Recensione di Monica Truccolo
TRAMA
Gaetano Rosi, appena uscito di prigione, si rivolge all’Agenzia Cantoni per scoprire chi ha ucciso suo fratello Enrico, dato che gli inquirenti hanno archiviato il caso come un regolamento di conti fra bande rivali. Gaetano non rinnega il proprio passato di violenza e spaccio, ma con la stessa determinazione vuole difendere quello del fratello: Enrico si era sempre tenuto alla larga dal crimine e dai guai. Si è trattato di uno scambio di persona? Oppure qualcuno ha voluto colpire Gaetano infierendo su un innocente?
Come sempre di fronte ai casi persi in partenza, Anna sfida il parere del suo capo e, con l’immancabile aiuto di eccentrici testimoni dal regno animale e vegetale, decide di aiutare l’ex galeotto. Ma è proprio nel corso di questa indagine in ambienti criminali e destrorsi, tra vivai fin troppo ciarlieri e sospetti fin troppo taciturni, che riemerge una figura sconosciuta che sembra sapere su di lei cose che nemmeno lei ricorda. Affascinata e spaventata, Anna si ritrova ad affrontare una volta per tutte ciò che più teme al mondo: il dolore dei suoi cari. Fino a che punto ci si può spingere per proteggere chi si ama?
In questa quinta e ultima avventura degli Insospettabili, tra cani fifoni, gatti spocchiosi, scoiattoli schizofrenici pronti a conquistare il mondo e margherite con un’idea molto chiara su come sentirsi sempre dalla parte della ragione, Sarah Savioli snoda una doppia indagine che corre a rotta di collo verso una conclusione in cui ogni pezzo trova il suo posto, e i personaggi che amiamo trovano finalmente pace.
“Perché in questa vicenda ho imparato che sono abbastanza coraggiosa da continuare a essere sensibile, da decidere che tutto ciò che vive mi interessa, che tutto ciò che vive è parte anche di me. E che non smetterò mai di ascoltare gli altri, chiunque essi siano.”
“Adesso può raccontarci il motivo per il quale è venuto nella nostra agenzia,” continua Cantoni. Il profilo dell’uomo rimane rigido, non un movimento delle mani o delle gambe. “Hanno ammazzato mio fratello.“
Nel quinto e ultimo capitolo della serie degli Insospettabili, Anna Melissari continua il suo lavoro nell’agenzia investigativa.
La versione delle margherite è un cozy crime originale e ironico che prende avvio dalla morte di Enrico Rosi, un delitto che gli investigatori hanno già ricondotto a un movente criminale.
Ma Gaetano Rosi, appena uscito di prigione, non ci sta: di una cosa è certo, suo fratello era pulito. L’indagine porterà Anna a confrontarsi con il proprio passato, facendo emergere aspetti della sua storia che non conosce fino in fondo. Nel frattempo, continua a chiedersi se sia una buona madre e se le sue scelte siano davvero quelle giuste.
Anche perché io quella forza che diceva mia madre non ero sicura di averla.
A rendere Anna una protagonista davvero particolare è anche la sua capacità di comunicare con il mondo animale e vegetale. Gatti, cani, uno scoiattolo, gli uccelli e persino le margherite fanno parte del suo modo di guardare ciò che la circonda, offrendo informazioni e punti di vista che gli altri personaggi non potrebbero cogliere. Nell’agenzia vive Otto, l’alano che interloquisce con Anna e fa parte della sua quotidianità, mentre a casa è circondata da diversi animali, tra cui due tartarughe e un gatto con cui dialoga, oltre al Ficus Benjamin, sempre pronto a intervenire con il suo sarcasmo. Il rapporto con animali e piante diventa così parte integrante della sua quotidianità e si intreccia naturalmente con l’indagine.
Mi avvicino alle dalie temendo che il sentimento rancoroso delle margherite sia ricambiato. Loro invece se ne stanno quiete, silenziose, del tutto ignare del furore delle margherite che le detestano da lontano. Le saluto, non rispondono. Riprovo, nulla da fare.
