La collezionista di ossa di Manuel Loureiro

La collezionista di ossa Salotto Giallo

Recensione di Barbara Terenghi Zoia

SINOSSI

La collezionista di ossa

A volte gli scherzi della mente sono quelli più pericolosi. Laura ha perso la memoria in un incidente; per fortuna accanto a lei c’è Carlos, il medico che l’ha curata e che si è innamorato di lei… o almeno è questo quello che le è stato raccontato.

Insieme decidono di intraprendere l’ultimo tratto del celebre cammino per Santiago di Compostela. Ma mentre sono nel piccolo paesino galiziano da cui partiranno per Santiago, nel bel mezzo di una cena romantica, Laura riceve una telefonata.

Una voce sconosciuta. Che sembra volere qualcosa da lei. Laura chiude la comunicazione ma quando, spaesata, torna al tavolo per raccontare a Carlos della strana chiamata che ha ricevuto, non lo vede seduto al suo posto.

È scomparso nel nulla. Il panico la assale. Il telefono torna a squillare: lo sconosciuto di prima, con un ricatto. La salvezza di Carlos in cambio del furto delle reliquie del santo custodite nella cattedrale di Santiago.

Laura non ha che una scelta: seguire il richiamo delle ossa. Perché Laura non sa più chi è, quale sia il suo passato. E soprattutto: chi la sta cercando? E perché?

La protagonista de La collezionista di ossa è Laura, una donna quarantenne che si reca in Galizia, nel nord della Spagna, con il fidanzato Carlos nella speranza di recuperare la memoria che ha perso durante un attentato in Messico.

Mentre sono a cena, Carlos sparisce nel nulla e Laura riceve una strana telefonata: ha una settimana di tempo per rubare le ossa dell’apostolo San Giacomo o non rivedrà mai più Carlos.

Un thriller all’apparenza convenzionale ma con un taglio a effetto perché durante la storia Manuel Loureiro sposta spesso l’attenzione del lettore grazie a diversi salti temporali che s’incastrano perfettamente con gli sprazzi dei ricordi di Laura.

Anche l’ambientazione passa in continuazione dalla Spagna a Mosca e viceversa.

Si percorrono i luoghi lungo cui si snoda il cammino di Santiago –  anche se ci sono pochi accenni religiosi a questo famoso percorso frequentato ogni anno da migliaia di pellegrini cristiani –  con riferimenti perlopiù storici.

Il lettore si sente partecipe della storia di Laura perché ritrovarsi all’improvviso senza un ricordo, senza sapere chi sei, senza ricordarti i tuoi cari, il tuo passato, deve essere qualcosa di davvero angosciante.

Per questo motivo è stato interessante scoprire con lei, un pezzetto per volta, i suoi ricordi che arrivano come fulmini a ciel sereno e non sono in ordine temporale, ma assolutamente sparsi e imprevedibili.

Non si può dire lo stesso dei salti temporali che riguardano le spie, il KGB, la loro gerarchia e i loro modi perché sa di già visto, un po’ banale e prevedibile.

Le pagine del romanzo ambientate ai giorni nostri sono quelle maggiormente caratterizzate dalla suspence.

I colpi di scena che si intrecciano e si sviluppano di pari passo ai ricordi della protagonista, fanno de La collezionista di ossa un buon thriller di spionaggio e d’azione

Manel Loureiro

Come il protagonista del suo romanzo, Manel Loureiro è un avvocato che vive ed esercita a Pontevedra, in Galizia.

Durante gli anni di studio presso l’università di Santiago de Compostela, ha lavorato per la Televisión de Galicia, esperienza che gli ha trasmesso una grande passione per il giornalismo; una passione che coltiva ancora oggi, collaborando abitualmente come opinionista con Cadena SER – la più importante radio privata spagnola – e scrivendo per le testate della sua regione.

Il successo è arrivato quasi per caso attraverso Internet: il blog in cui raccontava la fine del mondo a causa di un’epidemia che trasforma gli uomini in zombie ha infatti registrato più di due milioni di contatti nell’arco di poche settimane.

Sull’onda dall’entusiasmo dei lettori, Apocalisse Z è diventato un romanzo che, grazie al passaparola, è stato un caso editoriale in Spagna.

La forza di Manuel Louriero sta sicuramente nell’ambientazione: i paesi rurali e suggestivi che portano verso il traguardo ovvero la fine del pellegrinaggio.

Un racconto molto dettagliato e scenografico che sicuramente si presterebbe molto bene ad un futuro adattamento cinematografico.

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