Rubrica a cura di Cristina Casareggio
Recensione di Alessandra Isabella Spanò
TRAMA
Palermo, 1955.
Ormai infranto il sogno di diventare una solista, la vita di Franca scorre sempre uguale. Il suo lavoro è accompagnare al pianoforte le alunne di una scuola di danza diretta da un’ex étoile russa, e le note, che potrebbero uscire piene di senso dalle sue dita esperte, sono ridotte lì a semplice ritmo martellante, stancamente ripetuto.
Soltanto a sera, nella sua stanza, Franca si riappropria della musica, di ogni sussurro, di ogni languore di cui la sua esistenza è priva.
Poi, un giorno, nella scuola di Madame entra una giovane che pare un giunco, flessibile quanto gracile, la pelle diafana che somiglia alla porcellana.
E quando le mani di Franca iniziano a muoversi sulla tastiera, quel corpo prende vita, si libra in volo, le braccia sono ali, i piedi non emettono suono al contatto con la terra, il movimento nasconde e sublima la fatica.
La ragazza, Cristiana, diventa cigno, e Franca ne resta incantata.
In breve tra le due si crea un legame strettissimo: Cristiana adora Franca, e Franca nel prendersi cura di quella creatura dal talento straordinario, nel suggerirle la via fra gli scogli della vita, trova una luce che non l’ha mai sfiorata prima.
L’amicizia fra le due donne è limpida, senza segreti, fino al giorno in cui Carlo, professore di Storia e appassionato d’opera, irrompe in quell’equilibrio.
E sarà Franca, ancora, a trovare le parole giuste per la competizione che si insinua tra loro. Una competizione a cui Cristiana non sa neppure di partecipare.
Con La suggeritrice, Emanuela E. Abbadessa torna in libreria con una storia piena di grazia, che racconta la fatica e lo splendore dell’amicizia, lo sforzo luminoso di rinascere come sé stessi.

La suggeritrice, opera di Emanuela E. Abbadessa, rappresenta un contributo significativo alla narrativa contemporanea italiana.
Questo romanzo intreccia profondità psicologica e una densa stratificazione tematica, distinguendosi per la sua capacità di trasportare il lettore in un universo narrativo ricco di atmosfere e tensioni emotive.
Abbadessa, con una penna elegante e consapevole, si inserisce in una tradizione letteraria che guarda tanto alla narrativa storica quanto al romanzo psicologico, proponendo una visione dell’umano intrisa di introspezione e sensibilità.
La lettura di quest’opera offre uno sguardo privilegiato sulla maestria tecnica dell’autrice e sull’efficacia narrativa del romanzo.
Questo romanzo si colloca in una zona di confine tra il romanzo storico e il dramma psicologico, con sfumature di mistero che accrescono l’interesse narrativo.
Il genere storico emerge nell’accurata ricostruzione dell’epoca in cui si svolgono gli eventi, ma non si riduce mai a semplice cornice: la Storia diventa un personaggio invisibile, capace di modellare i destini individuali.
Il romanzo psicologico, invece, si manifesta attraverso l’approfondimento interiore dei personaggi e l’attenzione alle loro motivazioni più intime.
La narrazione si muove tra il personale e il collettivo, offrendo un’analisi delle dinamiche sociali e culturali che definiscono il contesto.
Questo sincretismo di generi consente all’autrice di esplorare con originalità tematiche universali, pur mantenendo un ancoraggio preciso alla specificità storica.
L’ambientazione de La suggeritrice è uno dei punti di forza del romanzo.
Abbadessa non si limita a descrivere luoghi, ma li trasforma in spazi narrativi vivi, carichi di tensioni simboliche.
La scelta dei dettagli – dalle architetture agli oggetti quotidiani – è sempre funzionale alla costruzione del significato.
La densità descrittiva non appesantisce mai la narrazione, ma la arricchisce, offrendo al lettore un’esperienza immersiva, in cui la verosimiglianza si coniuga a una profonda consapevolezza narrativa.
Lo stile di Abbadessa è raffinato e ricco di sfumature, caratterizzato da un’attenzione quasi musicale al ritmo della prosa.
La narrazione alterna registri diversi, passando dal lirismo delle descrizioni all’intensità emotiva dei dialoghi, in un equilibrio che dimostra grande padronanza tecnica.
La scrittura di Abbadessa si distingue inoltre per la capacità di evocare atmosfere con poche, precise pennellate, rendendo ogni scena vibrante e memorabile.
Tra i temi principali del romanzo spiccano la memoria, il potere della narrazione e il peso del passato.

