Recensione di Monica Truccolo
TRAMA
Una mattina di febbraio, il cadavere di Antonello Pennoncini viene ritrovato nel suo elegante studio legale insieme alle tracce di quello che ha tutta l’aria di essere stato un festino sopra le righe. Non ci sono elementi per determinare se si tratti di un incidente o di un omicidio, e l’evento sconvolge la quiete di Ferrara. Sul caso c’è Sebastiano Bellabarba, commissario di polizia, psicologo e chitarrista. Un uomo fuori misura, e non soltanto per l’altezza considerevole. Sarà che svolge lo stesso lavoro del padre, l’autoritario Bellabarba senior, ma si ostina a farlo a modo suo, perseguendo un ideale di giustizia diverso, basato sull’empatia e su uno spirito di osservazione scevro da pregiudizi. L’indagine porta a galla un’oscura rete che coinvolge un giro di giovani ragazzi, spesso troppo giovani, trascinati in serate di eccessi che avevano luogo nello studio legale. La scintillante patina dell’avvocato di successo inizia a incrinarsi, rivelando inquietanti retroscena nella carriera di Pennoncini, fondata su discutibili strategie difensive messe in atto nei casi di violenza su donne e bambini. Che ne è di una vittima quando si assolve il colpevole? E fino a che punto la giustizia riesce a essere tale quando il mito della famiglia si sgretola? L’indagine prenderà pieghe inaspettate, che si riallacciano a un caso di abusi ormai archiviato da anni e a un presunto suicidio avvenuto pochi giorni prima. Tutto sembra confermare quello che Sebastiano, nella vita privata oltre che nella sua professione, sta imparando a capire: le persone non possono mai essere comprese se non si provano a comprendere anche le loro ombre.
E se il morto era un avvocato di grido come Antonello Pennoncini, non gli garbava per niente.
L’ombra dentro inizia con il ritrovamento del cadavere di Antonello Pennoncini, avvocato dalla fama discutibile, nella mansarda del suo studio.
In un primo momento, gli indizi sembrano indicare una morte per abuso di alcol e cocaina, forse un tragico eccesso legato a una festa notturna.
A indagare sul caso sono il commissario Bellabarba – un uomo dotato di empatia e grande capacità di osservazione, qualità che arricchiscono la narrazione investigativa – e il giovane ispettore Storti.
Le indagini li conducono a scoprire che, dietro la facciata rispettabile di Pennoncini, si nascondeva una vita segnata da vizi oscuri e segreti indicibili.
In mezzo a tutto questo era disteso il corpo dell’avvocato. Bellabarba non lo vide subito, mezzo nascosto dai movimenti della scientifica e dalla figura del suo vice, amico e collaboratore.
Il commissario Bellabarba e Storti si trovano ad affrontare un caso che porta alla luce manipolazioni e abusi di potere che affonda le radici in un vecchio episodio di violenza su minore, da tempo archiviato.
Nel frattempo, un recente presunto suicidio sembra celare un legame inquietante con i nuovi eventi.
L’ombra dentro è un thriller psicologico di straordinaria intensità emotiva, capace di trascinare il lettore in una costante sensazione di inquietudine.
Il romanzo esplora le sfumature della giustizia e della verità soggettiva, creando un’atmosfera densa, soffocante e profondamente disturbante.
Ti sbagli, Stefano. Su Ricci l’indagine c’è stata. La Procura ha chiesto l’archiviazione perché non è venuto fuori niente.

Elena Buccoliero
Elena Buccoliero, sociologa e formatrice, si occupa da tempo di violenza sia nei gruppi di adolescenti, sia nei contesti familiari. È stata a lungo giudice minorile onorario e direttrice della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati. Conduce laboratori di narrazione con ragazzi e adulti e scrive a propria volta saggi e favole, racconti e filastrocche, testi per il teatro, giochi di ruolo. L’ombra dentro (Sem, 2025) è il suo primo romanzo.
Elena Buccoliero dimostra una notevole capacità di plasmare i propri personaggi con precisione e sensibilità psicologica.
Le sue figure non sono mai monolitiche: suscitano nel lettore reazioni contrastanti – amore, repulsione, compassione o disprezzo – a seconda delle sfumature con cui vengono tratteggiate.
Ciascuno contribuisce a comporre un affresco umano vivido e coerente. Luci e ombre si intrecciano restituendo un ritratto complesso e autentico dell’animo umano.
Pennoncini e Zappaterra sono mondi lontani, non comunicano tra loro. Zappaterra aveva motivi di risentimento verso l’avvocato, perché andare alla sua festa?
In L’ombra dentro emerge chiaramente l’esperienza dell’autrice nel trattare la violenza nei contesti giovanili e familiari. Questo bagaglio dona al racconto autenticità e una profondità psicologica rara.
La sua competenza si traduce in una narrazione lucida e partecipe. Una narrazione capace di affrontare temi come l’abuso su minori e la ricerca di identità senza sensazionalismi, con equilibrio e verità.
Di retto aveva solo l’intestino. E anche quello in piccolissima parte.
Con L’ombra dentro, Elena Buccoliero conduce il lettore nei meandri più oscuri della coscienza. Lo spinge a interrogarsi su quanto sottile sia il confine tra giustizia e verità, tra percezione e realtà, tra vittima e carnefice.
Il risultato è un romanzo che non si limita a raccontare, ma costringe a sentire, riflettere e, inevitabilmente, a prendere posizione.
Salottometro:


Link d’acquisto:

