Nero all’Ortica di Filippo Fornari

Nero all'Ortica Salotto Giallo

Recensione di Emanuela Ferrara

TRAMA

Tornano i protagonisti di “Omicidi all’Isola, nevrotico erotico blues”. In una notte d’inverno Umberto, ex ferroviere in pensione, passeggiando per il quartiere dell’Ortica si imbatte nel corpo esanime di una donna. Il tempo di chiamare i soccorsi e il corpo scompare.

Questo evento darà il via a una serie di circostanze forse collegate tra loro: il ritrovamento del cadavere di un giovane uomo nudo, il rapimento di una ragazza, le indagini sulla morte di una donna nel 1969, collegate a un possibile serial killer attivo a Milano in quegli anni.

Molta la carne al fuoco, ma con l’aiuto di una sedicente e seducente medium, di una ragazzina rom, di un’abile poliziotta e di un cadavere congelato, tutti i nodi verranno incredibilmente sciolti.

Non importa se vi siete persi la puntata precedente. Nero all’ortica e i suoi personaggi riusciranno a entrarvi nel cuore, tanto che vorrete sicuramente conoscere meglio il loro passato, fino a recuperare la lettura di Omicidi all’Isola, nevrotico erotico blues.

Serve aggiungere altro? Basterebbe questo incipit per giustificare l’alto punteggio che stiamo assegnando a Filippo Fornari, ma saremo magnanimi e vi spiegheremo il perché.

Nero all’ortica è un giallo ben congegnato. La lettura è sempre interessante, ricca di suspense e colpi di scena, ma non si tratta solo di questo.

Nero all’ortica riesce a trattare argomenti delicati senza cadere nel banale e nel sentimentalismo che, probabilmente, gli amanti del giallo vorrebbero proprio evitare.

Omosessualità, genitorialità, sfruttamento della prostituzione, medianità, trasgressione eccetera eccetera. Ci sarebbero molti spunti da approfondire, ma non é questa la sede, né questo il nostro compito. Ci limiteremo ad analizzare le 245 pagine del romanzo e a citare alcuni dei punti salienti, perché vorremmo solo incuriosirvi quel tanto che basta da farvi correre in libreria, prendere questo libro tra le mani e cominciare a leggerlo.

Diciassette giorni per cambiare una vita. Poco più di due settimane per sconvolgere più esistenze. Dal 12 al 29 dicembre: tutto si svolge in questo lasso di tempo. Un corpo di donna viene trovato sul ciglio della strada. Un corpo di uomo è abbandonato nudo e senza vita, in un giardinetto. Fornari inizia da qui per insinuare nella mente del lettore il seme dell’incertezza.

Filippo Fornari

Filippo Fornari, chimico, piacentino ritornato alle sue colline dopo molti anni di esilio a Milano, si occupa di marketing di sistemi di diagnostica molecolare.

Per la Todaro Editore ha pubblicato nel La Signora degli Inferi: in questo romanzo d’esordio è riuscito a infilare, oltre a vari fantasiosi omicidi, le altre sue passioni, la numismatica, l’archeologia e i culti misterici.

Nel 2015 pubblica L’Oro dei Demoni.

Nel 2016 invece è uscito per la Todaro Omicidi all’Isola, nevrotico erotico blues, un romanzo giallo ambientato a Milano, per il quale l’autore ha adottato un tono umoristico, nonostante la storia ruoti anche intorno a un efferato serial killer.

Non solo omicidi da risolvere. Non solo dinamiche amicali da sviscerare. C’è la depressione da compleanno da analizzare, il sentimento dell’abbandono da approfondire, e c’è tanta storia d’Italia nascosta tra le righe.

La Lambretta, Gustavo Adolf Rol, Pier Paolo Pasolini e i club calcistici più blasonati di Italia.

Un giallo che non è solo un giallo. Un libro che ti tiene incollato alle pagine e che, tra un rompicapo e l’altro, ti lascia mille pensieri da analizzare.

Cinquant’anni sono una vita, o il battito d’ali di un colibrì

Tutto sta da che punto si guarda la storia. E anche la storia di Nero all’ortica cambia in continuazione, a seconda che quella determinata giornata la stia vivendo Curzio o Marzia, Umberto o Atena, o addirittura che la stia vivendo un lettore oppure un altro.

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