Le furie di Venezia di Fabiano Massimi

Le furie di Venezia

Recensione di Barbara Terenghi Zoia

SINOSSI

Venezia, 1934. Mussolini e Hitler si incontrano per la prima volta in una piazza San Marco gremita di camicie nere.

Tra la folla, anche l’ex commissario di polizia Siegfried Sauer e il suo compare Mutti, che hanno raggiunto la città lagunare per unirsi alla resistenza antifascista. La speranza è di creare un incidente che sventi il pericolo di un’alleanza tra Italia e Germania.

Sauer e Mutti incappano però in un mistero di ben altra portata: nella notte, in gran segreto, Mussolini si inoltra in motoscafo nella laguna.

I due riescono a seguirlo fino al largo di San Clemente, dove lo vedono attraccare a un pontile buio e poi entrare, accolto da un uomo in camice bianco, nell’edificio principale dell’isola.

Un’ora più tardi, il Duce torna al motoscafo e riattraversa la laguna per rientrare ai suoi alloggi, visibilmente scosso. Sauer e Mutti decidono di indagare e scoprono che sull’isola c’è un manicomio femminile, e che lì è ospitata una paziente misteriosa di nome Ida Dalser.

La sua storia ha dell’incredibile: la donna, infatti, sostiene di essere nientemeno che la prima e unica legittima moglie di Benito Mussolini…

Chi è veramente Ida Dalser? Una folle? Una bugiarda? O una vittima in possesso di informazioni che metterebbero a rischio il Regime?

Sauer e Mutti si renderanno ben presto conto che dietro Ida Dalser e le sue accuse inaudite c’è molto, molto di più. C’è l’inimmaginabile.

Venezia è l’ambientazione scelta da Massimi per il suo nuovo romanzo storico Le furie di Venezia.

La sua bellezza, i suoi edifici storici sono noti e ben conosciuti in tutto il mondo, eppure nel romanzo c’è l’illusione che la città stessa muti, riesca a cambiare aspetto a secondo di quali occhi la stanno guardando.

Quelli dell’ex commissario Sauer, pieni di speranza e di luce:

Era la luce a fare la magia. Come uno sguardo nuovo posato su cose antiche, come una mano sicura che afferrasse il vento e lo tenesse fermo, l’odore di salmastro che arriva a folate. La luce sembrava di vetro in quel mattino caldo e umido di metà giugno.

Quelli del fedelissimo Mutti:

aspettarono a lungo, l’umidità del canale che si faceva largo nei loro polmoni, ingrassando una raucedine cui nessuno era abituato.

Quelli del tiratore scelto Sandor:

Ogni tanto dal Canal Grande provenivano rombi di motoscafi e urla sguaiate, a testimoniare la permanenza di teste calde e teste matte, il grosso della compagine fascista.

Quelli di chi osserva il duce:

il motoscafo di Mussolini accese il motore, sollevando e spandendo intorno densi spruzzi di acqua nera, come una fontana d’inchiostro.

Perché in questo romanzo Venezia è la protagonista indiscussa, con la sua torre dei Mori e gli anfratti nascosti, l’isola di San Clemente e la Giudecca, spazi, canaletti, perfino il terreno che in alcuni punti, dove l’acqua è bassa, si potrebbe toccare – ma che sarebbe meglio evitare – nasconde segreti che custodisce gelosamente.

Ed è in mezzo a questi segreti che si sviluppa la storia vera di Ida Dalser, la prima moglie di Mussolini, sposata legalmente e tenuta debitamente nascosta perché lo scandalo avrebbe destabilizzato il governo del duce con i suoi funesti piani.

Per i combattenti della resistenza questa notizia è ciò di cui hanno bisogno, meglio di una pallottola che all’ultimo momento, vuoi per il vento o le fatalità può sempre cambiare corso e mancare il bersaglio, ma una notizia bomba come questa non si può lasciarsela sfuggire.

Si mettono in moto, dunque, l’ex commissario Sauer con il fido Mutti e Sandor, alla ricerca di prove concrete su questa sventurata, una donna che si è innamorata dell’uomo sbagliato, che le faceva promesse degne di un principe, per trasformarsi poi in un boia.

Ma i segreti che questa donna conosce sono molto di più, qualcosa d’inimmaginabile, devastante più di qualsiasi bomba, segreti che hanno bisogno di certificati, prove tangibili da esibire, perché purtroppo, la sola parola di una donna, perlopiù detenuta in un manicomio, non vale nulla.

Fabiano Massimi

Fabiano Massimi è nato a Modena nel 1977.

Laureato in Filosofia tra Bologna e Manchester, bibliotecario alla Biblioteca Delfini di Modena, da anni lavora come consulente per alcune tra le maggiori case editrici italiane.

Tra le sue pubblicazioni: L’angelo di Monaco (Longanesi, 2020) e I demoni di Berlino (Longanesi, 2021).

Parti della nostra storia contemporanea sono sapientemente miscelate da Massimi, a cui si aggiungono i soliti “giuda”, disposti a vendere gli amici di una vita per un posto in prima fila e le immancabili e famigerate camice nere, che si godranno il decennio successivo, per fare poi la fine che meritano.

Lasciatevi cullare dalle acque verdi e salmastre della bellissima laguna, alla ricerca d’informazioni sul 1934, quando anche un sussurro detto piano all’angolo buio di una viuzza, poteva determinare la vita o la morte, come

le Erinni, note come Furie. Esseri sovrumani animati da un unico scopo: punire i colpevoli, vendicare i torti.

Salottometro:

Link all’acquisto
Cartaceo
Ebook

,

Scopri di più da SALOTTO GIALLO

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere