Rubrica a cura di Rosaria Sorgato
Recensione di Cristiano Colombo
TRAMA
1110. La banda Tafur di Vessel si unisce alle truppe crociate, norvegesi e veneziane all’assedio di Sidone (attuale Libano) ancora in mano ai Fatidimi.
L’obiettivo dello Sfregiato è di predare la città, lasciando come sempre agli efferati compagni carta bianca per sfogare le proprie pulsioni più infami, approfittando della situazione delle forze in campo, favorevoli alle truppe occidentali rafforzate dai temibili vichinghi di Re Sigurd I, che per la prima volta appaiono agli occhi arabi e crociati; uomini possenti dai lunghi capelli biondi, armati di enormi scuri da guerra, affiancati da un gruppo di donne guerriere, le celebri ‘amazzoni scandinave’ skjaldmær, guidate dalla leader Jórunn, sanguinaria ninfomane psicopatica protetta da una particolare guardia del corpo: un enorme orso bruno da novecento chili di stazza.
Per l’aiuto per la conquista di Sidone, Baldovino I, Re di Gerusalemme, ha promesso a Sigurd e ai suoi norvegesi un frammento della vera croce di Gesù, una reliquia di grande potere.
Ma non tutto andrà secondo i piani, e Vessel e i suoi luogotenenti fuori di testa (Portanero, Serafino, Tarasios, Bruma, il Nadruviano e nuovi arruolati, tra i quali Badra, pericolosa ex meretrice, dovranno vedersela con la furia di Jorunn e gli oscuri piani del Doge di Venezia, Ordelaffo Falier, coi suoi creativi postriboli mobili, ossessionato di raggiungere il tempio dedicato al culto di Eshmun, divinità fenicia della guarigione, situato due chilometri a nordest di Sidone, penetrare nelle otto stanze del santuario sotterraneo e far sedere sul Trono dei Serpenti il deforme, mostruoso figlio Girolamino, la cui vista è in grado di far impazzire le genti.
Con Vessel 3, Battiago non solo conclude la trilogia, ma fa un salto nel buio decisamente coraggioso e catapulta il lettore in un abisso di violenza e lussuria che piega le convenzioni letterarie e supera, se possibile, il livello di impatto emotivo dei precedenti capitoli della trilogia.
Se pensavate che avesse raggiunto l’apice della brutalità e della depravazione preparatevi al colpo…

In Vessel 3, l’autore non si limita a raccontare la storia, ma lo fa con maestria e precisione chirurgica.
Sa esattamente dove colpire per ottenere il massimo effetto
E lo fa.
Con Vessel 3, Battiago non si limita a scrivere una semplice conclusione della saga, ma apre un portale verso un abisso di carne, sangue e follia.
Il romanzo ci porta all’assedio di Sidon, dove la banda Tafu si unisce a crociati norvegesi e veneziani.
Il lettore è immediatamente immerso in una narrativa in cui le pulsioni più infami e scomode degli uomini vengono liberate, mentre occulti piani di conquista si intrecciano con le visioni deliranti di una guerra sacra che di sacro non ha più niente.
Il panorama è imponente: uomini possenti, guerriere spietate e acciaio e sangue, tanto sangue.
L’autore racconta di cose realmente successe evidenziando un eccellente lavoro di ricerca storica, sparando in faccia al lettore il folle paradosso della sacralità della guerra mettendo in evidenza l’abisso profano della realtà.
I crociati, in preda a una incontrollabile brama di potere e di vendetta, si ritrovano a servire una causa che dal Santo è incredibilmente lontana.
Sigurd e la sua banda di “simpaticoni” , tra cui l’ex puttana Badra e i suoi luogotenenti totalmente fuori controllo, diventano i protagonisti di una epopea pulp dove il delirio regna sovrano .
La scrittura va sicuramente oltre tutto il mainstream italiano, densa di immagini vivide, e di un ritmo altissimo.
Ogni pagina è un affondo nell’immaginario del lettore.
Non vi dovete sorprendere di trovare Jórunn accompagnata da un enorme orso bruno, novecento chili di pura ferocia.
Sanguinari, dementi, ninfomani, non si può fare a meno di chiedersi dove si collochi il confine tra l’umano e il bestiale.
Con Vessel 3, l’autore non si limita a scrivere di guerra; ci offre un affresco che celebra il caos e la brutalità, un’opera che invita il lettore a riflettere su cosa significhi realmente combattere in nome di una qualsiasi causa.
Ogni battaglia, ogni omicidio, è avvolto in una dimensione quasi mitologica, dove gli eroi sono tanto nobili quanto folli, e le loro azioni sono guidate da pulsioni primordiali che non conoscono pietà.
Prosa incisiva e provocatoria, riesce a farci ridere e shockare nello stesso istante, esponendo le ipocrisie del potere e la follia della guerra, non solo di quella religiosa.

Caleb Battiago
Caleb Battiago, pseudonimo di Alessandro Manzetti (Roma, 1968), è un autore di narrativa dark e fantastica, editor, sceneggiatore e saggista, tre volte vincitore del prestigioso Bram Stoker Award® (e 14 volte in nomination) e dell’Elgin Award, oltre a diverse nomination ad altri premi internazionali.
Ha pubblicato, con diversi editori, varie opere di narrativa, poesia e saggistica
Battiago ci regala un’epopea audace che non teme di affrontare i lati più oscuri della nostra natura, quelli più scomodi da sondare.
Vessel 3 è una lettura che sfida e trasforma, lasciando il lettore con un senso di inquietudine e con emozioni violente.
Un viaggio che è tanto avvincente quanto disturbante, dove ogni pagina è un invito a esplorare il significato della violenza e della sua rappresentazione letteraria.
Chi avrà il coraggio di affrontare questa selvaggia narrazione non potrà assolutamente rimanere indifferente, anzi potrebbe trovare in essa un riflesso inquietante delle pulsioni che covano sotto la morale della nostra società.
Quelle che ogni tanto si riversano fuori in conati disturbanti.
In conclusione eccovi i motivi per cui questo è un libro da leggere e i motivi per i quali le anime candide faranno bene a tenersi alla larga.
Perché sì: perché raramente capita di essere preso a palate in faccia come succede con la prosa altissima di Battiago, che riesce ad elevare il fango con una liricità sorprendente.
Perché no: perché nel mondo di Battiago non possono entrare tutti.
Richiede stomaco e, soprattutto, la disponibilità ad essere letteralmente assaliti da un immaginario poetico sicuramente disturbante
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