Malammore di Anna Vera Viva

Malammore Salotto Giallo

Recensione di Monica Truccolo

SINOSSI

Da molti anni Antonio Capasso è Brunella, una creatura della notte il cui fascino è incontrastato nel mondo delle drag queen.

Quando il suo corpo viene trovato senza vita nel suo appartamento del Rione Sanità, appare subito chiaro che non si tratta di morte naturale.

Una ferita profonda alla base del cranio mostra il segno del colpo inferto alla vittima.

Ancora una volta padre Raffaele, ritornato dopo quarant’anni nel quartiere, si troverà coinvolto in un’indagine complicata che lo porterà a nuovi scontri con il fratello Peppino, il boss della Sanità, e a nuovi incontri con un’umanità piena di miserie che dietro la facciata di una vita borghese nasconde vizi e ossessioni inconfessabili.

Dai vicoli della Sanità alle strade del centro e ai locali notturni, il prete percorrerà la città in lungo e in largo alla ricerca della verità nascosta nel passato recente e lontano di Brunella e tra le violente passioni che riusciva a scatenare.

Così, ancora una volta, grazie al suo intuito e all’aiuto prezioso della sua perpetua, scoprirà chi si è arrogato il diritto di spegnere la vita di una chimera.

Una storia che avvince e affascina il lettore, tenendolo inchiodato alla pagina, non solo per l’intreccio ricco di colpi di scena ma anche per la potenza del personaggio di Brunella, che anche dopo la morte continua a emanare la sua malia dalle pagine di questo romanzo.

Era sempre così quando si trovava davanti allo specchio, soprattutto di prima mattina, confuso di sogni e profumo di lenzuola. Quanto con gesti lenti arrivava fino al bagno, faceva la pipì con gli occhi ancora mezzi chiusi e poi si voltava per andare a fare il caffè. Era allora che si vedeva, sconosciuto in quello specchio menzognero. Colto di sorpresa, spiazzato. In bilico tra due mondi ed estraneo a entrambi.

Siamo a Napoli, Rione Sanità, uno dei quartieri più caratteristici della città. Brunella/Antonio è un femminiello tra i più ambiti nella sua professione: travestito, prostituta, drag queen, bellissimo e ricercatissimo, anche da insospettabili personaggi della Napoli bene, uomini altolocati.

Adorato e richiesto da molti, sarà vittima di una morte violenta perché con la sua malia e i suoi ricatti, diventa un personaggio importuno per molti, fastidioso e scomodo per altri.

Comincia così Malammore, un nuovo caso per Padre Raffaelle e Assuntina, la sua perpetua.

Il corpo di Brunella, immobile di quell’immobilità che nessun sonno può dare, faceva trasudare di tragedia quell’ambiente, che altrimenti sarebbe stato curato e confortevole, e in un certo qual modo anche elegante.

Un romanzo intenso, che merita di essere letto perché profondo.

Anna Vera Viva è maestra nel creare i suoi personaggi, nel cesellare i rapporti tra i protagonisti.

Padre Raffaele è il prete di un quartiere difficile, sempre pieno d’amore e di solidarietà verso gli altri e il fratello, Don Peppino, boss della malavita, camorrista: due vite in antitesi, due fratelli così profondamente diversi.

Il fratello aveva seguito le orme del padre, ma facendo un salto di qualità, non più gregario, ma boss. Il boss. Raffaele aveva capito, a quel punto, che il loro rapporto non era più possibile, meglio sarebbe stato rinunciarvi per sempre.

Una Napoli sensuale e intrigante fa da sfondo a una storia angosciante che mette al lettore la smania di leggere.

La scrittura è affascinante e scorre piacevole e veloce, mentre mostra il lato oscuro di una città dove si fondono torbidi e spregevoli intrecci con segreti inconfessabili.

Voi siete il cuore di Napoli? E noi vi passiamo da sopra e voi diventate un’isola”. E noi isolani ci sentiamo e da isolani ci comportiamo. E quando qualcuno ci chiede di dove siamo, noi non diciamo che siamo di Napoli, noi diciamo che siamo della Sanità. Perché la Sanità, don Raffae’, è un altro mondo.

Anna Vera Viva

Anna Vera Viva è un’autrice italiana.

Salentina, si trasferisce a Napoli nel 1982.

Scrive da molti anni ed è sceneggiatrice di docufilm e cortometraggi tra cui La consegna e Specchio delle mie brame, candidati al David di Donatello.

Con Garzanti ha pubblicato Questioni di sangue (2022), il primo capitolo delle indagini di padre Raffaele e L’artiglio del tempo. Un mistero tra gli oscuri vicoli di Napoli (2023).

La scrittura di Anna Vera Viva è potente ed emozionante, capace di coinvolgere il lettore fin dalla prime pagine. I suoi sono personaggi meravigliosamente vivi e ben delineati.

Ognuno è portatore di un proprio carico emotivo e di molteplici conflitti interni.

Sono personaggi capaci di emozionare il lettore e, grazie ai loro temperamenti così veraci, di farlo entrare da subito in empatia con loro,.

Aveva sbagliato ogni mossa, anzi aveva sbagliato proprio dall’inizio. Avrebbe dovuto portare la cassetta con le foto alla polizia e lasciare che se ne occupassero loro, e magari avrebbero anche fornito protezione al trans.

Ci troveremo a seguire Padre Raffaele e la sua perpetua in un’indagine difficile e intrigante, tra locali notturni e i rifulgenti vicoli di Napoli.

Tra ipocrisie e falsità si svelerà l’abiezione e i peggior sotterfugi di cui sono capaci i personaggi del romanzo: uomini che si nascondono dietro la maschera di buon padre di famiglia o di integerrimo uomo politico, ma che al contempo, sono ossessionati da un femminiello.

Ma Padre Raffaele non ha paura della verità e grazie al suo intuito scoprirà chi in maniera orrenda si è macchiato di sangue, il sangue di una chimera.

Si sentì più vile che coraggioso, aveva indicato a un uomo, con un gesto perentorio, una strada ineluttabile, quella del dolore.

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