La lista di Mabel di Laura Pearson

La lista di Mabel Salotto Giallo

Recensione di Alessandra Isabella Spanò

A cura di Cristina Casareggio

TRAMA

Il marito di Mabel Beaumont, Arthur, amava le liste: quelle della spesa, quelle dei pro e contro, quelle delle cose da fare.

Lasciarle in giro per casa era un piccolo rituale quotidiano, ma ora Arthur è morto e, a ottantasei anni, Mabel deve fare i conti con un’inattesa, temibile solitudine.

Ma anche con un’ultima lista, che contiene solo una voce: CERCARE D.

D. – Mabel ne è certa – è Dot, l’unica amica che lei abbia mai avuto, sparita da un giorno all’altro sessant’anni prima.

Ritrovarla sembra impossibile… tuttavia questa ricerca potrebbe essere ciò di cui Mabel ha bisogno per uscire dal suo guscio, per trovare una ragione di vita nonostante tutto.

E così decide di fare un tentativo, di iniziare a dire di sì dopo aver detto sempre di no.

E non sarà solo la sua vita a cambiare di conseguenza, ma anche quella delle amiche che incontra lungo la strada: Erin, una giovane cassiera in rotta con la famiglia; Julie, la badante voluta da Arthur; Patty, una vivace insegnante di danza settantenne, e Kirsty, una neomamma che nasconde un segreto.

Donne diversissime, per età, percorso di vita e sogni, eppure ognuna di loro diventa una voce della lista che Mabel ha iniziato a stilare per sé stessa: quella delle cose da fare (e delle persone da aiutare) prima di andarsene.

Riuscirà a completarla in tempo, a esaudire l’ultimo desiderio di Arthur e a dire a Dot quello che non ha avuto il coraggio di dirle tanti anni prima?

La lista di Mabel di Laura Pearson è un romanzo che intreccia temi di amore, perdita, amicizia e scoperta di sé attraverso la vita di Mabel Beaumont, un’anziana donna che, dopo la morte del marito Arthur, intraprende un viaggio per ritrovare la sua amica perduta da tempo, Dot.

Questo percorso la porta a confrontarsi con segreti del passato e a formare nuove connessioni che trasformano la sua esistenza.

Il romanzo offre una narrazione profonda e toccante, esplorando le complessità delle relazioni umane e la ricerca di significato nella fase avanzata della vita.

Il romanzo si inserisce nel genere della narrativa contemporanea, con una particolare enfasi sulle storie di formazione e rinascita nella terza età.

La scelta di una protagonista anziana permette di esplorare tematiche spesso trascurate nella letteratura, offrendo una prospettiva unica sulle sfide e le opportunità della vecchiaia.

L’ambientazione del romanzo è radicata in un contesto urbano contemporaneo, con descrizioni dettagliate degli spazi domestici di Mabel e dei luoghi che frequenta durante la sua ricerca.

La casa di Mabel, in particolare, funge da simbolo del suo stato emotivo.

Inizialmente rappresenta isolamento e stagnazione, ma man mano che la protagonista si apre al mondo esterno, anche il suo ambiente domestico riflette questo cambiamento, diventando più luminoso e accogliente.

I luoghi pubblici, come il mercato locale e la scuola di danza, sono descritti con vividezza, evidenziando la vivacità della comunità e il contrasto con la solitudine iniziale di Mabel.

Il romanzo è narrato in prima persona dal punto di vista di Mabel, alternando tra il presente e flashback del passato che rivelano gradualmente dettagli sulla sua relazione con Dot e le circostanze che hanno portato alla loro separazione.

Questa struttura permette al lettore di comprendere profondamente le motivazioni e le emozioni della protagonista, creando un legame empatico con la sua esperienza.

La narrazione lineare del presente è intervallata da ricordi che arricchiscono la comprensione del lettore, mantenendo al contempo un ritmo narrativo coinvolgente.

Mabel è una protagonista complessa, caratterizzata da una profonda introspezione e da una resilienza silenziosa.

La sua evoluzione da una vedova isolata a una donna aperta alle nuove esperienze è al centro della narrazione.

Arthur, sebbene presente solo nei ricordi, svolge un ruolo cruciale come catalizzatore del viaggio di Mabel, rappresentando sia il conforto della routine che la spinta al cambiamento.

I personaggi secondari, come Julie, la badante assunta da Arthur prima della sua morte, e le nuove amiche che Mabel incontra lungo il percorso, sono delineati con profondità, ognuno apportando una prospettiva unica sulle tematiche del romanzo.

Infatti il romanzo esplora temi universali come l’amicizia, l’amore, il rimpianto e la ricerca di sé.

Affronta anche questioni come l’invecchiamento, la solitudine e l’importanza di affrontare i segreti del passato per trovare la pace interiore.

La ricerca di Mabel per ritrovare Dot diventa una metafora per la riconciliazione con se stessa e con le scelte fatte nella vita.

Il tema dell’accettazione, sia degli altri che di sé stessi, è centrale nella narrazione, evidenziando la possibilità di crescita e cambiamento a qualsiasi età.

Laura Pearson

Laura Pearson si è laureata in scrittura creativa all’università di Chichester e ha scritto per il Guardian e il Telegraph.

È autrice di diversi romanzi, che spesso hanno al centro donne fuori dagli schemi.

Vive nel Leicestershire con il marito e due figli.

Nello stile della Pearson, l’uso della prima persona avvolge il lettore in una narrazione immediata e personale.

La voce narrante di Mabel è intrisa di una malinconica consapevolezza del tempo passato, ma anche di un’ironia sottile e di una speranza ritrovata, che conferiscono alla narrazione un equilibrio tra leggerezza e profondità emotiva.

La struttura temporale del romanzo è un altro aspetto significativo del suo stile narrativo.

Pearson alterna il presente della narrazione con flashback che svelano gradualmente dettagli del passato di Mabel, in particolare sulla sua amicizia con Dot e sulla relazione con Arthur.

Questo uso calibrato dei salti temporali non solo mantiene alta la tensione narrativa, ma consente di creare un doppio binario emotivo: il lettore vive insieme a Mabel sia la riscoperta del presente sia la rilettura di un passato irrisolto.

Un ulteriore elemento centrale è l’uso delle liste, che si inseriscono non solo come elemento narrativo ma anche come tecnica simbolica.

La lista lasciata da Arthur non è solo un oggetto fisico, ma una manifestazione concreta del tema della memoria e della comunicazione oltre la morte.

Le liste rappresentano una modalità di elaborare la complessità della vita attraverso frammenti ordinati, riflettendo la necessità umana di trovare significato nei dettagli quotidiani.

Infine, il linguaggio è un esempio di economia narrativa.

Pearson evita il lirismo eccessivo o le descrizioni ridondanti, preferendo una scrittura chiara ma densa di significato.

Le frasi brevi e dirette sono bilanciate da momenti di introspezione più elaborati, creando un ritmo che alterna movimento e riflessione.

Questo equilibrio stilistico sostiene il coinvolgimento emotivo del lettore, conducendolo verso una comprensione profonda della complessità dei personaggi e delle loro esperienze.

Lo stile si rivela dunque non solo un mezzo per raccontare la storia, ma una componente essenziale per comprenderne il senso più profondo.

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