Gli ultimi sei di Akinari Asakura

Gli ultimi sei Salotto Giallo

Recensione di Barbara Terenghi Zoia

TRAMA

Shōgo Hatano ha ventun anni ed è arrivato dove quasi nessuno riesce: tra i sei finalisti di un processo di selezione che ha eliminato oltre cinquemila candidati. Chi vincerà entrerà alla Spiralinks, la tech company più ambita del Giappone. La prova finale, ufficialmente, è semplice: gli ultimi sei devono dimostrare di saper fare gioco di squadra. Se riusciranno a formare un gruppo affiatato, l’azienda assicura un posto a tutti. Poco prima del colloquio, però, le regole cambiano: Spiralinks assumerà solo una persona. E a sceglierla saranno gli stessi candidati. A loro disposizione, una sala riunioni e due ore e mezza di tempo.

L’esercizio di team building si trasforma in una guerra psicologica. Tutti ostentano fair play, ma le parole diventano armi e i colpi bassi si moltiplicano. Quando inizia la prima votazione, nella stanza compaiono sei buste, una per ciascun candidato, ognuna con un segreto devastante: informazioni capaci di distruggere una reputazione, una carriera… un futuro. Mentre la tensione sale e le alleanze cambiano a ogni voto, Shōgo dovrà capire chi ha orchestrato il complotto e convincere gli altri di meritare il lavoro dei sogni prima che qualcuno lo elimini dal gioco.

Una mossa sbagliata può trasformare la selezione in un incubo. E non è detto che tutti ne escano vivi. Otto anni dopo, una persona indaga su ciò che accadde quel giorno. Chi ottenne il lavoro? E a quale prezzo? Finalmente approda in Italia un caso editoriale che in Giappone ha scalato le classifiche: un thriller psicologico sul lato oscuro della competizione nel mondo del lavoro, dove a volte per vincere non basta essere i migliori ma essere disposti a tutto.

Gli ultimi sei di Akinari Asakura è un thriller psicologico che mette al centro sei candidati in corsa per un posto nell’azienda tecnologica più ambita
del Giappone.

Dopo una lunga serie di colloqui, i candidati rimasti sono appunto sei, ma i posti disponibili, dopo pochi capitoli, si riducono drasticamente a uno soltanto. La decisione finale su chi dovrà ottenerlo viene affidata agli stessi partecipanti.

La situazione diventa presto tesa, quasi estrema: paura di fallire, pressione costante, bisogno di proteggere la propria immagine e facilità nel giudicare chi, fino a pochi istanti prima, sembrava parte di un gruppo compatto e solidale.

È affascinante scoprire il modo in cui il romanzo affronta la cultura del lavoro giapponese e la sua ossessione per il successo, soprattutto per chi conosce poco il Paese e le sue dinamiche sociali. Qui l’ambizione non viene mostrata come qualcosa di elegante o motivante, ma come una forza capace di tirare fuori il peggio dalle persone.

Bastava una sola mail negativa e per noi era come se il nostro stesso valore di esseri umani venisse completamente annullato. Autostima e sicurezza prive di basi, e anche ansia priva di basi. In quello stato mentale totalmente instabile dovevamo affrontare un evento che avrebbe influenzato la nostra vita per decenni.

Akinari Asakura è bravissimo a trasformare una semplice sala riunioni in un ambiente soffocante, quasi claustrofobico, dove i sei candidati sono costretti a votare per scegliere chi meriti davvero quell’ambitissimo posto di lavoro.

Da quel momento il romanzo si trasforma in una spirale di tensione, sospetti e manipolazioni che tiene il lettore incollato fino all’ultima pagina.

Ogni nuova rivelazione modifica gli equilibri tra i candidati e, mentre le alleanze costruite fino a quel momento iniziano lentamente a sgretolarsi, il lettore assiste a questa trasformazione con un misto di fascinazione e inquietudine.

A questo punto emerge il primo grande mistero: chi, tra i sei, è stato scelto davvero? E non si tratta di una rivelazione secondaria, perché proprio da qui prende avvio la seconda parte de Gli ultimi sei, ambientata anni dopo gli eventi iniziali.

Questa sezione, costruita soprattutto attraverso i dialoghi, mantiene volutamente un forte senso di ambiguità: si conosce chi risponde, ma non chi pone le domande. Le figure coinvolte vengono approfondite con maggiore attenzione, permettendo al lettore di comprenderne meglio motivazioni, fragilità e contraddizioni.

Bisognerà però attendere il finale per scoprire cosa sia realmente accaduto e quali motivazioni abbiano spinto i vari protagonisti ad agire in un determinato modo.

Gli ultimi sei è un thriller originale, teso e sorprendentemente umano. Non parla soltanto di competizione lavorativa, ma di quanto facilmente le persone possano cambiare quando successo e ambizione iniziano a prevalere su tutto il resto.

Akinari Asakura

Akinari Asakura è uno scrittore e autore di manga giapponese originario della prefettura di Chib. Noto per le sue opere ricche di suspense e colpi di scena, è celebre famoso soprattutto per la serie manga Show-ha shoten. Nel 2026 Feltrinelli pubblica in Italia “Gli ultimi sei”, un caso editoriale che in Giappone ha scalato le classifiche.

Akinari Asakura costruisce con grande efficacia un’atmosfera dominata da sospetto, disperazione, strategia e ambizione.

Con il continuo spostamento delle alleanze e una tensione narrativa sempre crescente, il lettore non riesce mai a capire davvero di chi fidarsi o per chi empatizzare, praticamente fino alla fine.

Gli ultimi sei è un thriller intenso, psicologico e carico di tensione. Una premessa originale che si trasforma progressivamente in un gioco mentale sempre più disturbante, sospeso tra collaborazione e sopravvivenza, sullo sfondo di un Giappone ossessionato dalla performance e dall’eccellenza.

Salottometro:

4,5
Gli ultimi sei Salotto Giallo

Link d’acquuisto

Cartaceo
Ebook

,

Scopri di più da SALOTTO GIALLO

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere