Tata di Valérie Perrin

Tata Salotto Giallo

Rubrica a cura di Barbara Terenghi Zoia

Recensione di Cristina Casareggio

Per la rubrica Salotto Anteprima parliamo di Tata, il nuovo libro di Valérie Perrin in uscita, nelle librerie italiane, l’19 novembre, per E/O con il titolo di Tatà.

SINOSSI

Agnès non crede alle sue orecchie quando viene a sapere del decesso della zia.

Non è possibile, la zia Colette è morta tre anni prima, riposa al cimitero di Gueugnon, c’è il suo
nome sulla lapide…

In quanto parente più prossima tocca ad Agnès andare a riconoscere il cadavere, e non c’è dubbio, si tratta proprio della zia Colette.

Ma allora chi c’è nella sua tomba? E perché per tre anni Colette ha fatto credere a tutti di essere morta?

È l’inizio di un’indagine a ritroso nel tempo. Grazie a vecchi amici, testimonianze inaspettate e una misteriosa valigia piena di audiocassette, Agnès ricostruisce la storia di una famiglia, la sua,
in cui il destino dei componenti è legato in maniera indissolubile a un circo degli orrori,
all’unica sopravvissuta di una famiglia ebrea deportata e sterminata dai nazisti, alle vicende
di un celebre pianista e a quelle di un assassino senza scrupoli, alle subdole manovre di un
insospettabile pedofilo e al tifo sfegatato per la locale squadra di calcio, il FC Gueugnon.

Sulla scia di Cambiare l’acqua ai fiori e Tre, Valérie Perrin ci trascina in un intreccio di storie,
personaggi e colpi di scena raccontati nel suo stile fatto di ironia, delicatezza e profondità.

« Colette est remorte. Ce mot n’existe nulle part. Remourir, ça n’existe pas. » 

Dopo Cambiare l’acqua ai fiori torna il tema della morte.

In questo romanzo il tema è duplice perché la protagonista Colette, muore due volte.

Agnès, la nipote, riceve una telefonata dalla polizia che le chiede di presentarsi nel più breve
tempo possibile per l’identificazione.

La donna è sotto choc.

Il funerale della zia si è svolto tre anni prima, e lei è tornata apposta dalla California per partecipare, dunque chi è la donna morta?
Chi hanno sepolto tre anni prima?
Cosa è successo all’amata zia Colette?

Agnès è una regista pluripremiata in piena depressione dopo il suo divorzio.

Je suis seule. Divorcéee. J’ai le sentiment de ne plus avoir de désirs. D’avoir trop, tellement
mal aimé que j’ai usé mon capital sentimental.

Torna a Guegnon città dove, da piccola, passava tutte le sue vacanze, vicino a questa zia un
po’ distaccata, mai troppo espansiva con i suoi sentimenti, tranne quando si trattava di
calcio…

Agnès riallaccia i rapporti con gli amici dell’adolescenza e parte alla ricerca della verità,
riscoprendo la donna che credeva di conoscere.

La sua vita, già sconvolta dall’ex marito si trova capovolta ancora.

Ciò che credeva di sapere sulla sua famiglia viene sbriciolato in mille pezzi.

Je suis l’enfant de plusieurs histoires. Des histoires puissantes. Je me dois de continuer à en
raconter.

Il suo blocco creativo viene messo a dura prova e proprio l’indagine personale sulla vita della
zia e della famiglia, la porta a una nuova forma di arte: la scrittura.

L’eredità ricevuta è una valigia piena di cassette audio registrate da Colette.

È l’ascolto di queste cassette che smuove “l’inchiesta “di Agnès e la fa tornare a vivere.

Colette nous permet de recoller les morceaux de sa vie, mais aussi de celle des autres, dont
les notres.

Colette è una donna che vive sola e fa un mestiere umile, la calzolaia, ma la sua storia e quella della sua famiglia si mescolano alla storia vera e a quella dell’intera nazione

Le deportazioni naziste hanno segnato l’Europa tutta e tante persone si sono prese cura degli
orfani come se fossero i propri figli.

Così è accaduto anche alla mamma di Agnès che è sopravvissuta proprio grazie ai vicini di casa.

Alternando capitoli al presente, registrazioni di Colette e ricordi del passato, Valérie Perrin ci
trasporta quasi cinematograficamente nella storia di una famiglia, arricchita dalla forza dei
dialoghi e delle descrizioni.

Aneddoti divertenti, tragedie, storie ordinarie diventano ogni volta straordinarie per la forza della narrazione.

Questa zia, all’apparenza un po’ scontrosa, taciturna e segreta, conquista il cuore come tutti i personaggi di questo romanzo.

Perché non ci sono davvero personaggi secondari, ogni destino ha il suo posto, la sua importanza.

Valérie Perrin

Valérie Perrin è autrice di quattro romanzi.

Il suo primo libro, Il quaderno dell’amore perduto, ha vinto il premio Choix des Libraires Littérature 2018, oltre a una decina di premi nazionali.

Cambiare l’acqua ai fiori, suo secondo romanzo, ha vinto diversi premi, tra cui il
Prix Maison de la Presse 2018, ed è stato un successo internazionale.

La terza opera pubblicata dall’autrice, Tre, ha vinto il premio Babelio nel 2022.

In totale, i libri di Valérie Perrin hanno conquistato più di 3 milioni di lettori francesi e sono stati tradotti in 40 lingue.

In Italia i suoi libri hanno venduto oltre 1.500.000 copie.

Le Figaro l’ha inserita nella lista degli autori francesi che hanno venduto più libri nel 2019 e nel 2022.

Il sottotitolo dell’ultimo romanzo di Valerie Perrin è “il n’y a pas de gens sans histoire”, non
c’è gente senza storia.

L’abilità dell’autrice è proprio quella di parlarci di gente comune, dimostrando che tutte le storie possono essere raccontate se la narrazione restituisce loro dignità e significato.

Salottometro:

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