Recensione di Katya Fortunato
TRAMA
Il funerale del padre costringe Jovis Keelford a lasciare Londra – città che ha scelto per sfuggire al passato – e tornare in Italia. Stravagante, dal carattere asociale ed egocentrico, ma anche dotato di una mente brillante e un intuito fuori dal comune, Keelford si ritrova a collaborare alla difficile indagine su uno stupratore seriale con il commissario Carli della polizia di Pescara, con cui aveva già lavorato a un precedente caso.
Il mistero raddoppia e si complica quando Sara Brandimarte, ex-moglie di Giacomo, uno dei suoi migliori amici, lo sfida ad accettare una sconcertante scommessa: trovare l’assassino di Nicola, un amico del loro storico gruppo liceale, per tutti morto in un incidente stradale. Pur scettico, Keelford accetta la scommessa.
Ma il brutale assassinio di Sara lo costringe ad addentrarsi in un’indagine intricata e oscura che fa riemergere il passato, le cui ombre lunghe lo raggiungono, costringendolo ad affrontare la difficile ricerca di una complessa verità a lungo occultata da inganni e mistificazioni, dove niente è come sembra e il dubbio è l’unica certezza.
Un gruppo di amici, una promessa fatta ai tempi del liceo e un’indagine che vede protagonista un investigatore dalle caratteristiche simili a quelle del celebre Monk, il detective della famosa serie televisiva. Un dettaglio questo che crea un mix di umorismo e profondità psicologica.
Un protagonista irritante e adorabile nello stesso tempo.
A partire dall’età di tre anni, Jovis manifestò una profonda avversione per tutto il cibo che non fosse espressamente preparato dalla madre. […] Un giorno, quando Jovis aveva sei anni, del tutto esasperata, sbottò:
“Jovis, basta! Se davvero vuoi continuare a mangiare in questo modo dovrai iniziare a cucinarti da solo!”
[…]
“Cosa fai?” gli domandò, temendo già di conoscere la risposta.
“La pasta, mamma. Ti ho vista farla tante volte.”
Questo è La verità non esiste di Davide Luciani.
Cosa si può chiedere di più a un giallo dalle forti connotazioni classiche, che rispetta con precisione tutti i canoni del genere?
La storia, ambientata a Pescara, ruota attorno a vittime, colpevoli e protagonisti all’interno di un ambiente benestante, a dispetto della tipica frase: “sono una famiglia rinomata”.
Potrebbe sembrare un cliché, ma in realtà ci conferma, ancora una volta, che il crimine non fa distinzione di ceto, anzi, chi appartiene alla classe alta ha decisamente più da perdere.
Il registro narrativo alterna il presente, descritto in terza persona e focalizzato su più personaggi, al passato, in cui Jovis racconta in prima persona gli eventi che hanno preceduto la vicenda.
Jovis, come già detto, è sicuramente un personaggio fuori dagli schemi, ma con le idee ben chiare.
Quello è il problema minore. Il movente alla fine è sempre uno: il possesso […] Alla fine, tutti gli omicidi si riducono a una questione di possesso perché l’essere umano è fondamentalmente un individuo egoista.
Ha un forte senso della giustizia, che, ammettiamolo, tutti noi condividiamo.

Davide Luciani
Abruzzese classe 1982, Davide Luciani è un giornalista pubblicista dal 2008. Nel corso degli anni ha collaborato con diverse testate giornalistiche online specializzandosi nel campo del Seo Web Marketing.
Appassionato di gialli e in particolare di quello inglese, adora Agatha Christie e Rex Stout. Attualmente vive a Lanciano dove continua a esercitare la professione giornalistica.
La scrittura di Luciani è fluida, con colpi di scena ben calibrati anche se non eclatanti, se non nel finale e coinvolgente proprio grazie al rispetto dei canoni di un giallo scritto con grande maestria.
Il libro d’esordio di Davide Luciani, La verità non esiste, sarà per l’autore una bella sfida, ma nutriamo forti speranze che Jovis possa tornare, perché un protagonista così non può rimanere confinato a un solo romanzo.
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