Recensione di Emanuela Ferrara

A cura di Francesca Pica e Samuela Moro
TRAMA
Chi ha ucciso Cristiano Aprile? di Igor Patruno
Se non si trattasse di un evento reale sembrerebbe la trama di un romanzo horror: c’è un killer sconosciuto, dall’aspetto cadaverico, che uccide senza movente; c’è una vittima ignara e innocente; ci sono le inquietanti atmosfere dell’inaspettato e dell’impensato; c’è una Roma, città splendida e infame, dove l’infranto regge le fondamenta dei palazzi e dove anche l’assurdo diventa possibile.
Igor Patruno ricostruisce, avvalendosi delle carte dell’indagine condotta nel 1987 dalla squadra mobile di Roma, tutti gli aspetti sinora inediti della vicenda.
L’autore non si è limitato a raccontare i fatti così come emergono dalle carte, ma ha anche condotto un’inchiesta individuando chi e perché potrebbe aver ucciso Cristiano.
Introduzione di Roberto Morassut.
Era la mattina del 24 febbraio 1987 quando, a casa Aprile, in via Levanna nel quartiere Montesacro di Roma, si scatenò l’inferno.
Un ragazzino di dodici anni, Cristiano Aprile, venne barbaramente ucciso da uno sconosciuto introdottosi in casa con l’inganno.
Assassino che, con ogni probabilità, era già stato in quell’abitazione qualche giorno prima fingendosi qualcun altro.
Perché? Chi è realmente l’assassino? Cosa è successo quella mattina?
Interrogativi che rimarranno senza una risposta e che non trovano spiegazione nemmeno a distanza di trentotto anni.
Il delitto di via Levanna passerà alla storia come l’omicidio commesso dal giovane sconosciuto dall’aspetto cadaverico.
Il terrore, parafrasando le parole di Roberto Morassut che ha curato la prefazione, ha bussato al numero 35 di via Levanna con le sembianze di un ragazzo snello e silenzioso.
L’assassino arriva nel silenzio e se ne va altrettanto silenziosamente, quasi lentamente, con indifferenza, senza agitazione…
Il caso scosse la città e l’opinione pubblica per la sua brutalità e per le ombre che gettava sulla vita della famiglia della vittima. Il padre di Cristiano, Valerio, era un professore di elettronica presso due istituti superiori della Capitale. Le indagini si concentrarono sugli alunni delle scuole in cui prestava servizio. Si pensò, infatti, a una ritorsione nei confronti del professore magari per una bocciatura. Eppure, c’è qualcosa che non torna sin da subito.
È un delitto senza logica e senza movente ma con diversi testimoni.

Igor Patruno
Igor Patruno, nato a Roma il 9 settembre 1955, è laureato in Filosofia nel 1979, giornalista, ha pubblicato diverse opere di rilievo, tra cui: Via Poma. La ragazza con l’ombrellino rosa (inchiesta sull’omicidio di Simonetta Cesaroni, 2010), I campi di maggio (2015, romanzo-inchiesta sulle rivolte giovanili degli anni ’70, vincitore del Premio Letterario Vittoriano Esposito nel 2015 e del Premio Letterario Luigi Di Rosa nel 2016), Le parole ritrovate.
Patruno, ne Chi ha ucciso Cristiano Aprile? riprende a piè pari l’intervista rilasciata da Fiorella Baroncelli, madre di Cristiano e moglie di Valerio.
Non è possibile che questa persona si sia dileguata nel nulla […] No, non è dileguato nel nulla! È dileguato nell’indifferenza dell’umanità che ci circonda nelle cosiddette grandi città. […] Ci devono essere persone che lo conoscono, questo deve avere una famiglia e, anche ammesso che non avesse una famiglia, che fosse un emarginato…un drogato, un malato, deve aver avuto dei contatti.
Effettivamente il libro, più che una nuova analisi, appare come un sunto di quanto fu ricostruito in quegli anni. Gran parte del testo, infatti, è dedicato all’analisi delle carte dei giorni immediatamente successivi al delitto e alle dichiarazioni rilasciate nella trasmissione di Augias, da parte della madre della vittima e non solo.
Patruno ha sicuramente fatto un attento lavoro di ricerca, peccato, però, che la parte dedicata alle sue personali considerazioni (molto interessanti a dire il vero) sia relegata a poche pagine.
Troppo poco spazio per gli spunti che potrebbero dare una “svolta” alle indagini.
Noi di Salotto Giallo, dopo una lettura attenta del testo, ci siamo messi alla ricerca di documenti ufficiali, profili Facebook e interviste. Non sappiamo in quanti decideranno di farlo, ma il consiglio che ci sentiamo di dare è proprio questo.
Lasciate pure che Il libro Chi ha ucciso Cristiano Aprile? sia il punto di partenza per una ricerca di altri documenti, non fosse altro che per restituire dignità alla vittima.
E poi, diciamolo chiaramente, la lettura non inizia nel migliore dei modi ed è forse questo l’elemento di disturbo che, come lettore, rischi di portati dietro per tutte le quasi duecento pagine. Sbagliare in apertura il nome della vittima, per chi come noi è assai sensibile, è un errore da matita blu.
Cristiano Aprile non ha avuto dignità nel 1987 e non l’ha avuta nemmeno in questo scritto. Una storia dai contorni oscuri che rischia di rimanere nel limbo degli “irrisolti” per sempre.
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