Le eredi di Aixa De La Cruz

Le eredi Salotto Giallo

Rubrica a cura di Cristina Casareggio

Recensione di Cristina Casareggio

TRAMA

Quattro giovani donne e un’eredità comune da decifrare: un vecchio casolare o una maledizione che scorre nei geni?

Sono passati sei mesi da quando nonna Carmen si è aperta le vene nella vasca da bagno, e nessuno ha ancora scoperto perché.

Ora le sue quattro nipoti stanno tornando nella casa del paesino in cui è morta e che hanno ereditato, ma vedersi improvvisamente rinchiuse lì dove tutto ricorda il familiare diventa una forma di esorcismo: tutto ciò che è latente emerge.

Lis sta cercando di uscire da una crisi che l’ha travolta e vuole solo vendere e andare avanti. Sua sorella Erica per liberarsi dal dolore sogna di organizzare ritiri spirituali e passeggiate botaniche.

Olivia, cugina di Erica e Lis e maggiore delle nipoti, è una cardiologa e cerca in ogni cassetto un indizio che possa spiegare la fine della nonna.

Dal canto suo, Nora, la sorella tossicodipendente di Olivia, considera l’idea di adibire la casa a magazzino per la merce del suo spacciatore.

“C’è qualcosa di strano in questa casa. È una di quelle in cui possono accadere delle cose”, dice una di loro.

Ha un’anima, la casa, e piano piano prendono corpo tra le sue mura i fantasmi del passato: i fantasmi di ognuna di loro, quello della nonna e lo spettro della follia che aleggia sulla vita di tutte.

Suggestionata dall’atmosfera di clausura dei giorni della pandemia trascorsi in una casa di campagna Aixa de la Cruz, scioglie via via ogni enigma, e scrive un romanzo modernissimo sulla solitudine e la follia.

Se il passato preme sulla vita come un destino già scritto, sarà possibile riappropriarsene ereditandolo?

“Vive con un’alcolizzata, un’anoressica e una psicotica nella casa di un’ottantenne che si è tagliata le vene. Sembra una barzelletta, invece è la sua famiglia. Scorre qualcosa di oscuro nel loro patrimonio genetico, qualcosa di irrimediabile.”

Lis, Olivia, Erica e Nora sono quattro donne diversissime che si ritrovano insieme per trovare il modo di capire cosa fare dell’eredità ricevuta alla morte della nonna: la casa.

Il tema principale che aleggia in ogni pagina è quello della follia.

Follia dei personaggi e del luogo quasi claustrofobico, una casa dove lo spettro della nonna è presente a ogni angolo.

La casa in sé è descritta pochissimo, solo qualche sprazzo, si sa solo che il giardino è curato, varie piante, vari arbusti ed erbe allucinogene.

Le quattro donne si trovano rinchiuse in questa casa con pochissime incursioni all’esterno e si ritrovano sole con le proprie eredità nascoste da affrontare, i propri drammi e le dipendenze più o meno nascoste: Nora gli allucinogeni, Olivia droghe e medicine, Erica una vera e propria ossessione per la gravidanza.

Maledetti ricettori della dopamina. Maledetta sindrome della sospensione. Maledetto amore non corrisposto che ci resta incastrato come un dente che cresce contro tutti gli altri.

Ognuna di loro ha un’idea diversa sul cosa fare della casa: Nora, su suggerimento del suo spacciatore, vorrebbe trasformarla in un deposito di droga, Erica vorrebbe creare un luogo spirituale dove organizzare ritiri e meditazioni, Lis vorrebbe venderla, Olivia è l’unica che desidera capire il perché del gesto della nonna.

Ognuna la propria idea, ognuna egoisticamente è ferma sulla propria posizione, ognuna convinta che la propria idea sia la migliore.

Solo nel corso della storia, le donne capiranno che unite possono trovare la strada, sia la propria che quella comune.

perché avere una famiglia è anche questo, il senso della famiglia è anche questo, famiglie che feriscono, famiglie che uccidono ma non ti lasciano sola quando crolli.

La nonna è una presenza misteriosa, non viene mai descritta, ma è come se fosse sempre con loro in ogni gesto.

La scelta di togliersi la vita nella vasca da bagno è un gesto che le quattro donne non comprendono, ma sentono che fa parte della loro eredità, un po’ di follia sembra geneticamente intrinseca in loro.

Aixa De La Cruz

È un romanzo familiare intimo, quello di Aixa De La Cruz, psicologico; non sono importanti le azioni ma le esperienze psicologiche e le percezioni dei personaggi.

Ogni pensiero è analizzato e sviscerato, ogni evento, anche il post allucinazione diventa un modo per capirsi e per capire gli altri.

L’irrazionale e il mistico accompagnano le quattro donne nella loro crescita, dai misteri della famiglia alle proprie ansie, dai problemi reali, ai sogni.

Ogni tassello psicologico è ben costruito e rende la lettura fluida e mai scontata.

Se in alcuni punti della trama  l’atmosfera è cupa, lo stile dell’autrice riesce a trasformare il tutto  in un viaggio quasi onirico.

Un romanzo familiare diverso da tutti quelli a cui siamo abituati, la crescita dei personaggi non è dovuta alle azioni ma ai pensieri e in questo sta tutta la forza de Le eredi.

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