Recensione di Barbara Terenghi Zoia
SINOSSI
Anche se si è ritirato dall’intelligence da vent’anni, David Cartwright ricorda benissimo dove sono nascosti gli scheletri.
Ma quando ci si dimentica che certi segreti tali devono restare, ecco che cominciano i problemi.
Il Vecchio Bastardo ha cresciuto suo nipote per diventare un eroe, non certo un perdente.
Ma River Cartwright ha commesso un errore colossale all’inizio della sua carriera da spia ed è diventato uno dei Brocchi di Jackson Lamb: agenti in disgrazia condannati a smistare scartoffie nella Casa del pantano, sognando invano di poter riavere un posto in prima fila.
Ora River passa i giorni incollato alla sedia ad annoiarsi a morte, il che spiega anche perché, appena intuisce che suo nonno è in pericolo, si dà alla macchia per investigare.
Lamb ha lavorato con il Vecchio Bastardo ai tempi d’oro e sa bene che è tutto fuorché un innocuo pensionato con la passione per il giardinaggio.
Perciò, quando scatta un allarme al quartier generale dei Servizi segreti, è Lamb a essere subito chiamato a rapporto.
Ed è sempre Lamb che farà di tutto per proteggere un agente in pericolo.
Con la sua ironia tagliente e la sua banda scalcinata di spie portata sullo schermo da attori del calibro di Gary Oldman, Kristin Scott Thomas e Jack Lowden in una serie tv trasmessa in oltre cento Paesi, Mick Herron – definito “il nuovo John le Carré” – non sbaglia un colpo.
Vecchi complotti, giochi di potere e abili depistaggi: nella strada delle spie non sempre la legge viene rispettata, ma la suspense e il divertimento sono assicurati.
La strada delle spie inizia, come tutti i libri di questa serie, ricordando al lettore quanto “bella e accogliente”, ironicamente parlando, sia la “Casa del pantano” e quanto le persone che ci lavorano sprizzino gioia da tutti i pori per essere finiti li.
Per i lettori che si approcciano per la prima volta ai libri di Mick Herron, con protagonista Jackson Lamb e la sua squadra, è bene sapere che si tratta di agenti del famoso MI5.
L’MI5 sono i servizi segreti britannici, caduti in disgrazia ma che non possono essere banalmente licenziati per i loro trascorsi.
Vengono quindi mandati in questa sorta di “limbo” dove il massimo dell’attività è passare al setaccio centinaia di dati che gli altri agenti operativi non hanno tempo di controllare.
Un lavoro noiosissimo ma pur sempre “d’intelligence”.
Tuttavia, per un motivo o per l’altro, capita sempre qualcosa di eccezionale per cui gli appartenenti alla Casa del pantano sono coinvolti.
In La strada delle spie facciamo la conoscenza diretta di David Cartwright, il nonno di River, che lui chiama affettuosamente il vecchio bastardo.
Fin da bambino River è stato accudito e cresciuto dai nonni.
Sua madre Isobel, ha ritenuto più stabile per un bambino crescere con loro, mentre lei andava in giro per il mondo.
Ora però, alla veneranda età di ottantaquattro anni, inizia ad avere un lento declino, anche cognitivo.
Per questo è tenuto sotto osservazione nel caso in cui si lasci sfuggire qualche segreto inconfessabile.

Mick Herron
Scrittore di romanzi thriller inglese, ha studiato al Balliol College di Oxford, dove si è laureato in Letteratura inglese.
In Italia è stato pubblicato il suo romanzo di successo, Un covo di bastardi (Feltrinelli, 2018), primo di una serie da oltre 250.000 copie vendute in Inghilterra, vincitrice del più ambito premio internazionale in ambito giallo – il CWA Dagger Award – e in corso di pubblicazione in nove paesi.
È stato definito dal “Daily Telegraph” “una delle venti migliori spy story di tutti i tempi”, insieme a bestseller come La spia che venne dal freddo di John le Carré o Un nome senza volto (The Bourne identity) di Robert Ludlum.
La casa di produzione See-Saw Films ne ha acquisito i diritti per la televisione. Nel 2019 Feltrinelli pubblica In bocca al lupo e nel 2023 sempre per Feltrinelli esce Le tigri sono in giro.
In La strada delle spie, Mick Herron affronta, con la sua solita verve e humor, la tematica delle figure paterne.
Padri biologici mai conosciuti, padri surrogati, padri putativi e padri affettivi.
Il primo a comparire è naturalmente Jackson Lamb, padre putativo, nonché capo degli “abitanti” della Casa del pantano.
Trasandato, verbalmente violento, misogino e a volte ubriaco, si trasforma nello spazio di poche righe in difensore dei suoi sottoposti anche a costo, letteralmente parlando, della propria vita.
Il padre putativo di River, il nonno David, svetta in contrasto a Lamb ed è il co-protagonista di La strada delle spie.
Irreprensibile, rigido e ligio al dovere è stato per anni una figura di spicco nel MI5.
Infine, incontriamo Frank Harkness, un ex agente deviato della CIA che ha trasformato dei ragazzi normali in un gruppo di spie fuori da qualsiasi schema.
Tutte queste figure, a loro modo paterne, dovrebbero proteggere i loro “figli”: eppure alcuni hanno volontariamente messo in pericolo delle vite, mentre altri cercano in tutti i modi di salvarle.
La penna di Herron è brillante.
Ha la straordinaria capacità di alleggerire qualsiasi trama con sprazzi di humor apparentemente casuali, ma che in realtà sono opera di uno scrittore assolutamente brillante.
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