Recensione di Barbara Terenghi Zoia
TRAMA
Un omicidio, un hotel di lusso pieno di sospettati e un colpevole apparentemente in trappola. Ma, come Gamache ben sa, un predatore messo all’angolo è il più pericoloso di tutti.
«A uccidere le persone non erano i proiettili, le lame, i pugni in faccia. Erano i sentimenti. Soprattutto i sentimenti trascurati. A volte lasciati al freddo, a congelare. A volte abbandonati sulle rive di un lago, nel mezzo del nulla. Lasciati lì a invecchiare, a imbizzarrire».
È estate e Armand Gamache e sua moglie stanno festeggiando il loro anniversario di matrimonio in uno degli alberghi più eleganti del Québec. Ma non sono soli. Anche la facoltosa famiglia Finney è arrivata per rendere omaggio al capofamiglia.
E mentre il caldo aumenta e l’umidità si avvicina, un violento temporale lascia dietro di sé detriti e macerie, ma anche un cadavere. Toccherà a Gamache dissotterrare segreti e rivalità sepolti da tempo e trovare il colpevole. Il quarto titolo della serie dell’ispettore capo Gamache e di Three Pines.
Vietato uccidere è il quarto libro pubblicato in Italia con protagonista il commissario Gamache e gli abitanti del pittoresco villaggio di Three Pines, creato appositamente dalla scrittrice.
Questa volta, però, il commissario e sua moglie trascorrono gran parte della storia lontano da casa. Si trovano al Manoir Bellechasse, un esclusivo resort sul lago San Lorenzo, un luogo elegante ma isolato, dove persino il segnale per i telefoni cellulari è assente.
Ogni anno, Gamache e sua moglie tornano al Manoir Bellechasse per celebrare il loro anniversario di matrimonio, ma questa volta l’atmosfera è diversa: l’albergo è insolitamente affollato. La famiglia Finney/Morrow si è riunita per il consueto ritrovo annuale, portando con sé figli, consorti e un nipotino, e per inaugurare una statua commemorativa in onore del defunto patriarca.
I Morrow incarnano alla perfezione il concetto di famiglia disfunzionale: conflitti costanti, difficoltà di comunicazione, totale mancanza di supporto emotivo e una violenza verbale che sfiora il bullismo. Nulla è come sembra, nessuno è davvero chi dice di essere e ogni conversazione degenera rapidamente in recriminazioni e vendette per torti passati.
I Morrow hanno fatto quello che facevano meglio. Sono rimasti in silenzio.
Con questa storia, l’autrice invita i lettori a riflettere sull’importanza di esprimere le proprie emozioni anziché soffocarle. Non si può mai sapere quando si avrà un’altra occasione per condividerle.

Louise Penny
È nata a Toronto. Ha lavorato a lungo come giornalista, conduttrice radiofonica e televisiva, occupandosi di cronaca e current affair, ma è con la scrittura che raggiunge il successo.
I suoi romanzi sono stati insigniti dei più prestigiosi premi letterari dedicati al genere, dall’Anthony Award al Macavity Award.
È l’unica autrice ad aver vinto l’Agatha Award for Best Novel per quattro anni consecutivi.
In Italia Piemme ha pubblicato L’inganno della luce nel 2013 e La via di casa nel 2017, entrambi con protagonista l’ispettore Gamache.
Tra gli altri suoi libri ricordiamo: Case di vetro (Einaudi, 2019), Il regno delle ombre (Einaudi, 2020), Una specie di follia.
Le indagini del commissario Armand Gamache (Einaudi 2022), La grazia dell’inverno. Un’indagine del commissario Armand Gamache (Einaudi, 2023) e Tracce dal passato.
Le indagini del commissario Armand Gamache (Einaudi, 2023).
Louise Penny ha scelto con cura l’ambientazione, rendendo omaggio alla regina del giallo, Agatha Christie. Questo resort isolato è, di fatto, una versione ampliata della classica camera chiusa: la cerchia dei sospettati è ristretta e comprende esclusivamente gli ospiti e il personale dell’hotel.
Con l’assassino nascosto tra gli ospiti o il personale dell’hotel, individuare un movente abbastanza forte per uccidere si rivela un’impresa complessa. Bisogna scavare tra decenni di rancori sopiti e sentimenti repressi, rendendo l’indagine un intricato viaggio nella psicologia dei personaggi.
Questo influisce anche sul ritmo del romanzo: la narrazione procede attraverso dialoghi e introspezioni, mentre l’azione rimane quasi del tutto in secondo piano.
Di conseguenza, pur mantenendo gli elementi tipici di un giallo avvincente, il romanzo assume i tratti di un thriller psicologico.
Nonostante il magnifico scenario bucolico, il commissario Gamache e la sua squadra dovranno destreggiarsi tra un intricato groviglio di bugie e silenzi, fino a smascherare il colpevole.
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