Recensione di Barbara Terenghi Zoia
TRAMA
Festa con casuario di Leonardo San Pietro
Torino, inizio d’estate. Isa, ventenne studentessa universitaria di Lettere, organizza una festa nella villa con giardino dei genitori. Arrivano i compagni di corso, i vecchi amici, gli amici di amici, i conoscenti, gli imbucati. Alcol e cibo in abbondanza, la musica giusta, all’occorrenza qualche droga per rilassare la testa e il corpo.
L’unico a non essere ancora arrivato è Ezio, l’invitato che Isa aspetta con più ansia. Un piccolo episodio accende gli eventi. Da un regalo anonimo salta fuori un biglietto minaccioso: se entro l’una di notte nessun invitato avrà il coraggio di toccare il casuario dei vicini, Ezio morirà. È uno scherzo, si dicono gli amici.
E poi, cos’è un casuario? E perché ce n’è uno proprio nel giardino accanto? Il casuario è una sorta di struzzo, ma parecchio più pericoloso: con il suo artiglio lungo e affilato come un coltello, è in grado di uccidere una persona e non ama essere disturbato. Isa e i suoi amici, mentre la festa si dilata e si amplifica nelle parole e nei gesti, reagiscono ciascuno in modo diverso.
Tutto sembra convergere verso uno spazio, un orario, un istante preciso e fatale, accanto a una rete di metallo, a decidere per sé e per gli altri. A domandarsi chi sarà così pazzo da varcare il recinto per toccare il casuario.
L’esordio letterario di Leonardo San Pietro cattura l’attenzione sin dalla copertina, che propone una suggestiva illustrazione del casuario. Questo imponente uccello, etichettato come
il più pericoloso del mondo
nonostante sia incapace di volare, è dotato di artigli capaci di infliggere ferite letali, sia agli animali che agli esseri umani, se provocato.
Il casuario, figura a metà tra uno struzzo e un pterodattilo preistorico, è il fulcro simbolico attorno a cui ruota l’intera vicenda di Festa con Casuario.
La scrittura di San Pietro è densa e serrata, composta quasi esclusivamente da un flusso ininterrotto di pensieri dei giovani protagonisti. I dialoghi, pochi e disseminati con apparente casualità, fungono in realtà da strategici momenti di respiro per il lettore, che altrimenti rischierebbe di essere travolto dalla valanga di riflessioni che questi personaggi generano senza sosta.
I protagonisti sono un gruppo di studenti universitari riuniti a casa di Isabella — Isa M. per gli amici — per una serata all’insegna della sregolatezza in stile “sesso, droga e rock’n’roll”. Ognuno porta con sé il proprio bagaglio di problemi, sogni e inquietudini.
Isa è una ragazza bella e malinconica, ancora invischiata nell’amore per Ezio, ragazzo di famiglia agiata che ha da poco attraversato un periodo di depressione, ancora latente nella sua quotidianità.
Claudia, la sua migliore amica, le è profondamente legata, ma al contempo la invidia: lei deve arrangiarsi con lavoretti occasionali per mantenersi agli studi, mentre Isa può permettersi di vivere l’università con leggerezza.
Poi ci sono Luc,
quello buono
tormentato da attacchi di panico; Tennyson,
il gay, il poeta, quello che fa battute
Pelle il gioioso con
un viso pulito e simpatico con una zazzera di capelli rossi dentro una camicia psichedelica
Pad l’asociale
è sigillato nel suo lungo parka marroncino, come sempre
Ezio, il collante del gruppo, è assente. A giustificare la sua mancanza, un biglietto recapitato con una bottiglia di tequila:
Se nessuno toccherà il casuario entro l’una di notte, io morirò
Da qui inizia una spirale di riflessioni e azioni imprevedibili. I ragazzi si disperdono come palle da biliardo colpite con forza, ognuno reagendo in modo diverso: chi beve, chi fuma, chi ruba, chi si nasconde, chi cede al panico. Le reazioni sono il riflesso delle loro personalità, ma anche delle aspettative che gli altri proiettano su di loro.
La festa si trasforma così in un romanzo noir dai toni thriller. Il casuario diventa simbolo e specchio delle fragilità mentali, delle ossessioni e delle disperazioni che abitano i protagonisti. Una sorta di portale, uno “Stargate”, attraverso cui ciascuno può riconoscersi o perdersi del tutto, in una notte che scorre tra i boschi umidi e le colline della “Torino bene”:
davanti a loro un’aria piena di musica indie odorosa d’umido di bosco, danno la schiena a Torino che inizia ora ad accendersi con dietro la corona delle Alpi

Leonardo San Pietro
Leonardo San Pietro è un autore italiano.
Ha frequentato la Scuola Holden e lavorato per un anno come lettore per Einaudi Editore.
Ha pubblicato i suoi primi racconti su Domani e su ’tina, la rivista di Matteo B. Bianchi dedicata agli esordi.
Il suo racconto Fuori dalle mura è stato pubblicato nella raccolta di Meridiano Zero che raccoglie i finalisti del Premio Italo Calvino.
Nel 2025 Sellerio pubblica in suo romanzo d’esordio, Festa con casuario.
Festa con Casuario di Leonardo San Pietro è una commedia involontaria, un teatro interiore dove il lettore osserva la lenta trasformazione dei personaggi, ascoltandone pensieri, desideri, disagi e drammi.
Il tutto innescato da una richiesta assurda, grottesca e potenzialmente fatale, capace di mettere a nudo il caos che si nasconde dietro le maschere della giovinezza.
Salottometro:


Link d’acquisto

