A luglio non succede mai niente: la breve di… Barbara
SINOSSI
A luglio non succede mai niente
Fa caldo da perdere la testa, in questa estate del ’57. Ma il commissario Clodoveo deve conservare tutta la sua lucidità.
In un palazzo dei Parioli, nel cuore della Roma bene, una famiglia intera è stata ritrovata senza vita.
L’avvocato Braschi difendeva tante cause perse. Eppure, stavolta, nessuno ha difeso lui, sua moglie e persino il piccolo Benedetto. Solo la figlia più grande, Ardenia, è riuscita a sopravvivere, gravemente ferita.
Come se non bastasse, al quarto piano dello stesso stabile, c’è stato un furto con scasso. Possibile che i due fatti siano collegati? Tanti indizi, una soffocante cappa di paura e nessun aiuto dagli altri inquilini.
Del resto, era ora di cena e tutti seguivano il Carosello nei nuovi televisori. Solo il portiere della palazzina di fronte ha visto un uomo correre via in modo sospetto.
La chiave è forse la ragazza. Ma Ardenia, ricoverata in ospedale, non ha più ricordi di quella notte. Buio.
Un maledetto buio nella mente, e lo strazio di trovarsi sola. Così il questore decide di affiancarle uno psichiatra per aiutarla a ritrovare la memoria. Già, la memoria. Una brace che consuma l’anima e toglie il respiro.
Specie quando un commissario col pallino della verità scopre di aver dimenticato gli attimi in cui sua moglie è annegata nel Tevere.
E, mentre cerca disperatamente di risolvere il caso, deve anche pensare alla sua Fiorella, che sposerà tra soli sette giorni…
Editore: Piemme
Salottometro:

A luglio non succede mai niente è il nuovo giallo di Cristina Stillitano ambientato nel quartiere Parioli di Roma, prima degli anni ’60.
In una palazzina dove vive gente per bene, della medio borghesia, una mattina presto viene trovata una famiglia intera uccisa: il padre avvocato, la madre ed il bimbo piccolo.
Solo la figlia maggiore è sopravvissuta, a stento, ma ha un’amnesia totale e non ricorda nulla della sera in questione.
Ad indagare su questa strage familiare c’è il commissario Clodoveo, che tra l’altro deve sposarsi in seconde nozze nel giro di una settimana.
La sua fisicità, così come la modalità delle indagini ricordano molto il commissario Maigret di Simenon, con l’aggiunta di un caldo afoso che accompagna Clodoveo per tutto il romanzo.
Una strage familiare apparentemente inspiegabile, che viene rivelata lentamente, non appena i tanti segreti torbidi che questa “famiglia per bene” custodisce, vengono rivelati.
L’ipocrisia e il terrore sono le uniche emozioni che traspaiono dalle pagine.
Il movente è, per un lettore attento, facilmente intuibile, ma il colpevole non è assolutamente prevedibile.
L’epilogo, per una serie di concause e di reazioni delle persone coinvolte, differisce dai casi di cronaca che spesso, purtroppo, ascoltiamo ai notiziari in televisione.
Gioca con il lettore, Cristina Stillitano, esibendo ad ogni pagina il movente principale per occultare quelli secondari, nascondendo in bella vista la soluzione del caso.

Un giallo godibile, una strage efferata che nasconde le miserie di un animo umano corrotto e l’omertà di chi sa, ma è troppo vigliacco per parlare; perché tanto, si sa, a luglio non succede mai niente.
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