La versione delle margherite affronta temi come l’empatia, la memoria e il rapporto con gli altri attraverso una scrittura scorrevole e vivace, caratterizzata da dialoghi efficaci e da una sottile vena ironica.
Anche gli aspetti più profondi trovano spazio senza appesantire la narrazione, alternandosi a momenti divertenti e ad altri più riflessivi. Una scrittura che riesce così a mantenere leggerezza e profondità, accompagnando il lettore tra situazioni quotidiane, relazioni e interrogativi personali.
“Da allora non sei cambiata per niente, Anna Melissari,” dice mentre esco senza voltarmi più. “Resti e sempre resterai un angelo arrabbiato.“
Accanto ad Anna non può mancare Cantoni, il burbero capo dell’agenzia investigativa, che dietro i modi bruschi nasconde una sensibilità ben diversa da quella che lascia trasparire. Nel rapporto con Anna emerge un’intesa fatta di scambi diretti e situazioni divertenti, che mostrano anche il lato più umano del personaggio.
La sua presenza accompagna così le vicende dell’agenzia, contribuendo a dare maggiore vivacità alle dinamiche tra i personaggi.
Cantoni però resta rabbuiato, chiuso, non so nemmeno se mi abbia sentito, poi inizia a tirare fuori gli incartamenti del caso Rosi.

Sarah Savioli
Sarah Savioli nasce nel 1974 in Sardegna. Dopo la laurea in Scienze naturali, consegue un master in Scienze forensi e uno in Chimica analitica e per più di dieci anni lavora come perito tecnico-scientifico forense. Per Feltrinelli ha pubblicato i romanzi gialli Gli insospettabili (2020), Il testimone chiave (2021), La banda dei colpevoli (2022) e I selvatici (2023), e nella collana “Feltrinelli Kids” Tutto cambia! (2021, con le illustrazioni di Kalina Muhova), il giallo Delitto alla Tesla Academy (2023) e l’albo Che botta! (2024, con le illustrazioni di Jessica Antonini).
Con questo capitolo, Sarah Savioli porta Anna verso un passaggio importante della sua vita, nel quale le vicende dell’indagine si intrecciano sempre più con la sua sfera personale e familiare.
Le domande che emergono lungo il percorso la spingono a mettere in discussione alcune certezze e a confrontarsi con aspetti di sé che fino a quel momento erano rimasti in secondo piano. Un’evoluzione che rende la vicenda ancora più personale e accompagna Anna verso una nuova fase della sua vita.
Il destino deve avere capito che oggi ha già picchiato pesante, per cui mi dona la grazia di farmi trovare parcheggio a una distanza che mi permette di portare con me i tre vasi dai quali continua ad alzarsi un chiacchiericcio emozionato da scolaresca in gita.
Sarah Savioli accompagna Anna fino alla conclusione della serie mantenendo intatta la sua capacità di sorprendere e di guardare il mondo da una prospettiva insolita. È una protagonista che, tra indagini, relazioni e incontri fuori dall’ordinario, ha costruito nel tempo un modo tutto suo di interpretare la realtà.
Con La versione delle margherite si chiude così la serie degli Insospettabili, con una conclusione che conserva la leggerezza della narrazione e, al tempo stesso, la sua componente più riflessiva.
Però qualcosa l’ho imparata in tutta questa strana vita che mi è toccata in sorte ed è che sono abbastanza coraggiosa da continuare a essere sensibile, da decidere che tutto ciò che vive mi interessa, che tutto ciò che vive è parte anche di me.
Ogni romanzo della serie con protagonista Anna Melissari racconta una storia autoconclusiva, senza rinunciare a dare continuità al percorso dei personaggi. Le loro esperienze, i cambiamenti personali e i rapporti che li uniscono si trasformano gradualmente, dando profondità all’intera serie.
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