsi nei meandri di una storia lontana e terribile, alla ricerca degli esecutori dell’attentato e di chi ha guidato la Fiat Uno imbottita di tritolo. Intanto in città appare sulla scena un nuovo assassino, lo chiamano il Sagittario: uccide di notte, con una balestra di precisione, e colpisce gli uomini che hanno fatto del male alle donne.
Ne ll fiore della vendetta di Carcano e Maimone, realtà e finzione si intrecciano con maestria in un’indagine complessa che vede protagonista il capitano dei carabinieri Marco Fontana.
Due malavitosi “in pensione” sono stati uccisi e un funzionario dei Servizi Segreti è scomparso senza lasciare traccia.
A questi si aggiunge il Sagittario, la Nemesi che porta una giustizia “divina”, ben diversa da quella umana, fallace, fatta di cavilli, avvocati senza scrupoli e giudici che non sembrano avere una visione chiara di cosa sia veramente la giustizia.
Fontana si trova a dover indagare su due casi: uno legato al passato e l’altro al presente.
Il caso del passato conduce Fontana a scoprire segreti che forse è giunto il momento di far emergere, mentre quello del presente coinvolge un uomo armato di balestra, che sembra avere una missione: vendicare le donne che si sono rivolte alla legge per cercare giustizia, ma che, invece, si sono ritrovate da vittime a carnefici.
«Leone è bello animale, ma feroce. Tu feroce?»
«Sì, feroce con chi mi ha fatto del male. Feroce con i bugiardi, i pavidi, chi si è nascosto per fare carriera, chi non si è mai fatto venire un rimorso di coscienza…»
La parola “giustizia” emerge con forza ne Il fiore della vendetta, quasi a tracciare un confine netto: la legge da una parte, la giustizia dall’altra.
In un mondo regolato dalle leggi, l’anarchia della giustizia è difficile da accettare.
L’epoca della legge del taglione è ormai morta e sepolta, come è giusto che sia, ma ogni tanto, nel cuore di ognuno di noi, di fronte a palesi ingiustizie, sorge il desiderio di rimettere le cose a posto.
Il contrasto, se così lo possiamo definire, tra le due indagini genera una tensione narrativa che tiene il lettore con il fiato sospeso.
Si è ansiosi di scoprire come si svilupperanno gli eventi e quali verità verranno finalmente svelate.
Due indagini parallele, ma accomunate da un unico obiettivo: fare la cosa giusta.
Il fine giustifica i mezzi? Chi decide la cosa giusta qual è?
Fontana si trova a lottare tra ciò che è giusto e ciò che sarebbe giusto fare, un conflitto che permette al lettore di empatizzare con lui.

Fabrizio Carcano
Fabrizio Carcano (Milano 1973) è giornalista professionista e dal 2020 direttore della collana Giungla Gialla di Ugo Mursia Editore.
Con Mursia ha pubblicato diciassette romanzi, gli ultimi sono stati I delitti dello Zodiaco (2022), Il killer dell’Apocalisse e La quinta carta (2023).
Lo stile di Carcano e Maimone è fluido e coinvolgente, con una narrazione che dà voce a tutti i protagonisti principali.

Giorgio Maimone
Giorgio Maimone (1953).
Dopo una vita da giornalista, inizia a scrivere romanzi nel 2013.
Tra le ultime pubblicazioni, la quadrilogia di Filippo Marro – composta da Sole su Brera, Pioggia a Brera, Nebbia su Brera e Neve a Brera – e il sesto volume della serie di Greta e Marlon, scritta a quattro mani con Erica Arosio: Mannequin.
L’ambientazione, arricchita da descrizioni vivide, rende la città di Milano e i suoi meandri davvero affascinanti.
La trama de Il fiore della vendetta è costruita in modo impeccabile, con colpi di scena ben piazzati e personaggi credibili.
Non si può fare a meno di parteggiare con i cattivi; almeno con uno dei due.
Adesso sta preparando le sue frecce micidiali. Ne spalma la punta di aconito, per essere sicuro che il veleno farà effetto in breve tempo sulla vittima designata.
Che appare in una delle tante foto disseminate sulla parete di compensato […*
Anche se di tempo ne è trascorso tanto…
Ma la Nemesi ha la memoria lunga.
E sa aspettare tanto.
Colui di cui vorremmo continuare a leggere e che Carcano e Maimone con il finale aperto e la nota degli autori ci fanno sperare che accada.
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