Recensione di Samuela Moro
SINOSSI
È un’estate di fuoco quella in cui i due uomini arrivano al villaggio. Dicono di essere venuti per cercare l’oro. Ma quel che portano, pensa Cal, non sono che guai.
Sono passati due anni da quando l’ex detective Cal Hooper si è trasferito nella contea irlandese di Ardnakelty in cerca di tranquillità.
Ha trovato qualcosa che ci va molto vicino: una casa che è diventata un rifugio e una relazione con una donna del posto, Lena, che lo fa stare bene.
Poi c’è il suo legame con Trey, l’adolescente ruvida e selvaggia che sta cercando di proteggere.
Ma adesso che dopo anni di silenzio è ricomparso suo padre, Trey non vuole nessuna protezione. Vuole solo vendetta.
Il piccolo borgo rurale irlandese di Ardnakelty e i suoi abitanti tornano a essere protagonisti del nuovo romanzo di Tana French, Il cacciatore, edito Einaudi.
I lettori affezionati della French hanno già conosciuto Cal Hooper ne Il segugio.
Cal è un poliziotto statunitense in pensione, che si è stabilito in questo piccolo villaggio irlandese per cercare la tranquillità che il suo vecchio lavoro a Chicago non gli ha mai concesso.
Al suo fianco ci sono Lena, la sua compagna, donna del posto, e la quindicenne Trey, che cresce come una figlia adottiva.
La ragazzina sta passando un periodo difficile in seguito alla perdita del fratello Brendan, unica figura maschile rilevante della sua vita.
Il padre infatti è partito da tempo abbandonando lei, la madre e i fratellini più piccoli.
Brendan (…) fino all’incontro con Cal e Lena, era l’unica persona che sembrava pensare a lei per scelta, e non per dovere, e l’unico che riusciva a farla ridere. Sei mesi prima che conoscesse Cal, Brendan era uscito di casa un pomeriggio e non era più tornato. Trey non pensa mai a quei sei mesi, ma sono incisi dentro di lei come un marchio a fuoco su un albero.
Proprio quando Trey si sta rimettendo sulla giusta strada, imparando da Cal il mestiere di falegname e iniziando a riprendere fiducia nella cittadina in cui vive ma che incolpa per la perdita del fratello, Johnny Reddy, suo padre, fa ritorno, mettendo sottosopra la vita della ragazzina e dell’intera comunità.
Questo posto è spietato. Se superi il limite consentito, ti divora viva. Tu saresti stata perduta, in un modo o nell’altro
Ardnakelty e i suoi abitanti e le intricate relazioni tra loro sono i protagonisti assoluti de Il cacciatore. Tana French, nel raccontarne la storia, dimostra la sua abilità nello smuovere le emozioni del lettore, uscendo dai confini canonici del genere noir.
I suoi personaggi sono profondamente umani, magistralmente caratterizzati e rendono questo romanzo molto più di un giallo, nonostante vi siano le caratteristiche tipiche del romanzo poliziesco.
Ad una suspence crescente, un omicidio da risolvere e una truffa da sventare, fa costantemente da sfondo un’afosa e anacronistica Irlanda rurale, isolata dalla modernità e in cui le leggi in vigore sono ancora quelle ataviche, non scritte.

Tana French
Tana French è nata negli Stati Uniti nel 1973 ed è cresciuta tra Irlanda, Italia e Malawi.
Della sua serie incentrata sulla squadra Omicidi di Dublino, Einaudi ha pubblicato L’intruso (2018 e 2019), Il collegio (2019 e 2020), Il rifugio (2020 e 2021), Nel bosco (2020), La somiglianza (2021) e Il cacciatore (2024).
Dai romanzi Nel bosco e il successivo La somiglianza è tratta la prima stagione della serie tv Dublin Murders.
La French mette perfettamente in luce le difficoltà e gli oneri del nascere e crescere in una comunità chiusa, che non dà alternative, né vie di scampo.
A quindici anni possono succedere tante cose e provocare tanti danni. Trey sembra solida come una roccia, ma ha ricevuto troppi colpi dalla vita per non avere delle crepe da qualche parte
Quando si preoccupava che l’infanzia di Trey le avesse lasciato dentro delle crepe, si sbagliava: non si tratta di crepe, ma di vere e proprie faglie tettoniche
La giovane Trey è combattuta tra l’affetto per Cal e ciò che lui le sta insegnando e la necessità di vendicarsi con Ardnakelty per tutto ciò che le ha tolto.
Ne nasce una storia di affetti e legame con la propria terra, ma anche di rabbia e desiderio di vendetta, che conquista il lettore, obbligandolo a scegliere da che parte stare.
Il cacciatore appare difficilmente collocabile in un genere specifico.
Grazie però all’attenzione posta dall’autrice alla descrizione delle dinamiche interpersonali, delle caratterizzazioni psicologiche dei protagonisti e delle atmosfere dell’ambientazione, rappresenta una perfetta sintesi di vari generi.
Romanzo familiare, romanzo sociale e poliziesco si fondono in questo racconto corale, che conduce il lettore verso un finale tanto sorprendente quanto desiderato, lasciandolo stupefatto di fronte all’ennesimo quesito morale.
Salottometro:


