Piccoli fantasmi di Gregg Dunnett

Piccoli fantasmi Salotto Giallo

Recensione di Claudia Pieri

TRAMA

Sono trascorsi due anni ormai da quando Layla Martin, 10 anni, è stata rapita e uccisa. Un delitto irrisolto che ha quasi distrutto la sua famiglia e che adesso sta per essere archiviato. Ma l’ispettore Kieran Clarke, colui che fin dal primo momento ha diretto le indagini, propone un ultimo disperato tentativo: partecipare al programma televisivo Crimebusters per riportare il caso all’attenzione del pubblico e sperare in nuovi indizi.

Mentre i coniugi Martin discutono su cosa fare, Gale, il figlio minore, dopo mesi di depressione e isolamento, sembra finalmente stare un po’ meglio. Si sente meno solo perché è come se Layla fosse lì con lui, con la sua presenza discreta e rassicurante. Un’immagine che si fa via via più nitida e che un giorno, improvvisamente, gli rivolge anche la parola.

Gale è convinto che si tratti di una proiezione del suo subconscio; eppure, Layla gli dimostra che non è così e lo convince ad aiutarla a trovare il suo assassino. Ma chi può credere alle parole di un bambino e della sua sorella fantasma? Soprattutto quando il killer sembra essere così vicino da anticipare e annullare qualsiasi loro passo avanti…

Piccoli fantasmi è un piccolo gioiello della narrativa thriller, capace di coniugare tensione e profondità emotiva.

Il racconto si sviluppa su due piani narrativi che si fondono, accompagnando il lettore all’interno di una storia che, soprattutto all’inizio, si sofferma sulle dinamiche relazionali di una famiglia devastata dalla tragica morte della figlia e sorella:

Dobbiamo imparare di nuovo a essere una famiglia. Noi tre. Oppure accettare che non lo siamo più”

Al centro del romanzo non c’è soltanto l’evento drammatico, ma soprattutto ciò che accade dopo. Il lutto che i protagonisti si trovano ad affrontare è reso ancora più difficile dalla mancanza di verità e di giustizia, che di fatto impedisce una reale elaborazione della perdita.

Ognuno reagisce in modo diverso: i genitori cercano di sopravvivere al dolore

Lasciò passare qualche istante immaginando di tornare a due anni prima. Quando c’erano due bambini che correvano a prepararsi per la scuola. Bisticci e battibecchi, ma tutto fondamentalmente a posto con il mondo

mentre il fratellino si confronta con l’assenza della sorella tendendo a isolarsi dagli altri:

…è ancora molto isolato, silenzioso. Non è partecipe. Sembra che voglia passare più tempo possibile da solo.

Il fatto che il protagonista sia un bambino contribuisce a rendere il racconto particolarmente delicato.

Gale era piccolo per la sua età. Così piccolo che gli servivano ancora entrambe le mani per muovere la pesante porta

Il legame con la sorella defunta, che continua ad apparirgli come un fantasma, introduce nella narrazione una dimensione sospesa e tenera, che attenua la crudezza del thriller e lo avvolge in un’atmosfera fatta di sentimenti, nostalgia e affetto:

Eppure c’era qualcosa che solo lui poteva vedere. Un lampo di colore che gli faceva venire in mente uno dei suoi vestiti o gli accessori che portava nei capelli. E una tremolante macchia di luce nell’aria che sembrava offuscare qualsiasi cosa vi fosse dietro

A poco a poco la presenza di Layla finisce per apparire quasi normale, come se facesse naturalmente parte della vita del protagonista e del suo modo di affrontare il dolore.

Allo stesso tempo, però, l’evento al centro della storia resta profondamente drammatico e quando i crimini riguardano i bambini diventa impossibile non provare ansia e disgusto: una tensione morale che accompagna costantemente la lettura.

La prima parte del romanzo procede con un ritmo più lento e introspettivo, concentrandosi sui sentimenti e sulle fragilità dei personaggi.

Gregg Dunnett

Gregg Dunnett è un autore bestseller di thriller psicologici, spesso ambientati dove la terra incontra il mare, un’abitudine nata durante gli anni trascorsi a inseguire le onde come giornalista di windsurf.

Dopo vent’anni in Inghilterra, adesso vive con la sua famiglia in Cantabria, nel nord della Spagna con il suo litorale di coste selvagge e solitarie. Piccoli fantasmi è il suo primo romanzo a essere pubblicato in Italia.

È a metà libro che Gregg Dunnett introduce il primo grande colpo di scena, capace di cambiare improvvisamente passo alla narrazione, innalzando in modo netto il livello di pathos mentre il ritmo della lettura accelera.

Da quel momento in poi gli avvenimenti si susseguono rapidamente, trascinando la narrazione in una sequenza serrata di eventi che aumentano progressivamente l’adrenalina. La tensione cresce pagina dopo pagina e diventa difficile interrompere la lettura: si procede con il cuore in gola e il respiro sospeso, in una costruzione narrativa che assume tratti quasi cinematografici.

Il romanzo alterna così due dimensioni: da una parte il thriller vero e proprio, con il suo ritmo incalzante e ricco di colpi di scena; dall’altra la storia intima e profondamente emotiva di un legame tra fratelli che sembra proseguire anche oltre la morte.

Il risultato è un thriller serrato e sorprendente, ma allo stesso tempo profondamente coinvolgente sul piano emotivo. Con Piccoli fantasmi Gregg Dunnett offre una storia che scava nei legami familiari, nel dolore e nella memoria, capace di regalare emozioni diverse e un finale decisamente commovente.

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