La notte dei mietitori di John Connolly

La notte dei mietitori Salotto Giallo

Recensione di Katya Fortunato

TRAMA

Nel mondo dei sicari, Louis è un fantasma rispettato e temuto. Ma nessuno può sfuggire per sempre al proprio passato, specialmente se quel passato ha il volto dei “Mietitori”, una cerchia d’élite di assassini che non tollera defezioni. Ora, la setta ha deciso di reclamare il debito di Louis.

Attirati in una trappola mortale tra le foreste del Maine, Louis e il suo compagno Angel si ritrovano isolati, braccati da nemici che conoscono ogni loro trucco. Per la prima volta, Charlie Parker passa in secondo piano per correre in aiuto dei suoi amici, in una battaglia dove la posta in gioco non è la verità, ma la pura sopravvivenza. Un noir brutale e adrenalinico che svela finalmente le ombre nel passato dell’assassino più letale della letteratura contemporanea.

Arriva in Italia, edito da TimeCRIME, La notte dei mietitori di John Connolly, il settimo capitolo della saga di Charlie Parker che vede il detective relegato nelle retrovie per dare spazio al duo di angeli custodi: Louis (si pronuncia Lu-ii e non Luis) e Angel, la coppia di killer che rappresenta la rete di protezione, l’ancora morale (a modo loro) e la forza bruta ma chirurgica di cui Charlie Parker ha costantemente bisogno per sopravvivere.

…erano dalla parte degli angeli, anche se gli angeli stessi non erano sicuri che fosse un bene.

Connolly si concentra soprattutto su Louis, sul suo passato, su come e perché è diventato uno spietato killer,  facendoci conoscere anche coloro che hanno condizionato e influenzato questa scelta attraverso lunghi flashback.

Uno su tutti, Gabriel, diventato una sorta di padre putativo e a cui lui, nel bene e nel male, è ancora oggi legato, che lo ha arruolato tra i Mietitori, una gilda di assassini a pagamento: i migliori.

Gabriel scrollò le spalle. «Non proprio. Semplicemente, non ero pronto a darti in pasto ai cani. Ma prima di lasciarti andare ho cercato di alleviare le tue preoccupazioni.»
«’Lasciarmi andare’?»
«Sono vecchio, concedimi questa indulgenza. Dopotutto, non tutti riescono a staccare.»
«Quando l’ho fatto io, non eravamo rimasti in molti.»
«E nessuno come te.»

Peccato che il passato abbia deciso di bussare alla porta di Louis per cercare di chiudere un conto rimasto in sospeso…

Dietro il killer freddo e metodico c’è un uomo che vive in equilibrio tra il desiderio di proteggere ciò che ama e la consapevolezza che il proprio passato finirà inevitabilmente per travolgerlo.

Connolly evita ogni facile assoluzione e Louis rimane un assassino, ma diventa anche un personaggio profondamente umano, definito più dalle sue scelte presenti che dai crimini commessi in passato.

Accanto a lui c’è Angel. Ironico, intuitivo e spesso capace di leggere situazioni che sfuggono agli altri, compagno di vita e di “lavoro”.

Louis e Angel sono una coppia sentimentale consolidata e indissolubile. La loro dinamica personale è descritta da Connolly con enorme delicatezza, calore e un umorismo sottile.

Si comportano spesso come una vecchia coppia sposata: bisticciano sulle piccole cose di tutti i giorni, sul cibo, sui viaggi o se sia meglio ammazzare in un modo piuttosto che in un altro. La loro devozione è totale e chiunque provi a minacciare uno dei due sa di andare incontro a una vendetta immediata e definitiva da parte dell’altro.

«Potresti anche mostrare un po’ più di sollievo nel vedermi ancora vivo. Sono ferito.»
«Va’ all’inferno.»

La fiducia assoluta, la capacità di affrontare insieme qualsiasi pericolo e la reciproca disponibilità al sacrificio testimoniano un legame costruito negli anni e una lealtà incrollabile nei confronti di Parker. Il tutto è spesso alleggerito da brillanti momenti di umorismo nero, che stemperano l’atmosfera cupa della serie.

