Il mostro di Milano di Fabrizio Carcano

Il mostro di Milano Salotto Giallo

La breve… di Katya

SINOSSI

Milano, 12 dicembre 1969. Poche ore prima dello scoppio della bomba in piazza Fontana una monaca viene massacrata fuori da un convento in periferia.

Nella città sconvolta dalla strage e dalla violenza politica, un omicida seriale tesse le sue trame contro le donne.

Sulle tracce di quest’anima nera c’è solo il commissario Vittorio Maspero che, insieme a un inquisitore del Sant’Uffizio, indaga sul demone senza volto.

E sui peccati che l’hanno scatenato. Un nuovo detective sulla scena del crimine in un noir mozzafiato, liberamente ispirato a una storia vera.

Salottometro:

Ambientato negli ultimi giorni del ’69 e l’inizio del ’70 del ‘900, Il mostro di Milano presenta un’amalgama di realtà e finzione che ti fa immergere nella storia in maniera totale.

In questa nuova avventura troviamo il commissario Maspero alle prese con il mostro di Milano e sullo sfondo la strage di Piazza Fontana che ogni tanto fa capolino nella storia, giusto per ricordarci che è lì, che c’è stata, e che non dobbiamo dimenticarla.

Così come non dobbiamo dimenticare che anche il mostro di Milano è una figura reale che, come dice lo stesso autore, purtroppo è passata sotto traccia; sarà per la tipologia di vittime? Viene da chiedersi…

Quando si parla di sotto traccia però, non ci riferiamo certo a chi, indagando, ha fatto comunque il suo dovere, ma a un’eco mediatica meno risoluta.

La scrittura di Carcano è coinvolgente e reale. Si seguono le indagini passo passo, ci si arena di fronte ai pochi indizi, si aspetta trepidanti se ci sarà o meno una nuova vittima.

Il tutto condito dalla vita privata di Maspero che gioca d’azzardo, detesta le prostitute e non riesce a scrollarsi di dosso l’ultima operazione, quella che lo ha costretto a tirare fuori l’arma e a sparare.

Giusto il tempo di allestire un incartamento decente da lasciare sulla scrivania quando lunedì pomeriggio spegnerà la abat-jour che per anni ha illuminato la carte che si studiava. La lascerà lì quella lampada di vetro bluastro, raccattata al mercatino della Darsena in un sabato mattina di sole di alcuni anni fa.

Un’altra protagonista de Il mostro di Milano è sicuramente la città.

Milano, con le sue bische, le strade che danno da vivere alle vittime e l’aria fredda e pungente di un inverno che ti entra nelle ossa.

A causa della prima vittima, una suora, entra in gioco anche la chiesa.

Facciamo la conoscenza di Padre Jadran, un prete fuori dal comune che appartiene a un ordine particolare

La Congregazione del Sant’Uffizio è un’istituzione ecclesiastica sconosciuta all’opinione pubblica. Perché non si occupa di beneficenza o carità.

Padre Jadran è stato “arruolato” perché sente il male, lo riconosce, ed è in grado di risolvere la questione.

Ma il Male è uguale dappertutto. 
E lui è un sacerdote diverso dagli altri, uno che non porta la parola del Signore a chi ha bisogno di ascoltarla, uno che non compie opere di bene.
Lui si occupa del male.
E per affrontarlo deve studiarlo, toccarlo, contaminarsi.
Sarà così anche questa volta.

L’abilità narrativa di Carcano è fuori discussione così come il lavoro di ricerca impeccabile.

Il mostro di Milano è il settimo libro che vede protagonista il commissario Maspero, ha il pregio di essere autoconclusivo, così come tutti i libri della serie, anche se con rimandi e accenni ai libri precedenti che però non inficiano in alcun modo la storia.

Il mostro di Milano fonde realtà e finzione in maniera egregia lasciando al lettore il dubbio di cosa sia vero o meno.

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