Recensione di Cristina Casareggio
SINOSSI
Sulla pietra
Il guardacaccia Gaël Leuven era un marcantonio solido come uno scoglio bretone, ma per ucciderlo sono bastate due coltellate al torace.
A Louviec lo conoscevano tutti. Compreso Josselin de Chateaubriand (forse discendente di quel Chateaubriand), il nobilastro dall’abbigliamento eccentrico che adesso è il principale sospettato.
Richiamato in Bretagna dal commissario locale, Adamsberg si addentra nelle numerose ramificazioni del caso.
Ma pur perdendosi come di consueto in false piste e digressioni mentali, in osservazioni prive di qualunque nesso con l’indagine, c’è da scommettere che anche questa volta verrà a capo del groviglio di omicidi ed efferatezze.
Grazie alle sue illuminazioni proverbiali ma anche, forse, all’energia ancestrale dei menhir.
La giallista francese Fred Vargas ritorna dopo sei anni con Sulla pietra e il suo personaggio più amato: il commissario di Parigi, Adamsberg.
L’indagine lo porta a Louviec un paesino medioevale della Bretagna, una regione affascinante piena di tradizioni e misteri, castelli e luoghi da favola.
Louviec è proprio questo, un luogo quasi incantato, dove addirittura un fantasma si aggira per le strade di notte: lo “zoppo” che, con il suo bastone e il suo claudicare pesantemente, turba il sonno degli abitanti.
In Sulla pietra, Adamsberg è chiamato ad investigare sulla morte di un guardiacaccia corpulento, del cui omicidio è indagato nientedimeno che Chateaubriand, discendente diretto del celeberrimo scrittore francese, “accusato“ da alcune parole pronunciate “a mezza bocca” dall’uomo in punto di morte.
Adamsberg è un commissario sui generis, segue sì le normali procedure investigative, ma quello di cui si serve di più sono le sue intuizioni, i suoi ragionamenti per lo più sconnessi che vivono di immagini e sensazioni.
Ha con sé sempre un taccuino e una penna per annotare le sue idee e trasferire su carta la fisionomia delle persone incontrate. Appollaiato su un dolmen, ai confini del paese, pensa e cerca di afferrare le idee che rimangono più confuse:
sono le bolle, le idee vaghe. Stanno risalendo dal fondo melmoso. Si incrociano, si scontrano. Non posso permettermi di trascurarle troppo a lungo altrimenti torneranno a rintanarsi in fondo al lago.
Nell’indagine lo affiancano compagni bizzarri come lui.
Matthieu, il commissario bretone, l’alter ego razionale di Adamsberg, che nonostante pensi subito che questi gli abbia tolto il caso, alla fine non può che convenire che, forse, anche le stravaganze servono a risolvere un’ indagine.
Matthieu è il vero uomo d’azione del romanzo, a lui spetta coordinare e richiedere rinforzi all’occorrenza, è lui la parte razionale del commissario parigino.
Mercadet, un giovane informatico che però deve assentarsi per ore perché ha bisogno di dormire, Retancourt, l’unica donna della squadra dotata di una forza e velocità quasi sovraumane che però ha il nome di un fiore delicatissimo Violette…
Chateaubriand che, oltre alla bellezza, ha una memoria infallibile e diventa una pedina fondamentale nell’indagine.
L’oste che, con la sua generosità e disponibilità, mette a disposizione della squadra tutta la sua locanda per poi perdersi nei boschi a cercare la rondine bianca.

Fred Vargas
Fred Vargas è lo pseudonimo che la scrittrice francese Frédérique Audouin-Rouzeau ha deciso di adottare in omaggio alla sorella gemella Jo, una pittrice che nelle sue opere si firma appunto Vargas (Vargas è il cognome del personaggio interpretato da Ava Gardner nel film La contessa scalza).
È figlia di una chimica e di uno scrittore surrealista.
È ricercatrice di archeozoologia presso il Centro nazionale francese per le ricerche scientifiche (Cnrs), ed è specializzata in medievistica. Per cinque anni ha lavorato sui meccanismi di trasmissione della peste dagli animali all’uomo. Scrive ogni suo romanzo in ventuno giorni, durante il periodo di vacanza che si concede ogni anno. Rivede poi il testo per tre o quattro mesi, con il suo editor privilegiato: la sorella Jo.
Fred Vargas nel romanzo Sulla pietra ci offre un panorama di personaggi unici, misteriosi e fuori dagli schemi, luoghi incantevoli, oscuri e isolati, colpi di scena e tracce del passato che si intrecciano in un‘indagine che si rivela un vero e proprio rompicapo, dove nulla è come sembra.
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