Burattinai di Grazia Scanavini

Burattinai Salotto Giallo

La prima indagine delle Lavandaie

Recensione di Barbara Terenghi Zoia

TRAMA

Le chiamano le Lavandaie perché un tempo, nello stabile che oggi ospita la loro centrale operativa, le suore lavavano la lana. Ora, quelle sei poliziotte puliscono lo sporco della società, riportando a galla ciò che tutti preferirebbero rimanesse sommerso. Squadra Speciale F è il loro nome ufficiale. F come Ferrara, la città in cui l’unità investigativa è stata creata. F come femminicidio, il tipo di reato su cui indagano. A guidarla sul campo è la commissaria Emma Mastrangeli, una donna autoironica, allergica ai compromessi, determinata a scoprire la verità sulla morte della sorella, ufficialmente un cold case.

Accanto a lei, un gruppo fuori da ogni cliché: Miranda, Viola, Nausica, Lila, Febe, donne diversissime, con competenze e ferite personali, capaci di affrontare la violenza di genere con uno sguardo nuovo, ostinato, scomodo. Il loro primo caso è l’omicidio di Marina Palazzi, proprietaria di un’osteria del centro, trovata senza vita in una scena che sembra raccontare una rapina finita male. Ma l’inchiesta porta le Lavandaie a scrutare oltre le apparenze, tra relazioni opache, segreti familiari e dinamiche di potere invisibili, anche tra le forze di polizia. E mentre la squadra scaverà nel male che la circonda, i demoni del passato di Emma torneranno a chiederle ascolto.

La nuova squadra “Squadra speciale F”, detta le “Lavandaie”, è formata da donne segnate da un vissuto tutt’altro che roseo.

Stanchezza, ironia, morti ammazzati, genitori con l’Alzheimer: ognuna porta con sé un bagaglio personale complesso ed è stata chiamata a far parte di questa unità forse proprio in virtù di ciò che ha sopportato nella vita. Il punto di forza di Burattinai è la coralità: Viola, Miranda, Nausica, Lila e Febe sono personaggi distinti, ciascuno con un’energia diversa nel lavoro e nel privato, con una propria “aura” che Emma crede di percepire.

Protagonista di quello che si presenta come un capitolo inaugurale è la commissaria Emma Mastrangeli: spigolosa, a tratti antipatica, profondamente ferita.

La sorella Bianca è stata uccisa decenni prima e il colpevole non è mai stato trovato. Emma sembra capace di dedicare più attenzioni alla sua gatta che alla figlia, segno di un equilibrio personale fragile e irrisolto.

Grazia Scavanini

Grazia Scanavini è nata nel 1973 nella provincia di Ferrara. Da sempre interessata alle dinamiche erotiche e sentimentali, dal 2009 ha pubblicato racconti erotici su antologie in Italia e in Gran Bretagna. Ha esordito con La ragione dei sensi, che ha ottenuto il Premio Fiuggi per il Miglior romanzo erotico italiano.

Nel 2013 ha fondato a Roma SensualMente, la prima associazione culturale, in Italia, che si occupa di sensualità ed erotismo. Scrive per il settimanale «Starbene».

Grazia Scanavini utilizza l’omicidio di Marina Palazzi per mostrare come funzionano dinamiche complesse come l’esercizio dell’autorità, la gestione dell’influenza e le ambiguità presenti dentro e fuori le istituzioni, anche quelle che dovrebbero garantire protezione a tutti, non solo ai “raccomandati”.

La violenza dell’omicidio non viene spettacolarizzata, ma mostrata per ciò che è: un atto tremendo, destinato a segnare i familiari della vittima, i conoscenti, chi indaga e, inevitabilmente, anche il lettore.

Ambientato nella Ferrara, il romanzo offre richiami storici alla famiglia d’Este, ai suoi palazzi e affreschi, senza dimenticare il legame con la tradizione gastronomica locale, in particolare il pane, evocato come simbolo familiare e rassicurante.

Io sono nata al centro della pianura, dove la nebbia non è un’immagine poetica, è un fatto. Ci sono mattine in cui non vedi a un palmo di naso e capisci presto che non puoi pretendere certezze. O impari a muoverti lo stesso, oppure resti fermo.

Burattinai è un giallo interessante perché va oltre la semplice risoluzione di un omicidio: racconta la vittima come persona, segue il percorso dell’indagine tra dubbi e tentativi, e approfondisce il vissuto di un’intera squadra.

Durante la lettura, il giallo sfuma progressivamente nel noir, rendendo evidente l’intento dell’autrice di sottolineare come anche nel sistema giudiziario possano annidarsi logiche di tornaconto personale, a discapito dell’interesse collettivo.

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