La storia di Sandy
Recensione di Francesca Pica
TRAMA
Il suo nome è Sandy. Forse la conoscete come l’amorevole moglie del detective sovrintendente Roy Grace.
Ma in lei c’è molto di più di quanto sembri: una donna con un passato oscuro, un presente complicato e un futuro incerto.
Fino al giorno della sua scomparsa. La sua sparizione ha messo in moto una ricerca a livello nazionale ma senza alcun risultato, così tutti si sono convinti che sia morta.
Dove è finita Sandy? E perché è scappata? Cosa può spingere una donna a lasciarsi ogni cosa alle spalle e svanire nel nulla?
Riuscirà Roy Grace a trovare le risposte alle domande che lo hanno tormentato al punto da mettere a repentaglio la propria carriera investigativa?
Torna il famoso detective di Brighton, protagonista della serie tv Le indagini di Roy Grace, e questa volta dovrà risolvere un caso che lo ha tormentato per anni.
Pensavano fossi morta – la storia di Sandy, non è solo l’attesissimo seguito delle vicende del sovrintendente Roy Grace, non è solo un giallo, è molto di più.
È la storia di una donna, Sandy appunto, della sua dipendenza e di come questa riesca a stravolgere la sua vita e quella di suo marito.
Molti di noi sbagliano nella vita. Alcuni più di altri. E alcuni di noi sbagliano praticamente la maggior parte delle volte. Io sono tra questi. Un vero disastro. Per parafrasare il mio comico preferito, l’indimenticato Peter Cook: “ho commesso molti errori nella mia vita e sono sicuro di poterli ripetere tutti esattamente.”
È proprio Sandy che ci parla. In questo romanzo si mette a nudo e ci trascina piano piano nel suo inferno personale.
Lei, che all’apparenza è una donna perfetta, moglie dello stimato sovrintendente Roy Grace, con un matrimonio perfetto – anche se il non riuscire ad avere bambini getta entrambi nello sconforto – un lavoro appagante e una bella casa.
E quindi? Cosa succede? Qual è quella scintilla che fa divampare questo fuoco?
Per Sandy è l’incontro con Tamzin, conosciuta a un corso di pilates e diventata sua amica.
Tamzin così perfetta: bella, con un figlio in arrivo, una casa bellissima, un matrimonio felice.
Sandy ha tutto ciò che ha Tamzim, tranne un figlio, che è più importante della casa ben arredata, del marito sovrintendente e della macchina costosa.
Nasce tutto da un gioco: un gratta e vinci.
Lo compra, vince. Lo ricompra, rivince.
Lo compra di nuovo e perde… ma sono somme piccole.
Nella sua testa si fa strada l’idea di essere fortunata, o meglio, destinata a una fortuna che non la lasci mai.
E così dai gratta e vinci si passa alla roulette e con la roulette e quel nero e rosso, iniziano le bugie legate a perdite sempre più importanti.
E si sa, con le perdite più importanti iniziano altri tipi di guai, che per Sandy hanno il nome di Roy Albazi.
Roy Albazi aveva quarantasette anni. Tarchiato e tozzo, indossava uno spaiato abito di Versace. Nato in Albania, vive in Inghilterra da parecchi anni. Aveva la testa rasata, il collo tatuato e sottili baffi a matita che gli correvano lungo i lati della bocca fino al mento. Con una collana d’oro, grosse pietre preziose alle dita e un vistoso orologio al polso, sedeva fuori dalla pizzeria di Shoreham High Street, una delle sue attività di facciata lecite, sorseggiando un caffè macchiato e fumando un sigaro corto ormai giunto alla fine.
È da lui che scappa Sandy, ma anche dall’onta di essere diventata quel che è.
Dalla vergogna che potrebbe arrecare a suo marito.
Sempre meglio che confessargli chi sono diventata e ciò che ho fatto. Avere una moglie che si trova in questa situazione gli rovinerebbe la carriera e non sarei altro che un motivo di imbarazzo per lui.
I continui salti temporali tra il presente che racconta e descrive la sua fuga e i capitoli dedicati al “rileggere il passato” fanno sì che la scrittura risulti scorrevole e che Sandy possa parlare al lettore raccontando tutta la sua storia, senza l’ombra asfissiante e perfetta di Roy.
È Sandy che parla, è lei che racconta, descrive, si giustifica, poi torna indietro e ammette i suoi sbagli.

Peter James
Peter james è uno degli autori più venduti nel regno Unito, noto soprattutto per la serie del sovraintendente Roy Grace, giunta alla quarta stagione e disponibile in Italia fino alla seconda su Sky Investigation.
Ha vinto oltre 40 premi per le sue opere, tra cui WHSmith Best Crime Author of All Time, il Crime Writer’s Association Diamond Dagger e quattro Nielsen Silver Bestseller Award nel 2024.
Fino a oggi, Peter James ha scritto un totale di 20 bestseller del Sunday Times, ha venduto oltre 23 milioni di copie in tutto il mondo ed è stato tradotto in 38 lingue.
Inoltre, i sei spettacoli teatrali tratti dai suoi libri hanno incassato 17 milioni di sterline.
Con Pensavamo fossi morta – la storia di Sandy, narrato dalla prospettiva della moglie di Roy Grace, debutta nel catalogo Timecrime.
Pensavano fossi morta di Peter James mette il lettore nella condizione di ascoltatore che giudica e ritratta il suo giudizio, perché si rende conto che nella vita basta davvero poco per mandare tutto all’aria, per diventare
una barca che aveva rotto gli ormeggi e si trovava in mezzo al mare in tempesta, dirigendosi verso gli scogli
Salottometro:


Link d’acquisto

