Recensione di Claudia Pieri

Rubrica a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro
TRAMA
Melissa non ha pace da quando sua sorella Denise, la ragazza perfetta che tutti ammiravano, è stata trovata morta sui binari del treno. Mentre la polizia archivia il caso come un tragico suicidio, Sissy non si rassegna: è convinta che ci sia molto di più dietro quella fine inspiegabile. Perché Denise non aveva alcun motivo di togliersi la vita. E soprattutto, perché gli amici della ragazza sembrano così sfuggenti?
Spinta da un desiderio di verità che sfiora l’ossessione, Melissa inizia a indagare sul gruppo di amiche più popolari del paese, ragazze bellissime e perfide che forse sanno molto più di quanto ammettano. Frugando tra foto, messaggi e ricordi proibiti, Sissy scopre ombre inimmaginabili: segreti che s’intrecciano a bugie e a un amore disperato di cui non si doveva sapere.
Mentre un’ondata di presunti suicidi sconvolge la comunità e la presenza di un assassino si fa sempre più concreta, Melissa capisce di non potersi fidare di nessuno. Neppure di chi le è più vicino. Perché tra quelle pareti di provincia che somigliano tanto a una trappola, tutte le ragazze mentono e, in quel vortice di menzogne, qualcuno può ottenere la libertà… o farla finita per sempre.
A tutte le ragazze e i ragazzi fragili
La tempesta passerà
Siate forti e gentili con voi stessi
Una dedica, ma anche una vera e propria dichiarazione di intenti da parte di Piergiorgio Pulixi nel frontespizio del suo primo romanzo per ragazzi, Tutte le ragazze mentono.
Fin dalle prime pagine appare chiaro come l’autore scelga di rivolgersi a un pubblico giovane senza rinunciare agli elementi che caratterizzano i suoi noir destinati ai lettori adulti: una trama ben congegnata, ricca di mistero e tensione narrativa.
Uno stile di scrittura scorrevole e fortemente empatico, arricchito da descrizioni che stimolano l’immaginazione del lettore e rendono ambientazione, personaggi e vicende narrate estremamente realistiche.
A colpire non è soltanto l’intreccio, ma soprattutto la costruzione dei protagonisti.
Il romanzo, breve ma denso di spunti di riflessione, utilizza infatti la struttura del giallo per esplorare dall’interno il mondo dell’adolescenza e le sue fragilità.
Sullo sfondo di un piccolo e chiuso paese di provincia prendono forma tematiche profondamente attuali: la solitudine dei giovani, il peso delle apparenze, le invidie e le gelosie che attraversano le relazioni tra coetanei, fino all’isolamento e alla noia che finiscono per acuire le fragilità interiori e possono spingere i ragazzi verso scelte estreme:
Questo paese sta diventando un incubo per i giovani. Una volta i ragazzi emigravano. Oggi nemmeno quello. Si stufano, si arrendono e si tolgono la vita. C’è qualcosa di malato qui (…) Saruxi. In sardo significa “la croce”. Forse è proprio qui il segreto di tutto questo dolore. È un paese condannato dal suo stesso nome
Particolare attenzione è riservata alle dinamiche relazionali all’interno di un gruppo di amiche, ma anche al modo in cui gli adolescenti vivono i sentimenti.
L’amore appare totalizzante, assoluto, capace di muovere emozioni profonde e, talvolta, di spingere a gesti impulsivi o sconsiderati:
L’amore è ciò che muove anche me

Piergiorgio Pulixi
Piergiorgio Pulixi fa parte del collettivo di scrittura Sabot creato da Massimo Carlotto, di cui è allievo. Insieme allo stesso Carlotto e ai Sabot ha pubblicato Perdas de fogu (Edizioni E/O 2008), e singolarmente il romanzo sulla schiavitù sessuale Un amore sporco, inserito nel trittico noir Donne a perdere (Edizioni E/O 2010).
È autore della saga poliziesca di Biagio Mazzeo iniziata col noir Una brutta storia (Edizioni E/O 2012), miglior noir del 2012 per i blog Noir italiano e 50/50 Thriller e finalista al Premio Camaiore 2013, proseguita con La notte delle pantere (Edizioni E/O 2014), vincitore del Premio Glauco Felici 2015, e Per sempre (Edizioni E/O 2015).
Nel 2014 per Rizzoli ha pubblicato anche il romanzo Padre Nostro e il thriller psicologico L’appuntamento (Edizioni E/O), miglior thriller 2014 per i lettori di 50/50 Thriller. Nel 2015 ha dato alle stampe Il Canto degli innocenti (Edizioni E/O) vincitore del Premio Franco Fedeli 2015, primo libro della serie thriller I canti del male.
Accanto a questo, il romanzo di Pulixi affronta anche il tema dell’elaborazione del lutto e delle conseguenze che una perdita può avere all’interno di una famiglia:
La sua morte li ha spezzati, svuotandoli di ogni volontà di vivere. Prima erano un ritratto a colori. Ora sono un’immagine sbiadita in bianco e nero, ogni giorno più opaca.
Tutto questo prende forma attraverso la voce di Melissa, detta Sissy, che racconta la storia in prima persona:
La sorella bruttina della ragazza più cool del liceo, quella che tutti guardano con invidia e ammirazione (…) Io sono quella “intellettuale”, che legge Emily Bronte, William Blake e Baudelaire (…) mi chiamo Melissa, ma per amici e parenti sono Sissy (…) una timida e impacciata sedicenne di un paesino di provincia…
È lei a guidare il lettore all’interno degli eventi, offrendo uno sguardo privo di filtri su ciò che accade.
La scelta della prima persona si rivela particolarmente efficace: favorisce l’immersione nella narrazione e, soprattutto per un pubblico giovane, rende più immediata l’identificazione con la protagonista.
L’ambientazione contribuisce in modo significativo alla costruzione dell’atmosfera. Saruxi, piccolo paese di provincia, emerge non solo attraverso i luoghi ma anche tramite le descrizioni dei suoi abitanti:
…una di quelle tipiche donne anziane di Saruxi che sembrano scolpite dalla vita di questo paese: silenziosa, avvolta nel nero del lutto, quasi evanescente e incorporea
restituendo l’immagine di una comunità chiusa, in cui tutti sembrano conoscersi e dove, proprio per questo, segreti e tensioni assumono un peso ancora maggiore:
… un paesino piccolo, sonnacchioso e bigotto, dove le malelingue prosperano più della gramigna nei campi…
Man mano che la storia procede, l’atmosfera si fa sempre più cupa e nebulosa.
La tensione cresce insieme alla consapevolezza della protagonista, mentre le descrizioni insistono su elementi come nebbia, buio e freddo, che accompagnano Sissy nella sua ricerca della verità.
La foresta di lecci, immersa nella nebbia, sembra uscita da un film Horror
La nebbia diventa così una presenza costante, non soltanto meteorologica ma anche simbolica: rappresenta lo stato d’animo della protagonista e l’incertezza che avvolge la vicenda, immergendola in un mondo fatto di menzogne, segreti e morte.
Ne nasce un romanzo vibrante ed emotivamente coinvolgente, in cui il giallo si intreccia con un’attenta indagine introspettiva sui personaggi.
La tensione narrativa accompagna la lettura fino alla fine, quando un ultimo colpo di scena segna l’epilogo della storia.
Con Tutte le ragazze mentono Pulixi riesce a centrare un duplice obiettivo: da una parte esplora con sensibilità le fragilità e il disagio del mondo adolescenziale rivolgendosi direttamente ai più giovani; dall’altra offre agli adulti preziose chiavi di lettura per comprendere meglio le dinamiche relazionali tra ragazzi e le inquietudini che attraversano questa età così delicata.
Una menzione speciale va a Cora, la gatta di Denise, che con la sua presenza silenziosa accanto a Sissy non può non suscitare tenerezza e commozione:
Da quando Denise è morta, Cora è diventata una vagabonda. Esce al mattino presto e torna a notte inoltrata, come se passasse tutto il giorno a cercarla. Poverina. Non si rassegna, proprio come me.
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