Misteri e verità dei crimini familiari più atroci.
Rubrica a cura di Francesca Pica e Samuela Moro
Recensione di Emanuela Ferrara
TRAMA
I dettagli del male
In famiglia si esprimono i sentimenti più profondi. Amore, gioia, serenità… ma anche frustrazione, senso di inadeguatezza, odio.
La famiglia è il luogo dove si coltivano i valori, ma dove possono annidarsi comportamenti tossici.
Il rifugio dagli orrori del mondo, o il covo della violenza. Elisabetta Cametti, esperta di criminologia e di inchieste giudiziarie, passa in rassegna la storia dei più toccanti delitti avvenuti in famiglia negli ultimi anni.
Quattro casi che hanno sconvolto l’opinione pubblica e animato le cronache e i dibattiti del nostro Paese: Giulia Tramontano, uccisa al settimo mese di gravidanza dal proprio compagno; Laura Ziliani, soffocata dalle figlie e dal fidanzato di entrambe; Liliana Resinovich, la cui morte è ancora avvolta nel mistero; Diana Pifferi, abbandonata dalla madre a una fine di stenti.
Tre donne e una bambina, tutte vittime della forza polarizzante e distruttiva della famiglia.
Con il rigore dell’inchiesta, garantito dalla consultazione degli atti processuali, e la capacità affabulatoria di una grande scrittrice, Elisabetta Cametti entra nelle camere segrete dei delitti, là dove anche un piccolo dettaglio, a prima vista marginale o ininfluente, può cambiare una storia. Perché è nei dettagli che scorre la vita.
O che si interrompe.
Giulia Tramontano, Laura Ziliani, Liliana Resinovich e Diana Pifferi.
Morti che hanno segnato l’opinione pubblica italiana.
Quattro casi di cronaca nera che hanno fatto spendere parole, forse anche troppe, in qualsiasi talk show, trasmissione televisiva e radiofonica, in tutti i bar del Bel Paese, per strada… ovunque.
Perché ovunque sarebbe potuto accadere e perché ovunque ne saremmo rimasti sconvolti.

Questo è I dettagli del male.
Giulia Tramontano viene uccisa a Senago il 27 maggio 2023.
È incinta di sette mesi.
Ha appena scoperto il tradimento del compagno, nonché padre di Thiago, il bambino mai nato.
Alessandro Impagnatiello non può e non vuole accettare l’umiliazione di essere stato scoperto.
Impugna un coltello da cucina e commette uno dei crimini più orribili degli ultimi anni.
Giulia verrà colpita alle spalle. 37 saranno le coltellate inferte. Impagnatiello proverà a bruciarne il corpo e poi a buttarlo in un’intercapedine come se fosse spazzatura.
Laura Ziliani scompare da Temù l’8 maggio 2021.
Verrà ritrovata solo due mesi più tardi vicino all’argine del fiume Oglio.
Il suo corpo è in avanzato stato di decomposizione, ma il Dna conferma che si tratta proprio di lei.
Si scoprirà, dopo accurate indagini, che la donna è stata narcotizzata prima (i narcotici erano stati utilizzati nell’impasto per il dolce preparato in occasione della Festa della Mamma) e strangolata poi.
L’assassino o, meglio, gli assassini sono tra le mura di casa.
A premeditare e a mettere in pratica l’omicidio e il successivo occultamento di cadavere sono state due delle sue figlie e il loro fidanzato.
Silvia, Paola e Mirto: questo il trio diabolico e mortale.
Liliana Resinovich, detta Lilly, sparisce nel nulla a Trieste una mattina di dicembre.
Venti giorni più tardi, il 5 gennaio 2022, il suo corpo viene ritrovato in due sacchi della spazzatura nel boschetto dell’ex ospedale psichiatrico della città.
Come è morta Lilly?
Una vicenda senza certezze e con troppi errori che, ancora oggi, sembra essere avvolta nel mistero.
