Il dio dei boschi di Liz Moore

Il dio dei boschi Salotto Giallo

Recensione di Samuela Moro

TRAMA

È l’estate del 1975 quando Barbara Van Laar, adolescente problematica, scompare da Camp Emerson, il campo estivo fondato dalla sua ricca famiglia nel parco delle Adirondack.

La notizia fa subito scalpore: anni prima anche suo fratello Bear è sparito nei boschi in circostanze misteriose, e non è mai stato ritrovato.

La giovane investigatrice Judyta Luptack comprende subito che tutti nascondono qualcosa: gli uomini della famiglia, che ai tempi di Bear hanno tardato a chiamare i soccorsi; la madre dei ragazzi, incapace di riprendersi dal dolore; il capitano della polizia, che ancora una volta ha fretta di trovare un colpevole, e Tracy, l’unica amica di Barbara al campo e l’unica a conoscere i suoi movimenti segreti.

Mentre le indagini procedono, passato e presente si intrecciano, mettendo in luce tradimenti, menzogne, conflitti e giochi di potere.

In questo sontuoso romanzo, Liz Moore mescola thriller e dramma familiare, raccontando una comunità dove ricchezza e benessere diventano gabbie che imprigionano affetti, desideri e ambizioni.

Con uno stile limpido e ammaliante, Il dio dei boschi si addentra nelle contraddizioni umane come nel folto di una foresta impenetrabile, e ci consegna un ritratto memorabile della giovinezza, dell’amicizia e delle seconde possibilità che la vita concede quando si ha il coraggio di cambiarne le regole.

Il dio dei boschi, vincitore del Goodreads Choice Award 2024 per la categoria Mistery & Thriller, è un romanzo noir in cui il lettore entra in punta di piedi, quasi da spettatore, rimanendo inevitabilmente rapito da uno stile cinematografico, ma al tempo stesso piacevolmente antico.

Liz Moore, già autrice de Il peso e I cieli di Philadelphia, ci prende per mano e ci trasporta nella storia piena di segreti di una ricca famiglia di banchieri, i Van Laar, proprietaria di una villa chiamata Fiducia in se stessi, di un campo estivo e di un’intera Riserva nelle Adirondack, nello Stato di New York.

Nell’agosto del 1975, Barbara, la più giovane discendente dei Van Laar, scompare da Camp Emerson, il campo estivo per giovani rampolli che si tiene ogni anno proprio nella Riserva di proprietà della famiglia.

La ragazza non si trova, e gli indizi su cosa possa esserle accaduto sono pochi.

Su questa scomparsa incombe inoltre l’ombra di un’altra sparizione, avvenuta 13 anni prima.

Nel 1962, infatti, il fratello di Barbara, Bear, era scomparso all’età di otto anni da Camp Emerson, in circostanze molto simili, senza essere mai più ritrovato.

La famiglia non riesce a riprendersi dal tragico evento, soprattutto Alice, la madre di Bear e Barbara, che da quel momento vive in uno stato di depressione che nemmeno la nascita della secondogenita riesce a sanare.

Gliel’aveva insegnato suo padre, quando stava imparando a diventare guida: nei boschi ogni decisione è irreversibile e certe volte catastrofica.

L’ambientazione ci immerge in una natura incontaminata, in tempi in cui il contatto con le foreste e luoghi selvaggi era ancora possibile e ricercato, soprattutto dai più ricchi.

Le descrizioni dell’autrice creano un’atmosfera ambivalente: da un lato, boschi e le foreste sono luoghi di alienazione dalla vita cittadina, dall’altro, possono diventare pericolosi ed ostili, se non li si conosce ed apprezza nella loro complessità.

Il dio dei boschi è un romanzo corale, in cui si intrecciano i punti di vista di molti personaggi, tutti memorabili nella loro caratterizzazione.

Liz Moore

Liz Moore è una scrittrice e una musicista.

Il suo primo romanzo, The Words of Every Song, è apparso nel 2007.

Con Il peso, ha ottenuto uno straordinario successo di pubblico e di critica negli Stati Uniti e in Inghilterra.

Per NNE ha pubblicato I cieli di Philadelphia (2020), Il mondo invisibile (2021), Il peso (2022), Il dio dei boschi (2024), vincitore del Goodreads Choice Award 2024 nella categoria Mystery & Thriller.

Dalla penna di Liz Moore prendono forma personalità differenti, che spaziano dai membri della ricca e, a tratti, spietata famiglia Van Laar, alle persone del posto, che conoscono ed apprezzano i boschi e i monti più della compagnia degli sfacciati potenti.

I Van Laar erano molto attenti a selezionare chiunque entrasse nelle loro vite e irremovibili con coloro che decidevano di tagliare fuori.

Nel romanzo trovano inoltre spazio temi più profondi, come le condizioni di chi era costretto, per sopravvivere, a sottomettersi al volere e al potere di queste grandi famiglie, lavorando per loro, e la situazione della donna in quegli anni.

“Sono una famiglia strana” spiega lui. “Troppe generazioni con troppi soldi. Ti rovina il cervello. Hai mai notato che i figli dei ricchi non sono mai intelligenti come i genitori? Non sono mai altrettanto ambiziosi, altrettanto di successo? Nella vita bisogna dover lottare per qualcosa”.

Il racconto del romanzo è dilatato nel tempo: si alternano le vicende di periodi diversi, spaziando dalla storia dei Van Laar negli anni ’50 fino alla scomparsa di Barbara e le relative indagini, nel 1975. Nel mezzo le vicissitudini legate alla sparizione di Bear, negli anni ’60.

In ogni capitolo cambiano sia la voce narrante sia la collocazione temporale, creando un piacevole alternarsi di storie e punti di vista che aumentano il ritmo del romanzo.

Tuttavia, non si tratta di un thriller da divorare pagina dopo pagina: caratteristica del libro è la ricerca di una lettura assaporata, dettata da un ritmo ricco di suspanse senza essere frenetico.

L’autrice non racconta un thriller d’azione, ma una storia di segreti familiari da cui, piano piano, viene sollevato il polveroso velo del mistero, fino ad arrivare a un finale definitivo, concluso, coerente, forse per alcuni a sorpresa.

Con Il dio dei boschi Liz Moore firma un romanzo dal sapore antico, un noir piacevolmente lento, ma mai scontato, che ha la sua forza nei personaggi, in un’ambientazione selvaggia, e in una storia forse non sorprendente, ma magistralmente raccontata.

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