Recensione di Samuela Moro
SINOSSI
Frascati, Castelli Romani.
Teo è il bambino più malinconico e riservato della classe. Le consorelle dell’asilo paritario Colomba Antonietti lo hanno accolto con affetto, ma lui non gioca e non esce quasi mai a ricreazione. Rimane al suo posto, osserva il mondo con fare stralunato e disegna ossessivamente.
Giulia, la nuova maestra, si affeziona subito al piccolo: sente che a legarli è una consonanza, un’intesa speciale. Giorno dopo giorno, tuttavia, i disegni di Teo iniziano a farsi strani, poi inspiegabili, infine inquietanti.
Nel frattempo, Giulia comincia ad accusare strani malesseri. Sembra stare sempre peggio: arriva a scuola in ritardo, è smemorata come mai le è accaduto prima e inizia persino ad accusare dolori lancinanti a cui non sa dare spiegazione.
Suggestionata dalla recente perdita di Daniele, l’amato fratello, Giulia si convince che il suo malessere dipenda dall’influsso maligno di una statuetta che conserva a casa, rinvenuta nei pressi del sito archeologico di Tusculum, dove Daniele stava svolgendo un lavoro di ricerca.
È un manufatto rarissimo, una raffigurazione in bronzo dell’eroe etrusco Telegono. Quando la statuetta dall’aspetto guerriero e gli occhi di fuoco diventa inspiegabilmente uno dei personaggi ritratti da Teo, Giulia crede di stare impazzendo.
“La nuova maestra” è un thriller psicologico innovativo e perturbante, che racconta la discesa all’inferno di Giulia: un’ombra che ricorre nei disegni di Teo la sta inseguendo.
Tra false piste e indizi ingannevoli, dovrà scoprire chi, tra le persone che le stanno attorno, vuole farle del male…
Giulia è al suo primo giorno di lavoro, sarà la nuova maestra presso l’asilo delle suore a Frascati che frequentava da piccola assieme al fratello Daniele; quest’ultimo è venuto a mancare di recente in seguito ad un incidente.
Al lavoro e nella vita quotidiana la trentenne è circondata da amici, tra cui il suo migliore amico, Ettore, poliziotto, ma anche Marco e Lavinia, che lavorano entrambi nello stesso asilo.
Al suo arrivo Giulia lega da subito con Teo, un bambino timido e silenzioso ma a cui piace enormemente disegnare.
Teo disegna moltissimo e regala tutti i suoi disegni a Giulia, ma i suoi disegni contengono sempre scene inquietanti, di pericolo, inizialmente riferite a sé stesso, poi, via via, anche alla nuova maestra.
Contemporaneamente, Giulia inizia ad avere dei malesseri, delle allucinazioni e degli incubi, le cui rappresentazioni si intrecciano alla realtà e ai ricordi relativi alla scomparsa del fratello e a un segreto che i due custodivano, prima che Daniele venisse a mancare.
Si tratta di incubi dovuti allo stress del nuovo lavoro o sono piuttosto legati al trauma per ciò che è accaduto al fratello?

Valerio Marra
Valerio Marra è nato nel 1985.
Lavora e vive a Roma ed è laureato in Scienze per l’investigazione e la sicurezza presso l’Università degli studi di Perugia.
È autore dei romanzi L’eco del peccato e Anima bianca, dedicati alle indagini del commissario Festa.
La Newton Compton ha pubblicato La storia di Roma in 100 delitti e i romanzi La donna del lago e Una notte buia di settembre.
I personaggi che ruotano attorno alla vicenda de La nuova maestra sono molti, tutti strettamente legati alla protagonista, Giulia.
Nel corso della prima metà del libro veniamo a conoscenza delle storie che li riguardano, ma l’intero libro è raccontato dalla prospettiva della trentenne.
Menzione speciale per Wazowski, il gatto Sphynx di Giulia, onnipresente in casa, e il cui originalissimo nome strapperà a tutti i lettori un sorriso, dato il motivo per cui è stato scelto.
Cammino verso la finestra e rifletto su quanto profondo possa essere il mondo interiore dei bambini; un universo di simboli e segni che, a volte, solo loro possono interpretare.
Gli elementi narrativi in gioco sono molti: l’austera severità delle suore e il timore reverenziale che Giulia prova verso di loro, la nostalgia ed il senso di colpa verso la perdita del fratello, l’amicizia che la lega ad Ettore, l’emozione dei primi giorni di lavoro.
Ma l’aspetto più interessante è senza dubbio l’alternarsi grafico dei disegni di Teo ed altri bimbi, che sembrano vedere qualcosa di più di ciò che vede Giulia, concorrendo ad alimentare la tensione della vicenda ed accrescendo paura e paranoia della protagonista e del lettore.
Forse è solo il mio desiderio di pensare che il Male non possa nascondersi dietro un volto così familiare, ma c’è qualcosa che non torna. (…) Non sarebbe la prima volta che qualcuno utilizza l’innocenza dei bambini per coprire le proprie azioni.
Mancano elementi propriamente horror e a definire il libro come thriller c’è solo la suspense relativa a ciò che sta succedendo a Giulia, che viene alimentata, oltre che dai disegni, anche dalle continue allucinazioni e dagli incubi psichedelici e folli di cui la ragazza è vittima.
Il finale rappresenta un bel colpo di scena, ma non del tutto inaspettato per il lettore più attento che avrà saputo cogliere gli indizi sparpagliati da Marra tra le pagine.
Un’ottima scrittura per questo thriller illustrato, il primo italiano, che senz’altro farà parlare di sé, nel bene e nel male.
Un thriller piacevole, anche se chi vi cerca elementi particolarmente inquietanti o horror potrebbe rimanerne deluso.

Stefano Pavolini
È un illustratore e animatore italiano.
Nato a Roma nel 2000, si è diplomato in Animazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Torino.
Il suo primo cortometraggio, Akufeni (2022), ha vinto il premio come Miglior Animazione al Festival del Cinema Città di Spello.
Lavora nel campo dei cartoni animati.
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