Recensione di Monica Truccolo
SINOSSI
Il primo caso di Agatha Raisin. Ma com’è successo che Agatha, figlia dei bassifondi di Birmingham, e dopo aver fatto la PR a Londra, abbia deciso di fondare un’agenzia investigativa nei Cotswolds?
La risposta vi farà scoprire una donna in fuga da una complicata situazione familiare, da un marito ubriacone e da un lavoro troppo stressante.
Ma che poi ha trovato la sua vocazione: diventare una detective. Se non altro per ficcare il naso nella vita degli altri…
La quiche letale. I Cotswolds saranno anche pittoreschi, ma Agatha, appena arrivata, non ha amici. Così decide di partecipare a una gara culinaria.
E, non essendo capace di cucinare, compra e presenta una deliziosa quiche. Ma se il giudice della gara muore mangiando la quiche?
Ovviamente tutti accusano Agatha sia di aver barato sia di essere un’avvelenatrice. E lei non può far altro che trasformarsi in una detective per chiarire la faccenda.
Certo, ci sono modi più semplici per fare amicizia, ma Agatha è fatta così…
Il primo caso di Agatha Raisin
Agatha Raisin è una giovane segretaria che lavora in un ufficio di pubbliche relazioni, con un passato un po’ burrascoso alle spalle.
Quando Jill il suo capo, che la sfrutta e la maltratta, la manda a casa di un cliente per riferirgli che presto verrà arrestato per l’omicidio di sua moglie e che per questo l’azienda non lo rappresenterà più, Aghata decide che è ora di cambiare e mollare l’odiosa Jill.
Pensa quindi di accettare l’offerta del cliente, Sir Bryce Teller, che le propone di assumerla e di rappresentarlo.
Teller in cambio, le fornirà un ufficio tutto suo dove potrà prendere decisioni autonome, potrà assumere personale e tutto quanto il necessario.
Agatha non se lo fa ripetere due volte, accetta il lavoro e si rende conto che ha bisogno di scoprire il prima possibile chi ha ucciso la moglie di Sir Teller.
“Abbiamo un problema” disse Jill. “Hai sentito di quel banchiere d’affari, Sir Bryce Teller? “Ho letto le notizie” disse Agatha. “I giornalisti sembrano convinti che sarà arrestato con l’accusa di aver ucciso la moglie.”
Il primo caso di Agatha Raisin proprio come lascia intuire il titolo, è un’incursione velocissima nel passato di Agatha per capire da dove è partita la carriera della famosa PR e che ci permette di conoscere meglio la nostra eroina, una personcina dal carattere non facile, ambiziosa, impicciona ma con un intuito infallibile.
Era venuto il momento di eccitare gli avvoltoi con una notizia degna di attenzione.
“Secondo una fonte affidabile,” disse, “Lady Teller frequentava un locale per lesbiche. Ma le interessavano sia le donne sia gli uomini.”
Un giallo divertente, senza pretese, a tratti comico, che si legge piacevolmente tutto in una sera, con un personaggio che non teme niente e nessuno ma segue solo la sua infallibile perspicacia.
“Alle dieci di quella sera estiva, Agatha pagò il tassista e scese davanti al Pink Lady. Due buttafuori femmina, due valchirie, erano di guardia alla porta”
Dinamiche veloci trascinano il lettore fino alla fine del racconto che vede Agatha risolvere il caso e scoprire il colpevole, non proprio così scontato, e dove nulla è lasciato al caso.
Un giallo che, anche se breve, si fa apprezzare grazie a uno stile di scrittura piacevole, leggero, ironico, e a una prosa scorrevole.

M.C. Beaton
Nota principalmente con lo pseudonimo di M.C. Beaton, Marion Chesney Gibbons è nata in Scozia nel 1936.
Ha scritto più di 100 romanzi storici, pubblicati sotto numerosi pseudonimi.
M.C. Beaton è quello usato per le serie mistery. Ha lavorato come libraia e come giornalista, di moda prima, di cronaca nera poi.
Dopo alcuni anni negli USA è tornata in Inghilterra dove si è dedicata alla stesura di romanzi polizieschi, dando vita prima a una serie con Hamish Macbeth e, a partire dal 1992, a quella che vede protagonista Agatha Raisin.
È morta il 30 dicembre 2019 all’età di 83 anni, dopo una breve malattia.
La quiche letale
Agatha decide di chiudere la sua società di PR a Londra e di cambiare vita. Si trasferisce dunque tra le colline di Cotswold Hills, nel piccolo paese di Carsely (nome di fantasia) dove acquista un piccolo cottage tipicamente inglese. Agatha è una donna di mezza età, divorziata, senza figli, un po’ burbera, scorbutica, dispotica ma con un carattere deciso e molto forte. Il radicale cambiamento da una vita incentrata sul lavoro, a una bucolica, piena di libertà ma anche di solitudine, le pesa un po’ ma non la scoraggia.
“Il cottage di Agatha se ne stava in posizione isolata in fondo a una delle strade laterali. Assomigliava ai cottage dei calendari che le piacevano tanto quando era bambina. Era basso, costruito con la pietra dorata dei Cotswolds, aveva il tetto di paglia, di paglia nuova, canna di Norfolk, e finestre a battenti. Sul davanti c’era un giardinetto, un altro, lungo e stretto era sul retro.”
Decide così di partecipare a un concorso culinario e, conscia del fatto che non sa proprio cucinare, acquista una torta salata, una quiche agli spinaci che ovviamente presenta come creata dalle sue mani. La quiche, però, provocherà la morte del giudice e metterà nei guai la nostra protagonista, in quanto dovrà dimostrare di essere innocente e di non avere nulla a che fare con quello che è successo.
“Grande concorso di quiche”, annunciava, con caratteri pieni di svolazzi. La gara si sarebbe svolta sabato, nell’aula magna della scuola. Le lettere più minuscole elencavano altre competizioni: torte, composizioni floreali e così via.”
Un giallo molto british, con una trama molto semplice e uno stile accurato e scorrevole.
Seguendo le peripezie di Agatha, che si improvvisa esperta investigatrice e affronta il caso con la giusta dose di sarcasmo e sfacciataggine, ci si diverte tra le pagine di un romanzo con passaggi sollazzevoli e buffi. Nonostante il suo caratteraccio, Agatha è attorniata e aiutata dagli abitanti del piccolo villaggio, e poi c’è Roy Silver, l’unico rapporto che ha mantenuto dopo il trasferimento, il suo ex assistente all’agenzia di PR a Londra.
“Cosa sarebbe questa storia che sei rimasta coinvolta in una morte, Aggie?”.
“Si è trattato di un errore spaventoso,” disse Agatha. “Ho partecipato con una quiche di spinaci a una gara paesana. Uno dei giudici l’ha mangiata ed è morto avvelenato.”
A Roy vennero le lacrime agli occhi dal ridere. “Mia cara Aggie, non sei mai stata abile ai fornelli.”
La scrittura è fluida e piacevole, avvincente, gli intrecci tra i vari personaggi divertono. Anche se sommariamente descritti la Beaton da loro carattere e peculiarità, attraggono il lettore. L’ambientazione, tra i villaggi della campagna inglese, è molto ben delineata e affascinante.
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