Recensione di Barbara Terenghi Zoia
TRAMA
Catherine pensa di conoscere la madre Ruth: la donna che l’ha cresciuta sola contro tutti, che ha sacrificato ogni cosa per lei.
Ma adesso che Catherine è pronta per vivere la sua vita e andare via di casa, Ruth sarebbe disposta a tutto pur di impedirglielo…
E se i sintomi sempre più evidenti dell’Alzheimer che dimostra fossero una finzione?
Catherine non è più sicura di nulla, e quando Ruth, una notte, scompare senza lasciare traccia, comincia ad aver paura…
Quale terribile segreto nasconde sua madre?
Un thriller che non lascia tregua da una delle autrici americane di maggior successo.
Le protagoniste di Quello che non mi hai detto, Ruth Sterling e sua figlia di 24 anni, Catherine, sono sempre state molto unite, più che un rapporto madre-figlia si può dire che sono cresciute in simbiosi.
La loro relazione è insieme incredibile ma anche disfunzionale, quasi sconfinante nell’ossessione.
Catherine, un’infermiera appena diplomata sta per intraprendere un nuovo lavoro e cominciare una nuova vita a Baltimora, quando sospetta che sua madre potrebbe essere ammalata di Alzheimer alle prime fasi.
Senza altri parenti a cui rivolgersi, Catherine annulla i suoi piani per prendersi cura della madre ma, nel frattempo, comincia a sospettare che ci siano altre motivazioni per cui la madre vuole tenerla vicina, qualcosa che si nasconde nel loro passato.
Mentre Catherine cerca di andare a ritroso seguendo le orme lasciate da sua madre, pian piano scopre che le ha mentito praticamente su tutto, perfino sul suo nome.
È come se vivesse con una sconosciuta sotto lo stesso tetto, e non sa che la sua vita è in pericolo, più di quanto lei possa credere.
La storia è raccontata a capitoli alternati tra Ruth e Catherine, mentre il lettore scopre che apparentemente non è difficile scomparire e cambiare nome, città, insomma costruirsi una nuova identità.

Sarah Pekkanen
Sarah Pekkanen, nata a New York, si è subito trasferita con i genitori in una tranquilla cittadina del Maryland, dove vive tuttora con il marito e i tre figli.
Dopo la laurea, ha lavorato per qualche anno come giornalista.
Ha deciso, in seguito, di prendersi una pausa per dedicarsi alla sua vera passione, la scrittura.
L’amore non è il mio forte (Piemme 2012), il suo primo romanzo, ha ottenuto un grande successo sia in Italia che all’estero.
Tra gli altri suoi romanzi ricordiamo Single? No grazie (Piemme 2012) e il thriller La moglie tra di noi (Piemme 2018), scritto in collaborazione con la sua editor Greer Hendricks.
Ogni nuova informazione si intreccia con quelle emerse in precedenza e la scrittrice, Sarah Pekkanen crea una rete di suspence che mostra fin dove una madre possa arrivare per proteggere la figlia.
La trama ruota sui personaggi, con il rapporto tra Ruth e Catherine al centro dell’attenzione.
Guardare il loro cambiamento relazionale, da dipendenza assoluta a una più funzionale relazione adulta che le porta a conoscersi forse per la prima volta, è stato un bel cambio di ritmo dai classici thriller.
La scrittura risulta un po’ lenta nell’ultima parte, soprattutto in funzione della trama che, a un certo punto, si apre a nuovi personaggi e svela vari retroscena.
Qui, dove l’azione va in crescendo, la scrittura rimane la stessa e appiattisce una trama che, invece, è ben pensata e congegnata, con un bel colpo di scena finale.
Peccato perché si sente proprio la mancanza di quella scarica di adrenalina data dai personaggi mentre crescono tra le pagine e si lanciano verso un finale interessante!
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