Qual è il ruolo del marito, Sebastiano, in questa vicenda? E quale quello di Claudio, l’amico di Liliana?
Si tratta di suicidio, come ha decretato la Procura, o siamo di fronte a un omicidio ben architettato?
Diana Pifferi ha solo 18 mesi quando viene lasciata da sola in casa per sei giorni durante una delle estati più calde di Milano.
Morirà di fame e sete nel luglio del 2022 mentre la sua mamma era a Leffe a trascorrere un po’ di tempo con il suo compagno.
Diana Pifferi è nata prematura in un wc ed è morta troppo presto in una casa abbandonata senza che nessuno si occupasse di lei.
È una storia difficile da raccontare, impossibile quasi ritenerla vera, eppure è accaduta.
Alessia Pifferi se n’era semplicemente andata per qualche giorno, lasciando la sua bambina in un lettino da campeggio con un biberon accanto.
I dettagli del male ripercorre queste quattro storie analizzando carte, fascicoli e testimonianze.
Elisabetta Cametti, nota al grande pubblico non solo come scrittrice ma anche come opinionista e conoscitrice della materia, ha voluto rendere giustizia alla memoria di queste vittime scrivendo un libro che non suscita facili e inutili sentimentalismi.

Elisabetta Cametti
Nata nel 1970 a Gattinara si è laureata in Economia e Commercio all’Università Bocconi e lavora da vent’anni nell’editoria, prima come direttore generale della divisione Collezionabili di De Agostini e ora a Londra nel gruppo internazionale Eaglemoss.
La stampa l’ha definita “la signora italiana del thriller”.
La Cametti entra nelle quattro vicende in punta di piedi, lasciando solo alla fine di ogni capitolo una sua personale riflessione.
Con questo lavoro, infatti, non si è voluto romanzare, come spesso accade di fronte a tragedie come quelle trattate.
Ne I dettagli del male si analizza piuttosto, punto per punto, cosa è accaduto e cosa non sarebbe dovuto succedere.
Il libro della Cametti appare quasi un’inchiesta giornalistica di quelle ben strutturate.
Nelle duecento pagine, che scorrono bene, trova posto una narrazione asciutta, ben supportata da una serie di documenti ufficiali che, non costituendo corpo a parte nella scrittura, non rendono ostica la narrazione.
Al termine della lettura quello che resta è il senso di smarrimento e di impotenza.
Giulia, Laura, Liliana e Diana si sarebbero potute salvare?
Ora, al di là di quello che decreterà la giustizia e delle opinioni personali che poco contano in questi casi, di sicuro, giungendo all’ultima pagina, ci si sente tutti dei sopravvissuti.
Sopravvissuti sì, perché, e in questo la Cametti è abile, ci si rende conto che si tratta di persone, storie, situazioni che potrebbero riguardare ognuno di noi.
Insomma, ne I dettagli del male capisci che il male in quanto tale esiste e che la sua scure si può abbattere anche su di te.
Per un attimo Elisabetta Cametti ti fa sentire non tanto la vittima, quanto il contesto.
Riga dopo riga, paragrafo dopo paragrafo, capitolo dopo capitolo, ti domandi sempre più: “e se fosse capitato a mia sorella, alla mia amica, a mia madre…”.
Una verrà uccisa poche ore dopo, con trentasette coltellate. L’altra affronterà il futuro sentendosi per sempre sopravvissuta. (ndr dal capitolo dedicato a Giulia Tramontano)
…quel nulla che Alessia le aveva dato rappresentava il suo tutto. Il suo presente e la sua speranza di futuro. Ma purtroppo, quel nulla era talmente misero da non consentirle di raggiungere alcun futuro. (ndr dal capitolo dedicato a Diana Pifferi)
Sono questi due estratti la sintesi di tutto.
Il male esiste ed è impossibile da debellare.
Ci sarà per sempre e, tristemente, ci sarà per sempre qualcuno pronto a cadere tra le sue braccia.
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