Il nido del pettirosso di Lorenzo Sartori

Il nido del pettirosso, copertina

Recensione di Claudia Pieri

SINOSSI

La scomparsa improvvisa di una ragazza riporta a galla un terribile omicidio avvenuto in passato e mai dimenticato.

Ad Alveno, paese di poche anime tra i monti del Trentino, Alice ha lasciato i ricordi più belli e anche i più atroci.

Dopo alcuni anni di assenza, sta andando lì con gli amici di sempre. Sono in macchina, diretti al Nido del Pettirosso, l’albergo che i suoi genitori gestivano quando lei era ancora una bambina e che ora sua madre Laura ha deciso di vendere per lasciarsi alle spalle i tragici eventi accaduti nei dintorni.

Undici anni prima, infatti, sua sorella Sara era stata ritrovata morta in fondo a un burrone: come siano realmente andate le cose resta un mistero ma la sua famiglia, nel frattempo, è andata in pezzi.

L’indomani, Laura riceve una telefonata dalla polizia: l’auto su cui viaggiava Alice è finita in una scarpata; lei e un suo amico si sono allontanati per chiedere aiuto e da quel momento nessuno ha più avuto notizie di loro.

Laura si precipita sul posto per seguire le indagini, portate avanti dall’agguerrita ispettrice Valenti. Possibile che la montagna voglia prendersi anche l’unica figlia rimastale?

Tutte le paure e i dubbi del passato si riaffacciano come ospiti indesiderati dalle finestre delle stanze ormai vuote del Nido del Pettirosso: che fine ha fatto Alice? La sua scomparsa è legata in qualche modo alla morte di Sara?

Riusciranno Laura e l’ispettrice Valenti a ritrovare la ragazza prima che accada di nuovo l’irreparabile?

Un thriller appassionante sul coraggio di una madre che, attraverso un doloroso viaggio nel passato, riuscirà a ritrovare la speranza non prima di aver affrontato un’altra esperienza spaventosa tra ricordi angoscianti e fantasmi venuti a tormentarla.

Nella piazza principale del paese la vita scorre pigra come accade certe domeniche mattina di fine estate, l’aria umida e carica di profumi e la gente che sciama senza fretta dalla chiesa all’edicola, dall’edicola al bar. Il rintocco delle campane sovrasta il vociare delle persone e il gorgoglio della fontana moderna posta al centro della piazza.

Un paese di montagna, Alveno, il nome è di fantasia, con i suoi ritmi blandi e sempre uguali a scandire le abitudini della comunità che lo abita, fa da sfondo a questa storia dove invece il tempo scorre in fretta, racchiuso in un conto alla rovescia che significa vita o morte.

Il coraggio di una madre e la tenacia di un’ispettrice di polizia, due donne accomunate dalla stessa fragilità e dalla stessa determinazione sono le protagoniste assolute de Il nido del pettirosso, un thriller adrenalinico dove l’elemento psicologico si intreccia con l’azione dando vita ad una storia dal ritmo serrato, palpitante di emozioni, ricca di pathos.

Due ragazzi che scompaiono in circostanze misteriose e un omicidio del passato che torna prepotentemente a galla, sono le colonne portanti di un impianto narrativo che si fonda tutto sul doppio piano temporale, un passato che si alterna al presente, rapidamente e senza soluzione di continuità.

Tutto in queste pagine concorre a rendere l’idea dell’urgenza che permea l’intera vicenda, a partire dal contrasto netto tra lo scorrere pigro della vita di montagna e l’animo inquieto di Laura Ferrari, già segnata dalla morte di una figlia,

perché la morte di un figlio è semplicemente incompatibile con l’essere genitore

che torna tra quelle montagne a rivivere il suo peggior incubo.

Lorenzo Sartori

Lorenzo Sartori vive tra Crema e Milano. Giornalista e studioso di storia militare, è uno tra i maggiori divulgatori del wargame in Italia e all’estero.

Dal 2000 è editore e direttore della rivista «Dadi&Piombo» nonché autore di regolamenti di gioco apprezzati in tutto il mondo.

La sua produzione letteraria spazia dal fantasy al thriller passando per la fantascienza. In ambito noir, ha pubblicato, tra gli altri, Il filo sottile di Arianna (Laurana Editore, 2021), tradotto all’estero, vincitore del Premio NebbiaGialla 2020 e finalista al Premio Garfagnana in Giallo 2021.

Dal 1999 si occupa di organizzazione di eventi e dal 2018 è direttore artistico del festival letterario Inchiostro di Crema. Dal 2022 dirige anche Tremosine in giallo, sul Lago di Garda.

Lo stile asciutto e diretto dell’autore, che si concretizza in periodi brevi ed incisivi, è arricchito da descrizioni particolareggiate e realistiche che fissano le immagini nella mente del lettore.

Formano quasi una sequenza di istantanee fotografiche, favorendo la completa immersione nella storia.

La caratterizzazione dei personaggi, principali e secondari, è estremamente accurata.

A spiccare su tutti sono le due protagoniste femminili, Laura Ferrari e Angelica Valenti.

Entrambe dotate di una personalità forte, accomunate dalla stessa tenacia  e determinazione che si fanno largo tra dubbi e fragilità, sovrastando le paure di Laura:

la sensazione che tutto questo non stia succedendo a lei è ciò che le permette ancora di respirare

e l’ansia da prestazione da cui sembra essere affetta l’ispettrice:

se la sua intuizione si rivelasse  fallace, avrebbe sottratto tempo e risorse preziose al ritrovamento dei due ragazzi

L’ambiente chiuso ed ostile di Alveno dove

ci si difende tutti a prescindere. A patto di essere uno del posto

rende difficile la soluzione del caso:

a volte mi sembra che siano tutti d’accordo in questo paese. Che tutti nascondano qualcosa

ecco quindi che il paese con il suo carico di misteri non è più solo lo sfondo, ma diventa esso stesso protagonista della storia.

Una storia raccontata sempre in maniera coerente, dove passato e presente si incastrano alla perfezione saldandosi soltanto nel finale, imprevedibile e non scontato.

Un Thriller riuscitissimo che cattura l’attenzione del lettore sin dalle sue prime battute, tenendolo incollato alle pagine fino alla fine.

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