Recensione di Samuela Moro
SINOSSI
Un eccentrico informatore medico scientifico con velleità da ufologo viene ritrovato dissanguato e mutilato all’entrata di un parco milanese.
La vittima risultava irreperibile dalla notte di San Lorenzo, ma la delirante denuncia di due esaltati, convinti che l’amico sia stato rapito dagli alieni, ha ritardato l’inizio delle indagini.
Il caso viene affidato alla squadra Problem Solving (detta anche Desbrujà rugne) di Milano.
Tornano così i protagonisti di Donne che odiano i fiori.
Nel disordine di una vicenda contaminata da fake news, paranoie, manipolazioni di millantatori, il commissario Mastrosimone e i suoi ispettori riusciranno a incastrare l’unico possibile colpevole.
Ma dietro la verità giudiziaria ci sono molteplici verità soggettive, la suggestione di una notte stellata e i desideri che si realizzano come meno ci aspettiamo.
Ci sono persone devote a un unico passatempo: interessarsi alle vite degli altri. Impegnano ore a spiare l’umanità circostante, nascosti dietro la tenda di una finestra o con l’orecchio attaccato al citofono
Con questo incipit, La morte è una stella cadente l’autrice, Paola Sironi, cattura da subito l’attenzione del lettore, senza lasciarla più.
Il libro della Sironi è un giallo classico.
Al contempo però, include l’originalità dei nostri tempi, tempi in cui un assassino difficilmente può passarla liscia, anche se, i primi sospettati del delitto sono… gli alieni!
Il libro è incentrato sul racconto del caso dell’omicidio di un informatore medico, tale Remo Vighezzi, appassionato di ufologia, disciplina a cui di recente ha votato tutto sé stesso.
La narrazione si sviluppa grazie a un espediente particolare: l’ispettore Annalisa Consolati – responsabile del caso – e il padre Patrizio, intrattengono le proprie commensali, il giorno di Natale, descrivendo l’omicidio, i protagonisti e come il caso sia stato risolto.
In questa originale organizzazione narrativa, i punti di vista degli svariati personaggi si intersecano nei capitoli.
Il tempo della narrazione è scandito, in ciascun capitolo, da date e orari precisi.
Si alternano presente e passato, permettendo a chi legge di seguire le intricate vicende e senza perdere nessun dettaglio.
A tutta la storia fa da sfondo una Milano stellata e svuotata della maggior parte dei suoi abitanti, nel fine settimana di Ferragosto del 2022.
Il caso e la sua risoluzione sono senza dubbio ben orchestrati.
La risoluzione avviene solo nelle ultime pagine e il finale tiene il lettore con il fiato sospeso fino alla fine, soprattutto per i risvolti e le verità soggettive implicate.
E c’è un’altra cosa che dovete sapere, se volete iniziare questa carriera. L’ho imparata da Dashiell: ogni vicenda umana contiene mille sfaccettature alle quali si può attingere. Ciascuna, presa a se stante, ha il potenziale per trasformarsi in una grande storia

Paola Sironi
Paola Sironi è mamma, capo progetto informatico e nei rari avanzi di tempo scrittrice.
Grafomane convinta fin dall’infanzia, è cresciuta divorando Salgari e Tex Willer, tra una partita di calcio e l’altra.
Da allora, non è mai riuscita a smettere di leggere e tantomeno di scrivere.
Di carattere chiaramente instabile, spazia senza controllo nelle sue preferenze artistiche da Joyce a Camilleri, da Chopin ai Nirvana, dai fratelli Dardenne a Woody Allen.
Nonostante i suoi quarant’anni, ricorda perfettamente di aver ascoltato i Ramones dal vivo, s’incanta ancora davanti a un film di Chaplin e coltiva il vizio di credere ingenuamente che qualcosa si possa cambiare.
Scrivere gialli è sempre stata la sua passione segreta e nel 2010 ha pubblicato con Todaro il suo primo romanzo Bevo grappa.
Nel 2011 pubblica, sempre con la protagonista Flaminia Malesani, Nevica ancora e nel 2013 Il primo a uccidere.
Il cuore pulsante del racconto della Sironi sono tuttavia i personaggi.
A partire dalla pettegola di quartiere, la signora Pinuccia, la Gazzettina Padana, una perfetta macchietta nel suo ruolo.
Nome e abitudini la inquadrano sin da subito: le sue principali passioni e mansioni sono creare e diffondere maldicenze sui suoi vicini di condominio e sugli abitanti del quartiere.
La stessa squadra “Desbruja’ rogne”, pardon, la squadra Problem Solving della Questura di Milano chiamata a risolvere il caso, è costituita da ispettori singolari, seppur di tutto rispetto.
Il commissario Mastrosimone e gli ispettori Rosaspina, Consolati e Cederna dovranno sfruttare tutte le loro abilità investigative per districare i nodi di un caso contaminato da bugie, false testimonianze, personaggi estrosi e riferimenti ad UFO ed extraterrestri.
La morte è una stella cadente è un giallo che si legge in una sera, una lettura leggera, con protagonisti interessanti ma non per questo priva di riferimenti a tematiche più impegnate, come la manipolazione di persone e notizie, e la malattia mentale.
Salottometro:



