Cara Debbie di Frieda McFadden

Cara Debbie Salotto Giallo

Recensione di Claudia Pieri

TRAMA

Debbie Mullen sta perdendo il controllo. Per anni ha dispensato i suoi migliori consigli nella rubrica “Cara Debbie”, dove le mogli del New England scrivono cercando aiuto e comprensione. Grazie al suo lavoro, Debbie ha ascoltato i racconti di innumerevoli donne ignorate, sminuite e persino maltrattate dai loro mariti. E ha sempre cercato di guidarle verso la strada giusta. Fino a che una lettera, misteriosa e inquietante, non le fa mettere tutto in discussione perché rischia di disseppellire un passato che deve rimanere dimenticato.

D’un tratto, la sua vita tanto ordinaria sembra andare in frantumi: perde il lavoro, le figlie adolescenti iniziano a comportarsi in modo strano e scopre che il marito le nasconde dei segreti… o almeno così pare dall’app che gli ha installato sul telefono. Stavolta Debbie ha deciso che essere “quella più matura” non fa per lei. Ha smesso di essere ragionevole e pratica. È ora di passare dai consigli all’azione e di far pagare il conto a chi se lo merita davvero.

Mi definisco una mamma casalinga, ma in realtà collaboro con un giornale locale per famiglie che si chiama Hingham Household, dove mi occupo di una rubrica di consigli intitolata Cara Debbie.

Con il romanzo Cara Debbie, torna in libreria Frieda McFadden, indiscussa e molto imitata regina del domestic thriller.

L’autrice ripropone uno schema narrativo ormai consolidato, che tuttavia riesce a non essere mai del tutto uguale a se stesso e ai precedenti romanzi, grazie a quei dettagli e a quelle sfumature che fanno la differenza e che permettono di costruire ogni volta una nuova protagonista femminile decisamente fuori dagli schemi.

Questa volta è Debbie a trovarsi al centro della storia: una casalinga frustrata dalla vita che ha scelto, nonostante alle spalle abbia un brillante percorso di studi, e alle prese con un rapporto tutt’altro che semplice con le figlie adolescenti. A questo si aggiunge un bisogno costante di accettazione da parte delle donne del vicinato, più ricche di lei e apparentemente più realizzate.

Debbie lavora per una rivista locale dispensando consigli alle lettrici.

È particolarmente brava quando si tratta di risolvere i problemi degli altri, non a caso il marito la definisce

un risolutore di problemi

decisamente meno quando deve fare i conti con la propria vita

Mi piaceva il mio lavoro. Mi piaceva dare consigli. La mia vita era un casino, ma quando si trattava degli altri, sapevo sempre esattamente cosa avrebbero dovuto fare.

Ed è proprio il personaggio di Debbie uno degli elementi più riusciti del romanzo. Apparentemente innocua, progressivamente sempre più imprevedibile e pericolosa, è una protagonista con cui, sorprendentemente, il lettore finisce per empatizzare.

La sua ironia, le sue frustrazioni e soprattutto il rapporto conflittuale con le figlie adolescenti contribuiscono a renderla immediatamente riconoscibile e, per certi aspetti, familiare.

Accanto a lei c’è Cooper, un marito sottomesso, convinto di essere inferiore alla moglie e di non meritarla

Mia moglie è incredibile in tutto ciò che fa. E’ un vero genio. Ha realizzato alcune straordinarie app per i nostri telefoni. Io riesco a malapena a usare la maggior parte delle funzioni del mio cellulare, e lei invece crea software dal nulla.

Anche in questo caso McFadden costruisce un personaggio ambiguo sul quale il lettore è portato a interrogarsi, lasciando emergere progressivamente ciò che si cela dietro l’apparenza

Si merita un uomo migliore di me. Per molte più ragioni di quante lei possa immaginare.

La narrazione, affidata alla prima persona, alterna tre diverse voci e procede attraverso uno stile brioso e ironico. Attraverso le voci dei protagonisti, l’autrice racconta la quotidianità di una famiglia, le dinamiche di coppia e il rapporto conflittuale tra una madre e le sue figlie adolescenti.

Ed è proprio la normalità di ciò che viene raccontato a rendere progressivamente più sottile l’inquietudine. Gli avvenimenti appartengono alla quotidianità e, presi singolarmente, potrebbero sembrare assolutamente normali, ma le percezioni degli eventi e le reazioni che questi provocano in Debbie modificano lentamente la prospettiva del lettore.

Quello che all’inizio appare come il racconto familiare di una donna alle prese con le difficoltà della vita quotidiana comincia così a mostrare crepe sempre più profonde.

La mente di Debbie si trasforma a poco a poco in un labirinto oscuro.

Freida McFadden

Freida McFadden è lo pseudonimo di un’autrice statunitense. Ha all’attivo numerosi romanzi che hanno riscosso un enorme successo sia tra la critica che tra i lettori, aggiudicandosi anche svariati premi, tra cui l’International Thriller Writer Award for Best Paperback Original e il Goodreads Choice Award for Best Thriller.

Con la Newton Compton ha pubblicato Una di famiglia, Nella casa dei segreti, Non mentire, Finché morte non ci separi. Dalla serie è stato tratto il film evento con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried.Nel 2026, dopo 23 anni di mistero, ha rivelato la sua vera identità. Si chiama Sara Cohen ed è una dottoressa specializzata in lesioni cerebrali.

Ed è qui che entra in gioco una delle caratteristiche più riconoscibili della scrittura di McFadden: la capacità di destabilizzare il lettore attraverso ribaltamenti e colpi di scena.

La storia parte da una situazione in apparenza normale e, pagina dopo pagina, diventa sempre più inquietante, trascinando chi legge dentro la mente della protagonista e rendendo sempre più difficile interrompere la lettura.

Le aspettative riposte in Cara Debbie sono molto alte e certamente non andranno deluse, perché, pur non essendo all’altezza dei ben più celebri capolavori di McFadden, pensiamo a Una di famiglia e ai suoi sequel, si tratta di un libro capace di tenere alta l’attenzione del lettore e di accenderne la curiosità, tanto da farsi leggere in pochissimo tempo.

Nonostante qualche passaggio, soprattutto nella parte iniziale, possa apparire più lento o poco lineare nella sua evoluzione, il romanzo si affida a un meccanismo narrativo ormai collaudato e magnetico, che sa come e quando sorprendere il lettore.

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