In salotto con… Filippo Mammoli

Intervista Filippo Mammoli

Spazio a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro

Intervista a cura di Claudia Pieri

Oggi nello spazio interviste “In salotto con…” ospite Filippo Mammoli.

Filippo Mammoli (Prato, 1972) è ingegnere elettronico, responsabile dello sviluppo software di un’azienda fiorentina che lavora nel settore del controllo qualità tramite machine vision.

La sua passione per la scrittura inizia dalla poesia, con cui si cimenta fin dall’età di vent’anni. Ottiene premi in concorsi letterari e pubblicazioni nell’antologia del concorso Daniela Pagani indetto dal C. A. L. C. I. T Chianti fiorentino nel 2004. Nel 2005 pubblica un’altra poesia nell’antologia I segreti di Pulcinella edita da Giulio Perrone.

Nel 2016 pubblica in self publishing il suo primo romanzo dal titolo I casi del destino. Il suo racconto Purezza viene inserito nel 2018 nell’antologia Racconti toscani edita da Historica edizioni.

Il thriller Oltre la barriera viene pubblicato da Dark Zone Edizioni nel 2019 con cui partecipa al Salone del libro di Torino. Nello stesso anno esce per un’altra casa editrice, la Jolly Roger Edizioni, il thriller dal titolo Il bosco delle more di gelso, primo libro con protagonista Marcello Tarantini.

Il secondo capitolo delle indagini di Tarantini, Le farfalle dell’Elba, esce nel 2022, edito da Dark Zone Edizioni.

Nel maggio 2024 sempre Dark Zone Edizioni pubblica Eclissi totale, letto e recensito a questo link per Salotto Giallo da Claudia Pieri. Con l’occasione, abbiamo chiesto a Filippo Mammoli di rispondere ad alcune domande per questa nostra intervista.

Salotto Giallo: La prima domanda è d’obbligo: con questo secondo romanzo che vede protagonista Marcello Tarantini confermi di voler dare vita a una serie a lui dedicata o pensi di fermarti qui? 

Filippo Mammoli: In realtà sarebbe già il terzo perché Marcello Tarantini nasce con Il bosco delle more di gelso, edito da un’altra casa editrice con cui ho deciso di non proseguire il mio percorso. Da qui è nata la decisione di traghettarlo in casa Dark Zone. Riguardo alla tua domanda non posso neppure fingere.

Sono ormai a tre quarti della prima stesura di un’altra storia che vede Marcello protagonista. Piccola anticipazione… il titolo sarà ‘Il quadro d’insieme‘. 

Salotto Giallo: Pur essendo ambientato a Prato, tua città natale, all’interno del romanzo l’ambientazione rimane ai margini, fa da sfondo senza mai emergere. Qual è la ragione di questa scelta che si discosta molto dal tuo precedente thriller, in cui l’isola d’Elba contribuiva con il suo fascino indiscusso alla riuscita della storia? 

Filippo Mammoli: Quello che hai detto è vero e noteresti ancora di più il contrasto se leggessi Due passi all’inferno. Qui Firenze non è il palcoscenico in cui si svolgono gli eventi frenetici del romanzo, ma con la sua storia e i suoi monumenti recita un ruolo da protagonista della storia. 

In Eclissi totale ho voluto che l’intreccio degli eventi e soprattutto i personaggi con la loro fragilità e le loro tragedie risaltassero su tutto. 

Salotto Giallo: Sei ingegnere elettronico e hai una passione per la scrittura che nasce con la poesia: due professioni apparentemente antitetiche. Quali sono, se ci sono, i punti di contatto tra le due? 

Filippo Mammoli: Ce ne sono molti in realtà, aldilà dello stereotipo dell’ingegnere che nell’immaginario collettivo viene percepito come dotato di una mente rigida capace solo di freddi ragionamenti matematici. 

Anche nella professione di un ingegnere, soprattutto se deve sviluppare algoritmi software, la parte creativa è molto importante. Si tratta di una creatività che non deve mai galoppare a briglia sciolta, ma deve muoversi in un campo delimitato da certi paletti.

Trovo che questo sia molto affine a ciò che deve fare uno scrittore, soprattutto un giallista. 

La fantasia è fondamentale, ma la la logica deve governare ogni passaggio e il suo rigore deve essere assoluto in un giallo o thriller che si rispetti. 

Salotto Giallo: Nel romanzo affronti due tematiche estremamente delicate: il suicidio e il disagio psichico, come ti sei documentato in merito e quale messaggio volevi trasmettere ai lettori? 

Filippo Mammoli: Il tema del suicidio e della difficoltà a integrarsi nella cosiddetta civiltà occidentale è qualcosa che ho sempre sentito vicino, e infatti è il leitmotiv della raccolta di racconti Sospesi sul nulla

Ho avuto il supporto prezioso di una psicologa professionista che mi ha spiegato nel dettaglio la natura di alcuni disturbi e il modo in cui un terapista deve relazionarsi. 

Il messaggio del romanzo è piuttosto esplicito: l’ansia e il senso di inadeguatezza sono un prodotto ineliminabile della società dell’immagine, di cui i due influencer del libro sono esponenti esemplari, e della competizione.

Dovremmo almeno evitare di emarginare chi non riesce a stare al passo e rapportarsi con un minimo di empatia. 

Salotto Giallo: Concludiamo questa breve chiacchierata con la nostra domanda di rito: giochiamo con la fantasia. Hai la possibilità di sederti nel nostro Salotto con il tuo autore preferito, per fargli una sola domanda: chi inviti? E cosa gli chiedi? 

Filippo Mammoli: Uno solo? La lista sarebbe piuttosto lunga e ne comprenderebbe almeno cinque, ma sto al gioco. 

Inviterei Juan Gomez Jurado e gli chiederei una cosa molto semplice cioè se nella stesura dei suoi romanzi prepara una traccia completa della trama o scrive tutto a braccio, affidandosi all’istinto e all’esperienza.

Ringraziamo l’autore per la disponibilità all’intervista e gli diamo appuntamento al prossimo thriller.

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