Emanuela E. Abbadessa
Nata a Catania e laureata in Lettere moderne presso l’ateneo catanese, Emanuela Abbadessa si è sempre occupata di musica a tutti i livelli, dall’organizzazione di eventi musicali, all’insegnamento.
Dal 2002 ha infatti insegnato Storia della Musica alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Catania dove è rimasta fino al 2005 anno in cui si è trasferita a Savona, città dove attualmente vive e lavora.
Esperta delle tematiche belliniane, ha studiato pianoforte con Carola De Felice e canto artistico con Gianni Iaia come soprano lirico.
Ha all’attivo circa settanta saggi di argomento musicologico. Ha scritto e continua a scrivere per quotidiani e periodici e ha collaborato con il Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania.
Abbadessa esplora come le storie che raccontiamo – e quelle che omettiamo – possano definire chi siamo, individualmente e collettivamente.
Altri temi rilevanti includono la ricerca della verità, il ruolo delle convenzioni sociali e l’impatto delle scelte personali sul destino.
Ogni tema è affrontato con profondità, senza mai cadere nella banalità o nel didascalismo, ma invitando il lettore a riflettere attraverso l’esperienza stessa della narrazione.
La musica svolge un ruolo centrale ne La suggeritrice, non solo come elemento narrativo, ma anche come metafora del processo creativo e delle dinamiche emotive tra i personaggi.
La musica diventa un linguaggio universale che permette ai personaggi di esprimere ciò che le parole non riescono a dire.
Abbadessa costruisce un rapporto profondo tra la musica e le emozioni umane, utilizzandola come strumento per sondare i sentimenti più complessi, come il desiderio, la nostalgia e il rimpianto.
I brani musicali citati o evocati nel testo riflettono spesso lo stato d’animo dei personaggi e il loro percorso interiore, creando una connessione tra la narrazione e il lettore che va oltre il livello verbale. Inoltre, la musica funge da ponte tra l’esperienza individuale e quella collettiva.
Al contempo, la danza assume un valore simbolico che va al di là del gesto fisico, rappresentando un atto di libertà personale.
I momenti in cui i personaggi si dedicano alla danza sono carichi di energia vitale e, al contempo, di tensioni latenti.
Nelle descrizioni delle scene di danza, Abbadessa riesce a trasmettere un senso di movimento e di vitalità che rispecchia i conflitti interiori creando un dialogo tra il corpo e l’anima.
Al tempo stesso, la danza può rappresentare un terreno di scontro tra aspirazioni e limiti individuali rendendola un simbolo ambivalente di tensione e riscatto.
Per concludere, uno dei temi portanti più caratteristici de La Suggeritrice è l’amicizia femminile che è davvero il fulcro narrativo-tematico su cui tutto il resto si snoda.
Abbadessa esplora con sensibilità e profondità il legame tra le donne, rappresentandolo come un rifugio in un mondo spesso ostile.
Le relazioni tra i personaggi femminili sono complesse e sfaccettate, attraversate da solidarietà, rivalità e incomprensioni che le rendono profondamente autentiche.
L’autrice mette in luce come l’amicizia femminile possa essere uno spazio di libertà e di crescita personale, ma anche un luogo in cui si manifestano le pressioni e i condizionamenti esterni.
Nel romanzo, l’amicizia tra donne diventa anche un potente strumento per affrontare il dolore, le delusioni e le ingiustizie, ma anche per celebrare la bellezza della condivisione e del sostegno reciproco.
Questa rappresentazione dell’amicizia femminile non è mai idealizzata o priva di conflitti: al contrario, è dipinta come una relazione viva e dinamica, che evolve nel tempo e che riflette la complessità dell’esperienza umana.
Attraverso questo tema, Abbadessa offre una visione intima e universale al tempo stesso, rivelando quanto le connessioni umane possano essere potenti e trasformative.
Salottometro:


Link all’acquisto

