Anna O: la breve di… Samuela
SINOSSI
Anna O
Anna Ogilvy è una scrittrice venticinquenne di talento, ha fondato da poco un suo giornale, proviene da una famiglia importante e ha un brillante futuro davanti a sé.
Una notte, però, durante il sonno, pugnala a morte i suoi due migliori amici e, da quel momento, non si risveglia più.
È stata colpita da quella che i neurologi chiamano “sindrome della rassegnazione”, un rarissimo disturbo psicosomatico che la induce in uno stato di sonno perenne.
Sono passati quattro anni da quella terribile notte quando il dottor Benedict Prince, uno psicologo forense esperto nel campo dei crimini legati al sonno, viene incaricato di indagare sul caso di Anna O, la “Bella Addormentata”, come i tabloid l’hanno ribattezzata.
Ma la situazione in cui si trova Benedict è molto più complicata: altre persone sono coinvolte nella vicenda e non sono affatto felici del compito che è stato assegnato al dottore.
Lui, a sua volta, è un uomo dal passato turbolento e costellato di misteri. Mentre lavora con Anna cercando di svegliarla, Benedict dovrà anche capire cosa è realmente accaduto e se è giusto ritenerla responsabile dei suoi crimini.
Matthew Blake firma un thriller psicologico in cui il confine tra preda e predatore, tra vittima e carnefice, tra innocente e colpevole è sempre effimero e volubile.
Editore La nave di Teseo
Salottometro:

Non ti chiedi mai cosa potresti aver fatto mentre dormivi?
L’intreccio del libro di Matthew Blake assieme alla tematica degli omicidi nel sonno creano una combinazione da subito affascinante.
La caratterizzazione psicologica dei personaggi è fondamentale in Anna O e lo stesso stile narrativo si allinea a questo intento descrittivo.
I punti di vista alternati dei personaggi sono infatti trattati in prima persona o usando il diario.
Alcuni capitoli rappresentano quasi dei flussi di coscienza, in cui pensieri, sensazioni, ricordi dei protagonisti vengono esposti minuziosamente.
Se da un lato ciò diventa un perfetto strumento narrativo e di approfondimento dei personaggi stessi, dall’altro, a tratti, rallenta il ritmo del libro che, per questo, non può essere definito un thriller “ad alta tensione” ma un ottimo thriller psicologico.
Ciononostante non mancano i colpi di scena ed il finale ne rappresenta il migliore.
Si tratta di certo di un libro ben scritto che vale la pena leggere, nonostante la lunghezza (e a tratti lentezza) delle vicende narrate, con un epilogo ben orchestrato.

Un libro originale, una trama interessante arricchita da rimandi approfonditi e studiati alla mitologia greca, al mondo della psicologia, dei disturbi psichiatrici, del true crime.
In alcuni punti i racconti in prima persona, quasi dei flussi di coscienza, rallentano il ritmo e la narrazione, senza influenzare però il contenuto brillante del libro. Il finale… ripaga la lettura non proprio leggera.

