Recensione di Claudia Pieri
SINOSSI
Tra i due rami della stirpe dei Falck non corre buon sangue.
Un rapporto al veleno che è destinato a inasprirsi con la morte dell’anziana matriarca.
Quando Vera, un tempo famosa scrittrice, muore in mare, porta infatti con sé due grandi misteri: quello del suo testamento, che risulta introvabile, e quello di un vecchio manoscritto mai dato alle stampe a cui aveva lavorato in silenzio tanti anni prima.
Si dice che in quelle pagine raccontasse del naufragio in cui, durante la Seconda guerra mondiale, aveva perso la vita il marito, ma nessuno ha mai potuto leggerle.
La nipote Sasha si mette sulle tracce di entrambi, accompagnata nelle ricerche dal giornalista John Berg, un uomo affascinante dal passato poco chiaro, che sembra nutrire verso i Falck un interesse non solo professionale.
Nonostante il padre cerchi di dissuaderla, Sasha è decisa a rivelare segreti che potrebbero scuotere dalle fondamenta il potere costruito dalla dinastia in oltre mezzo secolo.
La nonna l’aveva avvisata: la verità che Sasha vuole portare alla luce è in conflitto con la lealtà verso la famiglia.
Ma che cosa intendeva?
In effetti, sono tante le domande senza risposta.
Perché una scrittrice di successo smette improvvisamente di scrivere? Quali segreti nasconde la Saga, la potente società dei Falck?
E che ruolo giocano nelle loro vicende l’espresso costiero naufragato in seguito a un’esplosione nel 1940 o gli ultimi eventi in Medio Oriente?
Menzogne, affari controversi, attività legate ai servizi segreti, un’eredità contesa tra i due rami rivali della stessa famiglia: nella lunga e intricata storia dei Falck non manca nulla, comprese le grandi storie d’amore e i grandi tradimenti, tutto perfettamente calibrato in un romanzo labirintico, che è al tempo stesso un thriller appassionante e un’indimenticabile saga familiare.
I ricchi e i potenti scrivono la storia, sempre, e quelli che scombinano il loro racconto devono essere puniti, sempre.
La storia, recente e passata, con i suoi conflitti e i suoi protagonisti più o meno occulti, a tesserne le fila, fa da collante all’interno di Il cimitero del mare, un romanzo denso di avvenimenti che camminano sulle gambe di personaggi complessi, difficili da decifrare.
La narrazione trasporta il lettore in un lungo viaggio a cavallo tra due epoche, in un’alternanza serrata tra passato e presente: la Seconda guerra mondiale e il ruolo giocato al suo interno da una delle famiglie più facoltose e influenti della Norvegia, fino ai giorni nostri nei luoghi “caldi” del Medio Oriente.
Dalla Norvegia, cuore palpitante del racconto, ci si sposta infatti, assai rapidamente in Afghanistan, Kurdistan, Iraq, dove emerge prepotente il legame coi servizi segreti norvegesi.
Al centro della trama, una famiglia spaccata in due:
i Falck di Oslo e quelli di Bergen
una serie di personaggi rappresentati a tutto tondo, per i quali l’autore compie un’accurata opera di caratterizzazione.
Uomini e donne potenti ma fragili, in lotta tra loro alla ricerca della Verità e di risposte, dove
a volte però lealtà e ricerca della verità sono in antitesi
Olav, il capostipite,
un utilitarista, assetato di potere e spietato
per lui
la vita era una lotta in cui ci si doveva misurare con gli altri e affermare come migliori. E lui, ovviamente, aveva lottato fin dall’ inizio “.
Sua figlia Sasha, destinata a prendere il suo posto,
conservatrice per natura; i cambiamenti la contrariavano e la intimorivano
che sfida la sua natura per scavare nella storia della sua famiglia, contro il volere di Olav:
“sei un’archivista, Sasha. Scavi nei fatti del passato. Sei davvero pronta ad affrontare le conseguenze che le ricerche sulla tua famiglia potrebbero avere?”
E poi Sverre, l’altro figlio che ha con il padre un rapporto conflittuale e complicato:
come aveva odiato l’assuefazione al mare a cui Olav lo costringeva
E ancora Hans Falck, Johnny Berg, Andrea, Siri … una galleria di personaggi dalle mille sfaccettature su cui aleggia per tutta la durata del romanzo il fantasma di Vera Lind, la custode di
un segreto così grande che Olav era disposto a fare qualunque cosa pur di impedirle di raccontarlo
Il cimitero del mare è un romanzo decisamente corposo, che richiama al suo interno diversi generi letterari, da quello storico allo spionaggio, passando per la saga familiare, con un pizzico di adrenalina tipica di un thriller.
La scorrevolezza della narrazione però, a tratti, risente della complessità della trama che intreccia situazioni diverse che fanno capo ai molti personaggi presenti sulla scena.
Per questo, soprattutto la prima parte della lettura risulta essere un po’ lenta e può creare qualche difficoltà al lettore, che deve mantenere alta la concentrazione per non perdere il filo della storia.

Aslak Nore
Cresciuto a Oslo, dopo aver studiato Scienze sociali a New York, si è unito ai reparti speciali dell’esercito norvegese in Bosnia.
Ha vissuto in America latina e lavorato come giornalista in Iraq e in Afghanistan.
Premiato in Norvegia con il prestigioso premio Riverton per il miglior romanzo poliziesco, vive in Provenza.
Il cimitero del mare è stato pubblicato in Italia nel 2024 da Marsilio.
Brillante l’espediente letterario di cui si avvale Nore per rendere al meglio l’alternanza tra passato e presente, ovvero inserire un libro nel libro.
Sono infatti le pagine del manoscritto di Vera, che danno anche il titolo al romanzo, a trasportare il lettore dove tutto ha avuto inizio.
Le pagine del manoscritto sono anche quelle che accelerano il ritmo del racconto regalando colpi di scena e un epilogo tutt’altro che scontato.
Il cimitero del mare è un romanzo capace di affascinare il lettore grazie ai suoi personaggi controversi e alle ambientazioni evocative e magnificamente realistiche, dove
letteratura e spionaggio si avvalgono dell’arte della seduzione
e danno vita a una storia dal forte impatto emotivo.
Salottometro:


