Recensione di Barbara Terenghi Zoia
SINOSSI
Renée Ballard e Harry Bosch: una squadra perfetta, specie quando si tratta di cold case.
Ballard ha appena scoperto una corrispondenza tra il DNA di un uomo recentemente arrestato e uno stupratore e assassino seriale scomparso vent’anni fa.
L’uomo ha solo ventiquattro anni, quindi il legame genetico deve essere familiare: è chiaro che ad aver ucciso e seminato il terrore tanti anni prima è stato il padre del ragazzo.
Ma non sarà facile provarlo…
E sarà impossibile farlo senza Bosch.
Nel frattempo, Maddie Bosch, figlia di Harry e nuova agente di pattuglia, viene arruolata come volontaria nell’Unità Casi Irrisolti.
Maddie ha una ragione molto personale per volere l’accesso alla biblioteca delle anime perdute della città: un cold case che potrebbe fare la storia del crimine.
L’attesa, il nuovo thriller di Michael Connelly unisce novità, nostalgia e riconferme, specialmente per quanto riguarda i personaggi.
La protagonista principale, Renée Ballard, è alla sua sesta apparizione letteraria.
La sua vita privata è in netto miglioramento, così come la sua determinazione nel lavoro a chiudere i “cold-case” ormai dimenticati.
Energica, intuitiva e talentuosa, Ballard è alla guida di un’unità molto particolare: un team di volontari non pagati e in pensione, che dedicano il proprio tempo libero a cercare di risolvere omicidi irrisolti, i famosi “cold-case”
Grazie alle nuove tecnologie sempre più avanzate, vecchie tracce e indizi possono fornire risultati sorprendenti, rendendo possibile ciò che al momento del crimine sembrava impossibile.
La novità più interessante è rappresentata da Maddie Bosch, figlia di Harry.
Seguendo le orme del padre, Maddie è entrata nel dipartimento di polizia, ma decide di dedicarsi ai “cold case” entrando a far parte della squadra di Ballard.
Connelly non propone Maddie come una semplice “erede” del posto lasciato dal padre, bensì evidenzia il conflitto di carattere tra lei e il celeberrimo genitore.
Tuttavia, la tenacia e la perseveranza sono chiaramente un tratto di famiglia:
La mela non cade lontano dall’albero
E poi c’è Harry Bosch, personaggio sopra le righe, ribelle e ostinato.
Sebbene il suo ruolo in questo libro sia ridotto a un cameo, la sua presenza domina la scena ogni volta che compare.
È innegabile che le parti del thriller in cui Harry è coinvolto brillano di una luce particolare, ravvivando la trama e rendendola ancora più avvincente.

Michael Connelly
Scrittore statunitense di thriller.
Laureatosi in ingegneria nel 1980 comincia a lavorare presso la redazione di alcuni giornali.
Nel 1986 produce un reportage insieme ad altri due giornalisti intervistando i sopravvissuti di un disastro aereo.
Il loro lavoro viene candidato per il Premio Pulitzer.
In seguito a questa esperienza Connelly trova impiego come giornalista criminologo al «Los Angeles Times».
Aveva deciso di diventare scrittore di thriller già ai tempi dell’università dopo avere scoperto i romanzi di Raymond Chandler e ha sfruttato gli anni passati da giornalista per studiare da vicino il lavoro della polizia e lo svilupparsi delle indagini che seguivano i delitti di cui si occupava.
Vincitore del Premio Bancarella nel 2000 con Il ragno, la maggior parte dei suoi libri riguarda le indagini di un detective del Dipartimento di Polizia di Los Angeles, Hieronymus “Harry” Bosch: il suo nome è lo stesso del famoso pittore olandese, di cui la madre del detective era affascinata.
Connelly è particolarmente attento a far emergere l’evoluzione psicologica del suo protagonista, al di là degli stereotipi narrativi del genere “hard boiled”.
Molti dei libri di Connelly sono ambientati a Los Angeles.
Con L’attesa, Michael Connelly esplora nuove possibilità narrative, dimostrando tutto il talento che lo ha reso così popolare.
Questo romanzo si distingue per una scelta narrativa inusuale: tre indagini sviluppate separatamente, senza confluire in un unico filone investigativo, come invece accade spesso nei suoi libri.
La scelta è sicuramente ardita ma ben congegnata.
La prima indagine parte da una serie di piccoli furti di oggetti personali, per poi sfociare in una caccia all’uomo per prevenire un potenziale attacco terroristico, dove i protagonisti sono Bosch e Ballard.
La seconda riguarda un caso irrisolto su cui il team sta lavorando: uno stupratore seriale, colpevole anche di un omicidio, la cui identità viene collegata a un personaggio influente grazie a un riscontro nel DNA.
La terza trama introduce Maddie Bosch, che si unisce alla squadra dei “cold case” per alcuni giorni alla settimana.
Sarà proprio lei a riaprire un vecchio e famosissimo caso, il cosiddetto “Black Dahlia”.
Questo è il primo romanzo in cui Connelly inserisce un fatto reale: una serie di delitti inquietanti, avvenuti tra la fine degli anni ’40 e l’inizio degli anni ’50, rimasti irrisolti.
Il titolo del thriller, L’attesa, richiama una vecchia canzone ma si adatta perfettamente al tema del romanzo: l’attesa infinita delle famiglie delle vittime, in cerca di giustizia.
C’è anche l’attesa paziente della squadra di Ballard, consapevole che le richieste per esami scientifici e analisi del DNA legate ai cold case vengono inevitabilmente messe in coda rispetto ai casi attivi.
L’ambientazione, ancora una volta, è l’area intorno a Los Angeles, ma Connelly la descrive adattandola alla trama e alle classi sociali coinvolte.
Si passa dai surfisti con vecchie auto, alle ville lussuose dei quartieri ricchi, fino alle palazzine fatiscenti dei quartieri periferici, abitate da disperati.
Lo sguardo offerto al lettore varia con il tono della narrazione, alternando una luce sfavillante di opulenza a un velo di tristezza infinita, dipingendo Los Angeles come una città degli Angeli caduti, proprio come suggerisce il suo nome.
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