Louis sapeva che tra lui e Parker vigeva un equilibrio delicato: Parker imbrigliava il suo lato peggiore, mentre lui permetteva che quello del detective trovasse uno sfogo. E Angel? Ebbene, Angel era il perno intorno a cui ruotavano entrambi, un confidente comune che conteneva in sé echi di entrambi. Ma forse questo valeva per tutti e tre. Era ciò che li legava…

E poi ci sono loro, Tony e Paulie Fulci. Immancabili, che portano un tocco di tenerezza con il loro amore smisurato verso la madre e di humor con il loro

spiccato, benché semplicistico, senso etico

Peccato però che…

Esistevano creature di stagno che possedevano un orizzonte morale più complesso di quello dei Fulci

Come già detto, i Fulci hanno un amore smisurato per la loro madre, una lealtà quasi altrettanto smisurata per Parker e un affetto particolare per il loro Dodge 4×4.

«Cosa è successo al suv?» chiese il Detective.
«Sono successi dei tizi» rispose Paulie
[…]
«E i tizi in questione dove sono?» domandò il Detective.
Vi fu un imbarazzato strusciare di piedi.
[…]
«Avete scoperto qualcosa di utile, prima che cominciassero a non sentirsi bene?» domandò.

Quando la vicenda si trasferisce nei boschi degli Adirondack, il romanzo cambia pelle.

Da thriller criminale assume progressivamente i contorni di una lunga caccia all’uomo, nella quale i cacciatori diventano improvvisamente le prede.

Il ritmo narrativo segue questa trasformazione. La prima parte è più riflessiva, ricca di ricostruzioni del passato e di rapporti di forza tra i vari personaggi.

John Connolly

John Connolly è nato a Dublino nel 1968. Per il marchio Timecrime (Gruppo Editoriale Fanucci) è in corso di pubblicazione la serie dedicata al detective Charlie ‘Bird’ Parker.

La notte dei mietitori è il settimo volume della serie, mentre The Unquiet e The Lovers sono di prossima pubblicazione nella presente collana. Per Fanucci Editore, invece, sono usciti la nuova edizione di Il Libro delle cose perdute e il sequel La terra delle cose perdute.

Nella seconda metà, invece, Connolly accelera progressivamente fino a costruire un lungo assedio in cui ogni capitolo aumenta la pressione e restringe le possibilità di fuga.

La suspense nasce soprattutto dall’incertezza: i protagonisti sono esperti, ma comprendono presto di essere caduti in una trappola nella quale ogni vantaggio appartiene al nemico.

Aggrottò la fronte.
Louis si voltò a controllare e lo imitò.
«Siete qui in vacanza?» chiese Angel.
«Vi stavamo cercando» rispose il Detective.
«Come mai?»
«Willie temeva che foste nei guai.»
«E cosa glielo ha fatto pensare?»
«Esplosioni, capannoni in fiamme e roba simile.»
«Sono ferito» disse Louis.
«Ho sentito.»
«Be’, nessuno sembra farci troppo caso.»

Pur appartenendo pienamente al ciclo dedicato a Charlie Parker, La notte dei mietitori può essere letto quasi come uno spin-off, nel quale il detective rimane volutamente ai margini anche nel registro narrativo, solitamente affidato alla sua voce.

La narrazione in terza persona offre una visione più ampia degli eventi e permette di seguire contemporaneamente protagonisti e antagonisti, conferendo alla storia un respiro quasi corale.

Come spesso accade nei romanzi di Connolly, però, l’azione non è mai fine a sé stessa. Dietro gli scontri, gli inseguimenti e le sparatorie si nasconde una riflessione sulla violenza come eredità impossibile da cancellare. Ogni scelta produce conseguenze che continuano a propagarsi nel tempo, e nessuno può davvero considerarsi estraneo ai propri errori. La vendetta, in questo universo narrativo, non libera mai davvero chi la cerca: prolunga soltanto il ciclo della distruzione.

La notte dei mietitori è probabilmente uno dei romanzi più adrenalinici della serie, ma anche uno dei più importanti per comprendere Louis e Angel.

Connolly costruisce un thriller teso e spettacolare, nel quale l’azione si intreccia continuamente con la profondità psicologica dei personaggi.

Il risultato è una storia che dimostra come il vero cuore della saga non risieda soltanto nei misteri affrontati da Charlie Parker, ma soprattutto nelle persone che lo circondano, nelle loro ferite e nella difficile ricerca di una forma di redenzione che, forse, resterà sempre incompleta.

Chi si aspetta un’indagine classica potrebbe rimanere spiazzato, ma chi ama Louis e Angel vi troverà probabilmente il loro ritratto più completo e umano.

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