Recensione di Alessandra Isabella Spanò
SINOSSI
Cosa può esserci di più spaventoso di un serial killer a piede libero?
Due serial killer che uccidono contemporaneamente.
Ma se fossero tre, o addirittura di più, come si potrebbe arginare la loro forza distruttrice?
Il primo è chiamato la Bestia, perché sui corpi delle vittime lascia dei morsi enormi che non sembrano quelli di un uomo e neppure di un animale.
Il secondo viene soprannominato il Fantasma, perché non lascia mai tracce. Uccidono in modi diversi, in zone diverse, ma entrambi firmano i loro delitti con lo stesso simbolo: un asterisco seguito da una e.
Cosa significa? I due si conoscono? E cosa li spinge a commettere gli omicidi più terrificanti che la Francia abbia mai visto?
Un giorno, in una stazione ferroviaria di provincia, un ragazzo dipinge lo stesso simbolo su una parete.
Pochi istanti dopo, uccide alcuni passanti spingendoli sotto un treno in transito, prima di togliersi la vita.
L’enigma diventa sempre più inesplicabile.
Quando Ludivine Vancker e Alexis Timée, della Sezione Ricerche della Gendarmeria di Parigi, si rendono conto che loro indagini sono a un punto morto, decidono di chiedere aiuto al noto criminologo Richard Mikelis: l’unico capace non soltanto di dare la caccia agli assassini, ma di pensare come Loro.
Perché lui è come Loro, un predatore di predatori.
Scrittore di culto in Francia, con milioni di copie vendute, profondo conoscitore della psicologia criminale e delle tecniche di indagine poliziesca, Maxime Chattam è implacabile nel raccontare la bestialità primordiale che muove l’essere umano, quel formidabile animale evoluto che domina il pianeta con la violenza’.
La conjuration primitive (in italiano Loro) è un romanzo scritto dal celebre autore francese Maxime Chattam, pubblicato in Francia nel 2013 e in Italia nel 2024.
Si tratta di un’opera di grande impatto che mescola sapientemente thriller, poliziesco e horror psicologico, ponendo il lettore di fronte a un mondo oscuro e disturbante.
Chattam è noto per il suo approccio minuzioso alla suspense e per la sua capacità di esplorare gli aspetti più complessi e inquietanti della psiche umana, elementi che trovano una delle loro
massime espressioni in quest’opera.
La conjuration primitive si configura come una riflessione sul male assoluto e sulle derive sociali contemporanee.
Loro si colloca principalmente nel genere thriller con forti sfumature di horror psicologico.
La narrativa di Chattam, in questo caso, si avvicina alla “letteratura del male”, affrontando in modo diretto e disturbante la rappresentazione della violenza e della corruzione morale.
Le influenze del noir francese sono evidenti, soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi e nell’ambientazione, cupa e sinistra.
Tuttavia, il romanzo integra anche elementi tipici del giallo investigativo e del romanzo poliziesco, con una trama intricata e indagini condotte dai protagonisti principali.
Il filone horror emerge attraverso descrizioni dettagliate della crudeltà, costruendo un’atmosfera che non lascia spazio a facili consolazioni o soluzioni prevedibili.
L’universo di Loro è volutamente oscuro e opprimente, un riflesso della disgregazione morale e della violenza che permeano il tessuto sociale.
La costruzione del mondo è curata in ogni dettaglio: le città e le zone periferiche, descritte con accuratezza, sembrano quasi soffocare i protagonisti, trasmettendo un senso di angoscia continua.
Chattam utilizza descrizioni che sfiorano il naturalismo, in un crescendo di orrore e tensione che si estende anche agli spazi aperti, che qui assumono un aspetto minaccioso e alienante.
Uno dei tratti più disturbanti del romanzo è l’uso di descrizioni minuziose e realistiche della violenza.

Maxime Chattam
Maxime Chattam, conosciuto anche come Maxime Williams (entrambi pseudonimi di Maxime Guy Sylvain Drouot) scrive romanzi thriller e polizieschi.
Consapevole del tipo di conoscenza necessario per scrivere questo genere di libri Chattam ha studiato per un anno criminologia all’università di Sant Denis dove ha imparato le basi della psicologia criminale, delle scienze forensi e della medicina legale.
Definito lo Stephen King europeo, ha venduto oltre sette milioni di copie in tutto il mondo.
Chattam non si limita a suggerire la brutalità degli omicidi, ma costruisce le scene in modo da far vivere al lettore ogni aspetto macabro degli atti criminali.
Questa scelta stilistica, oltre a creare un effetto di repulsione, spinge il lettore a confrontarsi con la realtà nuda e cruda della violenza, senza possibilità di fuga o distacco emotivo.
Chattam inserisce dettagli anatomici e descrizioni psicologiche dei carnefici, suscitando una sorta di attrazione-repulsione che può arrecare notevole disturbo al lettore più sensibile.
La rappresentazione grafica della crudeltà sembra configurarsi come un modo per esplorare i limiti della sopportazione umana e per testare la resilienza psicologica del lettore stesso.
Quindi si tratta di un testo non adatto a tutti i lettori, neanche per tutti gli amanti del genere.
Un altro aspetto disturbante del romanzo è l’immersione nella psiche dei colpevoli.
Chattam descrive le motivazioni e i pensieri dei criminali, tratteggiando un quadro di profonda distorsione psicologica e morale.
Anche quando i protagonisti cercano di combattere la violenza e di ottenere giustizia, il senso di impotenza pervade ogni loro tentativo, creando una spirale di disperazione che sfocia in un’atmosfera pessimista e opprimente.
Il lettore si sente intrappolato insieme ai personaggi, percependo l’inevitabilità della sconfitta di fronte a un male che sembra onnipresente e invincibile.
Lo stile di Chattam è diretto e incisivo, caratterizzato da un ritmo rapido che si alterna a momenti di riflessione psicologica profonda, ma non dando mai pause, o momenti di pausa al lettore, che si sente vittima di una spirale di malvagità che lo opprime costantemente.
Chattam adopera una narrazione che volutamente rompe la comfort zone del lettore, spingendolo a confrontarsi con tematiche e situazioni scomode e provocatorie.
La rappresentazione del male in Loro non concede vie di fuga o momenti di tregua, e la mancanza di una risoluzione completa, anche nel finale, obbliga il lettore a portare con sé il senso di inquietudine e di disturbo anche dopo aver concluso la lettura.
In questo modo, l’autore si assicura che l’esperienza del romanzo non sia solo una “storia” di orrore e violenza, ma una riflessione che resta impressa nella memoria e che invita a riconsiderare il concetto stesso di male e di vulnerabilità.
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