Abbaiare alla luna: la breve di… Emanuela
SINOSSI
È una fredda sera di un maggio che non cede il passo alla primavera quando il corpo senza vita di una giovane donna viene trovato in un bosco di Blavy.
Per l’ispettrice Piera Jantet della questura di Aosta si tratta di un lampante caso di omicidio, ma le evidenze si fermano qua: nessun nome, nessuna traccia e, soprattutto, nessun movente. Il vicequestore Pezzolari però è stato chiaro: una settimana per arrivare in fondo alla faccenda, non un giorno in più!
Fortuna che Piera Jantet non è certo tipo da lasciarsi scoraggiare da tempi stretti e ostacoli apparentemente insormontabili: la sua settimana è già iniziata male con l’archiviazione di un vecchio caso su un traffico di preziosi che stava seguendo da mesi e con improbabili denunce di strani furti e scomparse “floreali”.
Ma proprio mentre tenta di sistemare questi assurdi tasselli, comincerà a prender forma un disegno legato al presente quanto al passato che porterà l’ispettrice Jantet e il fido agente scelto Camagna a confrontarsi di nuovo con l’ex ispettore Jules Rosset, ora nel suo buen retiro piemontese impegnato in un gagliardo progetto in cui ha coinvolto anche l’ignara Alma e l’amico medico legale Orlando Calabrò.
E si sa, “la scimmia dell’indagine” è dura da scalzare e infatti Rosset non si farà pregare, lasciandosi lambire da questo caso che, tra cipressi nani, porcini, solitudini e segreti inconfessabili, finirà per svelarsi, un pezzo alla volta, sotto lo sguardo indifferente della luna.
Editore Indomitus Publishing
Salottometro:

Un cozy crime ben scritto e pieno di citazioni che però non convince fino in fondo i lettori della Corciolani.
Questo è Abbaiare alla luna, romanzo in cui l’omicidio viene presentato già nel primo capitolo.
Tra piante rubate, tatuaggi da interpretare e fungaioli maldestri, la storia scorre leggera.
Qualche forzatura nella trama non rovina del tutto la struttura che appare snella e comunque non scontata.
Lo spin off della serie La colf e l’ispettore meritava qualcosina in più ma
in ogni volo e in ogni viaggio rimarrà per sempre la traccia di quello che gli hai trasmesso
e, in questo caso, la traccia dello stile di Valeria Corciolani è ben riconoscibile.
Libro in ogni caso da leggere se non altro per comprendere il perché dell’abbaio alla Luna.

Rosset era di un’altra pasta e la sua Alma era l’anima della serie. Ci si sarebbe dovuti fermare? Probabilmente si ma non si può non riconoscere lo stile della Corciolani, comunque apprezzabile.
Chi non ha letto i precedenti, potrebbe apprezzarlo di più.
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