Recensione di Emanuela Ferrara

Rubrica a cura di Claudia Pieri
TRAMA
Christian è giovane, bello e inquieto, in lotta con un passato segnato dall’alcol e da un cuore spezzato. Quando incontra la “Fonte della Conoscenza”, crede di aver finalmente trovato uno scopo. Ma la promessa di salvezza richiede un prezzo altissimo: rinnegare sé stesso. Per la dottrina, infatti, la sua omosessualità è un ostacolo al risveglio spirituale.
Tra meditazione, visioni e la misteriosa Eden House sulle scogliere della Cornovaglia, Christian dovrà scegliere tra appartenenza e libertà. Ispirato a fatti reali, un romanzo intenso sulla manipolazione della fragilità umana e sulla difficile riconquista della propria identità.
Con Il dormiente, edito da Fandango Libri, l’autore svedese Johan Ehn ci consegna un’opera che scuote le fondamenta della nostra sicurezza emotiva, trascinandoci nelle profondità di un abisso mascherato da paradiso.
Al centro de Il dormiente troviamo Christian. Non è solo un protagonista. È il riflesso della fragilità che ognuno di noi ha provato almeno una volta nella vita. Johan Ehn dipinge con pennellate livide il ritratto di un ragazzo spezzato, in fuga da un passato di dipendenze che ha sempre ambito ad essere altro, altro da sé.
…molto più che solo Christian Levin, alcolista sobrio. O almeno voleva essere di più.
Christian è “il dormiente” del titolo: un’anima in attesa di un risveglio, tormentata dal dubbio e dal bisogno di pace.
Alla Eden House si sarebbe riposato, dopo la lotta interiore degli ultimi mesi. Lasciare il movimento non era stata una decisione facile, ma necessaria.
La forza narrativa di Johan Ehn esplode quando Christian approda a Eden House, in Cornovaglia.
L’edificio stesso trasmette un’inquietudine sottile, apparendo come
una fortezza medievale con i merli e le torri, una sagoma affilata contro il cielo color grafite.
Qui, la manipolazione psicologica viene descritta con una precisione chirurgica. La setta, denominata “Fonte della Conoscenza”, non usa la forza bruta, ma la seduzione dell’accoglienza.
Appena aveva messo piede nel centro, Christian aveva sentito di essere capitato proprio nel posto giusto. Era esattamente questo che stava cercando.
Il rifugio è in realtà una morsa. Le regole sono ferree e alienanti. Gli adepti devono consegnare telefoni, macchine fotografiche, ecc., e perfino documenti e soldi vengono chiusi in cassaforte.
È un noir dell’anima, dove il mostro ha i modi distinti di Mr. Miller, che accoglie i nuovi arrivati con un inquietante: “Benvenuto in paradiso!“.
Il punto più doloroso e autentico dell’opera è lo scontro frontale tra la ricerca della spiritualità e il diritto all’identità sessuale. Ehn affronta il tema delle “terapie” di conversione. La dottrina manipolatoria di Eden House suggerisce che l’omosessualità sia una debolezza da superare.
Come possiamo aiutare le vostre essenze a ritrovare la retta via… Kathegetes ha scritto riguardo alla superiorità della mente sulle nostre debolezze acquisite o ereditate.
Vedere Christian vacillare sotto il peso di un credo che gli chiede di non vivere più apertamente la propria omosessualità per poter a lungo termine liberarsi delle pulsioni è un’esperienza che lacera il lettore.
È un monito potente su quanto possa essere pericoloso un sistema che promette la “vera conoscenza” al prezzo del sacrificio della propria verità interiore.

Johan Ehn
Johan Ehn è attore, regista, sceneggiatore e direttore artistico del gruppo teatrale Teater Barbara. I ragazzi dei cavalli è il suo secondo romanzo per ragazzi che, per la sua capacità di ibridare la storia del Novecento e la storia dei due giovani personaggi, è stato insignito nel 2020 del prestigioso Nils Holgersson Award e inserito nella shortlist del The Nordic Council Children and Young People’s Literature Prize, un premio che ha lo scopo di promuovere la letteratura per ragazzi di qualità nei paesi nordici. Le sue opere sono tradotte in tutti i paesi scandinavi.
In questa nuova uscita di Fandango Libri, la scrittura di Johan Ehn si conferma magnetica. Ne Il dormiente, l’autore cerca la verità del dolore e la complessità del recupero.
Un viaggio spirituale, una denuncia sociale questo è Il dormiente di Johan Ehn.
Un viaggio in cui una volta entrati a Eden House, tra quelle “pietre consumate e scivolose”, non si può che uscirne a pezzi. Profondamente a pezzi.
Salottometro:


Link d’acquisto

