Recensione di Rosaria Sorgato
SINOSSI
Niente è più lo stesso per coloro che hanno incontrato il Cobra, un serial killer che violenta e uccide donne inermi in quel di Castellammare di Stabia.
C’è un’unica vittima risparmiata e il suo nome è Dora Neri, amica del Commissario Giulia Cangiato che conduce le indagini con l’Ispettore Manuele Basilio e la squadra di via Alcide De Gasperi.
Ricordi, prima confusi e poi chiari, portano la testimone a incolpare un qualcuno molto vicino alle due amiche.
I giorni del Cobra di Daniela Merola si presenta come un’opera intensa e stratificata, ricca di pathos, che coniuga lo spessore narrativo con una profonda esplorazione psicologica dei personaggi.
L’incipit, segnato da una scena molto cruda, si rivela un accorgimento letterario efficace per catalizzare l’attenzione e definire il tono del romanzo: un mondo dove la violenza non è solo fisica, ma anche psicologica e sociale e permea la vita dei protagonisti in modi inaspettati.
Nel romanzo spicca la caratterizzazione dei personaggi; la tridimensionalità di Giulia Cangiato, Dora Neri e degli altri protagonisti, dimostra come l’autrice riesca a delineare soggetti autentici e realistici.
Il lettore è portato a identificarsi e a provare quell’empatia che alimenta gli interrogativi sulle sfumature umane dell’esperienza emotiva in una situazione di pericolo.
L’autrice esplora il tema della violenza e delle sue origini, approfondendo il ruolo delle esperienze traumatiche precoci quali precursori di devianza nella vita adulta.
La dinamica proposta è articolata e arricchisce il romanzo di una dimensione sociopsicologica.
Attraverso il personaggio del “Cobra”, un serial killer che uccide brutalmente donne indifese, l’autrice mette in luce la figura del mostro nascosto tra la gente comune, ed esamina come il male possa covare sotto una facciata di normalità.
Questo aspetto della narrazione stimola una riflessione profonda su come la società spesso ignori i segnali di pericolo, alimentando un senso di inquietudine latente senza tuttavia identificarne le cause.
Interessante è l’ambientazione a Castellammare di Stabia, che non funge semplicemente da cornice, ma si anima come un personaggio a sé stante.
L’uso dei dettagli visivi e sensoriali contribuisce a rendere la città un luogo palpabile, con un’identità che influisce direttamente sulle vicende.
Questa prospettiva offre al lettore un’atmosfera che alterna bellezza e oscurità e che riflette lo stato emotivo e le vicende dei personaggi.

Daniela Merola
Daniela Merola, giornalista, scrittrice, promoter culturale, social media manager, agente letterario, sceneggiatrice per fiction e teatro, organizzatrice eventi culturali, presentatrice tv, formatrice e insegnante privata, editor, ghost writer, ufficio stampa per scrittori e artisti, è anche informatrice turistica e territoriale.
Lavora da venticinque anni nel campo della comunicazione, della promozione e dell’editoria.
Lavora come freelance per alcune CE medio-piccole.
Collabora con le testate giornalistiche “Road tv Italia”, “DG news magazine”, “ARTES TV” e “Mob magazine”, e con associazioni culturali tra cui “I colori del Mediterraneo” e la Biblioteca popolare “Borgo di capodimonte”.
Ha pubblicato il primo romanzo, “Marta, un soffio di vita” l’8 febbraio 2019, il secondo “La giusta via” il 20 febbraio 2021, entrambi per LFA publisher.
È stata scelta tra i cinque finalisti al prestigioso premio letterario nazionale “SANREMO WRITERS” 2023, sezione miglior testo per fiction TV, tratto dal secondo romanzo “La giusta via”, presidente di giuria Maurizio de Giovanni, con cui ha vinto una “menzione d’onore speciale” per la sceneggiatura originale.
Pubblica il terzo romanzo, il giallo noir “I giorni del Cobra”, sempre per la lfa publisher, in uscita il 23 ottobre 23.
Ha vinto il concorso letterario nazionale “SANREMO WRITERS” 2024 per la sezione serie tv con la sceneggiatura del noir psicologico “I giorni del cobra”, sezione presieduta dal grande scrittore napoletano.
Vince il Premio letterario “Emily Dickinson” 2024 con il giallo noir “I giorni del Cobra”, sezione gialli noir narrativa edita.
Ha vinto una menzione speciale al premio nazionale “L’AZALEA”, sempre per “I giorni del cobra” il 13 luglio 2024.
Ha vinto il premio cinematografico “MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE” con lo script tratto dal romanzo “Vite sospese” di Elio Sabia, al prestigioso “GULF OF NAPLES”.
È stata finalista con la stessa sceneggiatura del concorso nazionale “Tre colori” , per la sezione script non originali
La prosa adottata da Daniela Merola è intensa e psicologicamente carica, caratterizzata da una commistione di frasi brevi accanto a periodi più ampi e complessi, così da rispecchiare il tumulto emotivo dei diversi personaggi.
Il lessico è fortemente evocativo e descrittivo, contribuendo a creare un ritmo che amplifica il senso di urgenza e la tensione della storia.
La narrazione è sostenuta da una diffusione strategica di indizi e da una suspense che cresce progressivamente, con un ritmo sempre più incalzante. Il finale inaspettato è capace di sorprendere e di ribaltare le aspettative del lettore, aggiungendo lo stimolo ad una riflessione profonda sul significato della sopravvivenza al trauma e sull’ambiguità delle vittime e dei carnefici.
Salottometro:


Salotto Giallo ha avuto il piacere di intervistare Daniela Merola sul suo libro I giorni del cobra. L’intervista completa è disponibile a questo link.

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