La signora Mohr scompare di Maryla Szymiczkowa

La signora Mohr scompare Salotto Giallo

Recensione di Rosaria Sorgato

SINOSSI

Cracovia, nel 1893, non offre granché se sei una donna che non si accontenta dei ruoli assegnati dai tempi correnti.

E a Zofia, trentotto anni, moglie avveduta di un professore universitario, gran consumatrice di specchi nelle migliori boutique e dispensatrice di convenevoli sulla via per il mercato, la sola veste di perfetta padrona di casa comincia a stare stretta.

È così che si mette in testa di primeggiare nella raccolta fondi dell’imminente lotteria di beneficenza, la cui riuscita necessita del patrocinio delle ricche residenti di Casa Helcel, luogo di riposo gestito dalle suore.

All’istituto, però, viene accolta da un notevole trambusto: la signora Mohr, vedova di un giudice, è scomparsa.

Capita, le spiegano, di perdere momentaneamente qualche pensionante disorientato; ma quando la signora ricompare sotto forma di cadavere, e sebbene il decesso sia attribuito a cause naturali, Zofia, divoratrice di polizieschi e instancabile sognatrice in cerca di avventure, sospetta che sia accaduto dell’altro.

Comincia allora a investigare in gran segreto – le donne non sono adatte a certe cose – insieme alla fedele domestica e a una suora riluttante. Ha innegabili doti di convincimento, e in quell’eclettica città cosmopolita saprà farsi strada con acume; distillando, dalle parole mormorate a fior di labbra, un’inattesa miscela di intrighi, segreti, feroci gelosie.

La signora Mohr scompare è ambientato a Cracovia nel 1893 e coniuga il genere giallo con un vivace ritratto storico-sociale.

L’ambientazione della storia nella Cracovia di fine Ottocento non è solo un espediente narrativo, ma grazie alla minuziosa ricostruzione storica che permea ogni pagina è quasi un personaggio a sé stante.

L’ironia che pervade la narrazione è particolarmente efficace nel dipingere un quadro critico della società dell’epoca, in cui le donne erano spesso relegate a ruoli marginali.

Tuttavia, attraverso la figura di Zofia Rombotyński, il romanzo sembra voler dare voce a queste donne, mostrando le loro frustrazioni, ambizioni nascoste e desideri sopiti.

Zofia, con la sua passione per la lettura di Edgar Allan Poe e il suo sottile malcontento verso una vita che le va stretta, emerge come una protagonista complessa.

La sua trasformazione da moglie annoiata a detective dilettante rappresenta un viaggio interiore che riflette il suo desiderio di emancipazione e la sua ribellione contro le convenzioni sociali, offrendo un quadro ricco di sfumature

Il ritmo pacato della narrazione, che fa emergere gradualmente l’elemento giallo, è un altro punto di forza del romanzo.

Questo approccio lento e misurato permette al lettore di immergersi completamente nell’atmosfera del tempo, facendo apprezzare ogni sfumatura delle dinamiche sociali e delle relazioni tra i personaggi.

La morte della signora Mohr, con il suo alone di mistero, diventa il catalizzatore che svela le tensioni sottostanti e gli intrighi nascosti dietro la facciata di rispettabilità borghese.

Il cast di supporto, variegato e ben caratterizzato, arricchisce ulteriormente la storia, offrendo diverse prospettive e dinamiche interpersonali che ampliano la portata della narrazione.

Maryla Szymiczkowa

Maryla Szymiczkowa è lo pseudonimo del duo Jacek Dehnel e Piotr Tarczyński.

Dehnel è autore pluripremiato di numerosi libri, Tarczyński è traduttore e storico.

Vivono entrambi a Varsavia e la serie con protagonista Zofia Rombotyńska è il loro primo progetto a quattro mani.

Gli autori, che usano uno pseudonimo femminile, dimostrano una notevole maestria nel giocare con le percezioni del lettore, mescolando abilmente realtà e suggestione.

La loro scrittura, evocativa e precisa, è densa di dettagli e trasporta il lettore in un mondo passato, reso vivido da una forte caratterizzazione del periodo storico.

Altra caratteristica di pregio del romanzo è l’uso della narrazione focalizzata, che permette al lettore di vedere gli eventi attraverso gli occhi dei personaggi, in particolare attraverso quelli della moglie del professore, Zofia Rombotyńska.

Le sue osservazioni e i suoi pensieri sono riportati in modo diretto, quasi come se il lettore fosse immerso nella sua mente.

I dialoghi sono un altro elemento importante, utilizzati non solo per far avanzare la trama, ma anche per caratterizzare i personaggi e le loro relazioni.

Le conversazioni sono cariche di sottotesti e implicazioni sociali, e mostrano le dinamiche di potere e le convenzioni sociali dell’epoca.

In conclusione, questo romanzo si presenta come un’opera capace di offrire sia il piacere dell’intrigo giallo che la profondità di un ritratto storico-sociale accurato.

La sua capacità di unire ironia, mistero e una vivida rappresentazione della Cracovia ottocentesca, lo rende un libro meritevole di attenzione per chi ama le storie ben raccontate, ricche di atmosfera e di significato.

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