Recensione di Monica Truccolo
SINOSSI
È una piovosa serata invernale, gli ultimi clienti della trattoria si sono finalmente decisi a pagare il conto ed Emilio sta per tirare giù la serranda della Vecchia Bologna, quando riceve una visita inaspettata.
È Maicol, un tipo un po’ sopra le righe che i ristoratori del quartiere chiamano affettuosamente Charlie Chaplin.
Ma stasera non è venuto per ordinare la solita rosetta alla mortadella: è sconvolto e sporco di sangue dalla testa ai piedi.
Eppure non ha nemmeno un graffio. Emilio, che ultimamente è tormentato da inediti rovelli sentimentali, preferirebbe non farsi troppe domande, ma la sorte e la polizia non sono dello stesso avviso.
Poche ore dopo, infatti, a due passi dalla trattoria viene rinvenuto il cadavere di un ragazzo. E non in un posto qualsiasi, ma nell’angolo più instagrammato di Bologna: la finestrella di via Piella, il pittoresco affaccio sul canale che da qualche tempo è diventato meta di turisti e innamorati da tutto il mondo.
Fatto sta che qualcuno sembra averlo scelto per scaraventare di sotto un giovane writer. Le prime testimonianze fanno ricadere i sospetti proprio su Maicol, e così anche Emilio si ritrova invischiato nel caso con tutte le scarpe.
Ristoratore, detective per modo di dire e generatore automatico di battute a sfondo gastronomico, Emilio Zucchini comincia a indagare, muovendosi tra la vita notturna di via del Pratello, il mondo degli influencer ed episodi dimenticati della storia bolognese.
Emilio Zucchini è un ristoratore e detective per caso.
Ha una trattoria e in una serata di pioggia, a causa un blackout elettrico, si ritrova impossibilitato a chiudere la serranda elettrica.
Dopo che finalmente gli ultimi clienti se ne sono andati, riceve, suo malgrado, una visita inaspettata.
Si tratta di Maicol, un tipo strano, un barbone che nel quartiere viene chiamano in modo affettuoso Charlie Chaplin, dato che zoppica e cammina con un bastone.
È sconvolto e completamente sporco di sangue, ma non sa assolutamente perché e non ricorda quello che potrebbe aver fatto.
“Zucchini lo riconosce. Poi guarda meglio. Non può crederci.
«Cristo santo, ma che hai combinato, Maicol…?»
Pronuncia in tono sommesso. C’è poca luce, è vero, ma ciò non gli impedisce di vedere che ha le mani, la faccia e i vestiti sporchi di sangue.”
Poche ore dopo viene trovato morto ammazzato un giovane writer, soprannominato il Giotto, per il suo stile grafico.
La peculiarità dell’efferato omicidio è il luogo dove viene ritrovato.
Il corpo del giovane Claudio Liberatori, alias il Giotto. Infatti, è stato scaraventato giù dalla famosa “Finestrella di via Piella”, un luogo molto conosciuto a Bologna, un angolo iconico della città.
Zucchini, suo malgrado, aiuterà il commissario Iodice e il suo sottoposto Baroni a sbrogliare questo misterioso omicidio.
Si spostano poco più avanti. Baroni dà un colpetto all’anta della Finestrella, palesando così il corpo che giace perpendicolarmente sotto di essa, Si sporgono a turno per osservarlo. È laggiù, in posizione innaturale. Prono. Fatalmente immobile.

Filippo Venturi
Filippo Venturi (Bologna, 1972) è uno scrittore e gestore di una trattoria in centro a Bologna.
Ha esordito nella narrativa nel 2010 per Pendragon con Intanto Dustin Hoffman non fa più un film, L’indimenticabile Bologna degli anni Ottanta.
Per la stessa casa editrice ha pubblicato Forse in Paradiso incontro John Belushi (2012) e Un giorno come un altro (2015).
Dal 2016 tiene sulla “Repubblica” la rubrica Dietro al banco, attraverso la quale recensisce i suoi clienti.
Nel 2018 ha pubblicato con Mondadori Il tortellino muore nel brodo (2018), e poi Gli spaghetti alla bolognese non esistono (2020) e È l’umido che ammazza (2022) sempre con Mondadori.
Lo stile di Venturi è leggero, scherzoso, le pagine scorrono veloci una dopo l’altra, con qualche incursione nella vita sentimentale di Zucchini.
Un uomo che sembra un po’ allergico alla vita di coppia: non parlategli di famiglia, ma la sua Diana è follemente innamorata di lui e non lo molla.
La prosa de Il delitto della finestrella è scorrevole, lo stile narrativo vivace, la storia divertente e invoglia il lettore a proseguire, per non perdere il ritmo delle dinamiche tra i personaggi, a tratti pungente e sagace ma anche commovente.
La partecipazione che trasmette questo romanzo è palpabile, ed è quella di essere a bordo della vespa del Zucchini e di seguire con lui le varie peripezie narrate nel libro.
Completano il quadro di questo ameno romanzo Carmine Busca e i suoi figli, Rocco e Raimondo e la misteriosa Silvia, influencer di successo con lo pseudonimo “Velma Dinkley”, osannata su Instagram, che nasconde un segreto. Il finale, per nulla scontato, sarà un bel colpo di scena.
In definitiva un libro gradevole, sullo sfondo della città di Bologna, con la descrizione delle sue strade, i quartieri e i luoghi caratteristici, tanto da far venire voglia di visitarla e conoscerla tutta.
Salottometro:



