Città d’ombre di Aro Sàinz de la Maza

Città d'ombre Salotto Giallo

Recensione di Barbara Terenghi Zoia

TRAMA

Manca poco al sorgere del sole. È il 4 luglio e Barcellona, di giorno travolta dal caldo e dai turisti, è immersa nel silenzio e nell’oscurità. Ma una luce improvvisa illumina la facciata della Pedrera. Qualcuno ha trasformato l’opera di Gaudì nella scenografia di un macabro delitto: un uomo appeso a uno dei balconi sta bruciando. Quando arrivano i soccorsi è troppo tardi: per Eduard Pinto, personaggio di spicco della società catalana, non c’è più nulla da fare.

Entra in gioco l’ispettore Milo Malart: uomo tormentato, refrattario alle regole ma dotato di un intuito che gli consente di entrare nella mente dei criminali e capire le loro prossime mosse. Con un assassino come il Boia di Gaudì (così l’ha battezzato la stampa) l’intuito però non basta: servono colleghi altrettanto determinati e capaci, come l’ispettrice Rebeca Mercader e il sergente Toni Crespo. Al trio tocca il compito di individuare il disegno di sangue dietro la scia di delitti che sconvolgono Barcellona: una città protagonista quanto gli esseri umani, lo scenario perfetto per un thriller dalle tinte nerissime.

Città d’ombre inizia con una scena potente: all’alba, sulla facciata della Pedrera di Antoni Gaudí, viene ritrovato un uomo vivo che brucia, appeso a uno dei balconi.

È un’immagine forte e inquietante che dà subito il tono al romanzo e coinvolge il lettore in un’indagine complessa, fatta di segreti, potere e vendette radicate molto più in profondità di quanto sembri.

Il protagonista è Milo Malart, un ispettore attualmente sospeso dal servizio, ma considerato uno dei migliori investigatori.

A prima vista sembra il classico poliziotto difficile da gestire: brillante, istintivo, spesso in bilico tra le proprie ossessioni e il senso di giustizia.

In realtà, questa è solo una facciata, perché dietro il suo carattere duro si percepiscono anche una profonda solitudine e un senso di colpa che lo rendono molto umano ed empatico.

Accanto a lui c’è Rebecca, una collega imposta dall’indagine che, pagina dopo pagina, diventa qualcosa di più: una presenza rassicurante, capace di riportarlo alla realtà.

L’ambientazione di Barcellona è raccontata in modo straordinario. Non fa semplicemente da sfondo, ma vive all’interno delle pagine.

Le opere di Gaudí, i quartieri, il contrasto tra bellezza e degrado, turismo e corruzione: tutto contribuisce a creare un’atmosfera vivida, dando al lettore la sensazione di camminare per le sue strade insieme ai protagonisti.

Nubi cirriformi color della zucca tingevano il cielo di una sfumatura rossastra. Correndo verso le tenebre, all’improvviso ebbe la strana sensazione di infilarsi tra le fauci spalancate di un enorme animale selvatico. Scosse la testa e accelerò. Era solo Barcellona.

In Città d’ombre c’è anche una riflessione molto dura sul potere e sui privilegi. L’indagine, infatti, porta alla luce corruzione e ingiustizie che qualcuno vorrebbe mantenere ben nascoste. Ed è proprio questo aspetto a rendere la storia ancora più disturbante e realistica.

Nonostante le oltre seicento pagine, il ritmo resta alto e ben sostenuto, soprattutto nella parte finale, quando gli eventi accelerano sensibilmente.

Aro Sàinz de la Maza

Aro Sáinz de la Maza è nato a Barcellona, dove vive e spesso ambienta le sue opere. Città d’ombre è diventato una serie Netflix.

Alcune scene sono descritte in modo crudo ed emotivamente pesante, ma Aro Sàinz de la Maza le utilizza per mostrare fino a che punto possa spingersi la brutalità dell’assassino.

Per evitare che la narrazione diventi troppo opprimente, l’autore bilancia questi passaggi con momenti più leggeri e ironici, che concedono respiro alla lettura.

Città d’ombre è un thriller intenso, carico di atmosfera e capace di coinvolgere fino all’ultima pagina, con figure imperfette ma profondamente umane e una Barcellona così viva da restare impressa, a tratti, persino più di chi la abita.

Salottometro:

4
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Aro Sáinz de la Maza è nato a Barcellona, dove vive e spesso ambienta le sue opere. Città d’ombre è diventato una serie Netflix.

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