Recensione di Claudia Pieri
TRAMA
Emma Carpenter vive isolata con Laika, il suo golden retriever, facendo da custode a una vecchia casa sulla spiaggia della costa piovosa dello Stato di Washington.
I suoi unici contatti umani sono l’enigmatico vicino, Deek, e la proprietaria di casa, Jules.
Un giorno legge un raccapricciante romanzo horror di H.G. Kane, scritto malissimo, e pubblica una recensione a una stella.
Il post la trascina in poco tempo in un’accesa discussione online con nientemeno che l’autore stesso.
All’inizio sembra innocua, ma presto Emma si rende conto che da quel momento hanno iniziato a verificarsi incidenti notturni a dir poco inquietanti.
Non si tratta di una semplice coincidenza, e la paura comincia a crescere. Scavando nella vita e nel lavoro di Kane, Emma scopre che ha pubblicato altri sedici romanzi altrettanto sadici e con al centro uno stalking destinato a concludersi in omicidio.
Ma chi è veramente H.G. Kane? E se c’è lui dietro a tutto questo, come ha fatto a trovarla? Di cos’altro è capace?
Dopo aver pubblicato una recensione negativa di un romanzo, un’appassionata lettrice inizia a chiedersi se l’autore sia solo un po’ suscettibile oppure molto pericoloso, in questo avvincente thriller psicologico.
In una storia, l’autore è Dio
Se vi sembra un’affermazione forte o azzardata, aspettate di arrivare alla fine di questo romanzo, e sarete pronti a ricredervi.
Attenzione, chi non ama lo splatter e i particolari macabri descritti con un linguaggio decisamente crudo sarà tentato più volte di abbandonare la lettura, non fatelo!
L’ultima parola, infatti, non è un semplice thriller, quanto piuttosto una cavalcata emozionale che ipnotizza, stordisce, disorienta e lascia senza fiato.
Un’esperienza di lettura che all’inizio sembra respingere il lettore, ma della quale poi non si può proprio fare a meno, fino a perdere il sonno pur di non interrompere la lettura e arrivare alla fine.
In queste pagine, horror e thriller si mescolano dando vita a una storia fittamente intricata e dai contorni indefiniti.
Con un talento smisurato nel rendere verosimile anche l’incredibile, l’autore mette alla prova il lettore, sfidandolo continuamente a trovare una via d’uscita.
È così che il racconto prende vita sotto gli occhi attoniti di chi legge, e che non può fare altro che assecondarne il ritmo e i continui capovolgimenti di prospettiva.
Lo stile è realistico, reso alla perfezione da una scrittura incisiva che sceglie in maniera accurata, precisa e puntuale le parole di cui avvalersi per esaltare l’efficacia delle descrizioni:
la voce si è abbassata fino a diventare un ringhio. Grave, roca, gelida. Emma sente una goccia di sudore freddo colarle sul sopracciglio.
La protagonista, Emma, è una donna complessa
Il bene, così come il male, fanno parte di lei, perché non possiamo scegliere i pezzi che compongono il nostro io
che si è autocondannata alla solitudine:
Il tempo diventa denso e rallenta in modo strano quando sei un’adulta fatta e finita e te ne stai nascosta sotto una finestra.
e la cui unica evasione è rappresentata dalla lettura:
È bello immergersi nel mondo di qualcun altro, crogiolarsi in dettagli ben confezionati e ammirare illusioni create ad arte (…) Non legge esattamente per piacere, o per arricchimento personale; ma d’altra parte, cosa c’è di male nel leggere per evadere dalla realtà?
L’atmosfera, così come l’ambientazione, è perennemente cupa e soffocante e rispecchia pienamente lo svolgimento dell’azione e le emozioni che suscita nel lettore.

Taylor Adams
Taylor Adams è uno scrittore e regista statunitense.
Nel 2008, anno in cui si è laureato alla Eastern Washington University, ha diretto il cortometraggio And I Feel Fine, che ha partecipato al Seattle True Independent Film Festival.
Ha poi continuato a lavorare nel settore televisivo.
Negli Stati Uniti ha pubblicato i romanzi Eyeshot, Our Last Night e No Exit.
In Italia ha esordito nel 2018 con No Exit, pubblicato da DeA Planeta.
L’ultima parola di Taylor Adams, affronta all’interno di una trama originale e sorprendente tematiche sensibili quali l’elaborazione del lutto e l’instabilità mentale, e altre attuali e dibattute come l’uso delle parole in rete che ne dilata la percezione, soprattutto quando si tratta di una critica:
E’ troppo facile scrivere critiche cariche di odio nascosti dietro l’anonimato di internet
L’autore è abilissimo nel confezionare una storia ad alta tensione che trasporta i lettori in un mondo fatto di luci e ombre, di detto e non detto, di apparenze e mezze verità.
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